Chi sono

Blogger: antares666
Sono un esiliato, un Cavaliere Errante. Vago per impervie pietraie, nelle terre che gli Orchi chiamano Lugburz. Lontano dalla mia Dea adorata, privato del sole del mio Amore, percorro le più tenebrose contrade, ormai avvezzo al sospiro degli spettri...

Il mio nome si compone di due parti: una ha la sua origine nell'universo del Dio Nascosto, l'altra in quello del Creatore Malvagio. E' un geroglifico di ciò che sono: un angelo di fuoco imprigionato in un corpo demoniaco.


  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami

Feeds

  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

Contatori

visited *loading* times

Banners

Aggregatori


BlogItalia.it - La directory italiana dei blog

Archivio

oggi
maggio 2008
aprile 2008
marzo 2008
febbraio 2008
gennaio 2008
--- 2007 ---

Partecipano

 Il mio profilo ContattamiAlbedo
 Il mio profilo Contattamikrak0
 Il mio profilo Contattamispes74
 Il mio profilo Contattamivipom

Foto recenti

Disclaimer

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 07.03.2001

Tutti i testi ORIGINALI di questo sito sono pubblicati sotto una Licenza Creative Commons

Licenza Creative Commons

giovedì, 24 aprile 2008

Una coincidenza?

FURTI DI GENITALI IN AFRICA E MALLEUS MALEFICARUM

Accade che in diversi paesi dell'Africa, numerosi stregoni sono accusati di nascondere magicamente il fallo degli uomini sui quali hanno lanciato i loro incantesimi. A volte le loro operazioni magiche sono più benigne, se così si può dire, in quanto si limitano a produrre una diminuzione delle dimensioni dei genitali. Un caso occorso in Congo ha destato scalpore, in quanto gli stregoni hanno addirittura condizionato la restituzione degli organi sessuali rubati a un pagamento in denaro. Ma anni fa simili eventi hanno avuto esito drammatico: interi paesi devastati da ondate di terrore, uomini urlanti che sotto shock imploravano il ritorno dei loro attributi, supposti stregoni linciati e fatti a pezzi dalla folla inferocita.

Per molti queste sono amenità e argomenti da salotto, a tal punto è giunta la tirannia della fatuità imperante: una notizia da quel nido di dolore atroce che è l'Africa raggiunge le genti mondane ipnotizzate dalla televisione solo quando contiene qualcosa di grottesco. La reazione più frequente da parte della maggior parte dei lettori è liquidare questi furti del pene come il frutto di un'atavica superstizione africana. Mi permetto di avanzare dubbi a questo proposito e di sostenere l'origine recente della psicosi, nonché la sua connessione con l'imponente processo di cristianizzazione che ha quasi sommerso gli originari culti animistici e feticisti. Si può infatti notare una stranissima e sorprendente somiglianza con quanto scritto nel Malleus Maleficarum. Questo testo, definito tra i più terribili mai scritti nella storia nota dell'umanità, è opera dei frati domenicani e inquisitori Jacob Sprenger e Heinrich Institor Kramer. Fu redatto nel 1484 e ha conosciuto una grandissima fortuna (ben 34 edizioni). Servì all'Inquisizione come guida nella famigerata Caccia alle Streghe, che portò sul rogo innumerevoli innocenti, in gran parte donne. Quanto accade ai nostri giorni in Congo è proprio quanto accadeva nei secoli XV e XVI in Europa, dall'Italia alla Scozia, dalla Spagna alla Germania. Sarà una coincidenza? Ritorno del rimosso? Un archetipo universale legato al culto della fertilità e al terrore per l'incertezza del futuro della specie umana? Oppure bisogna credere, come fanno certi esoteristi, che tutte le culture umane siano soltanto un labirinto di confuse analogie dove tutto è l'equivalente di tutto il resto? Francamente, credo che le coincidenze non esistano e che si debba ricercare una spiegazione di questi fatti così anomali. Affinché chiunque possa giudicare, riporto alcuni brani molto interessanti.

PARTE I, DOMANDA IX.

Se le Streghe possono operare qualche illusione di pretidigitazione in modo tale che l'organo sessuale maschile appaia essere del tutto rimosso e separato dal corpo.

Qui si dichiara la verità sulle operazioni diaboliche che riguardano l'organo sessuale maschile. E per rendere comprensibili i fatti su questo argomento, ci si chiede se le streghe possano con l'aiuto dei demoni rimuovere realmente e di fatto il membro virile, oppure se esse fanno ciò soltanto in apparenza per mezzo di qualche incantesimo o illusione. E che esse possano davvero fare ciò lo si deduce a fortiori; poiché i demoni possono fare cose più grandi di questa, come ucciderle o traportarle da luogo a luogo - come mostrato sopra nei casi di Giobbe e di Tobia - quindi esse possono anche rimuovere davvero e di fatto i membri virili degli uomini.
Ancora una volta, un argomento è preso dalla narrazione della visitazione degli Angeli cattivi, nei Salmi:
Dio punisce per mezzo degli Angeli cattivi, siccome Egli spesso punì il Popolo di Israele con svariate malattie, davvero e di fatto fece visita ai loro corpi. Perciò il membro virile è ugualmente soggetto a tali visitazioni.
Si può dire che ciò è fatto con il permesso Divino. E in quel caso, è già stato detto che Dio permette un maggior potere della stregoneria sulle funzioni genitali, considerando la prima corruzione del peccato che venne a noi dall'atto della procreazione, così Egli permette anche  maggiori poteri sugli organi genitali maschili, e persino la sua rimozione.
E, ancora, fu una cosa più grande trasformare la moglie di Lot in un pilastro di sale che non la rimozione dell'organo maschile; e (Genesi XIX) fu una vera ed effettiva, non apparente, metamorfosi (poiché è detto che il pilastro può ancora essere visto), e ciò fu fatto da un Angelo cattivo; proprio come gli Angeli cattivi colpirono gli uomini di Sodoma con la cecità, cosicché essi non furono capaci di trovare la porta delle loro case. E così fu per le altre punizioni degli uomini di Gomorra. 
La narrazione, invero, afferma che la moglie di Lot era essa stessa contaminata da quel vizio, e perciò fu punita. 
E ancora, chi può creare una forma naturale può anche rimuoverla. Ma i demoni hanno creato molte forme naturali, come è chiaro considerando i maghi del Faraone, che con l'aiuto dei demoni plasmarono rane e serpenti. Anche Sant'Agostino, nel Libro LXXXIII, dice che quelle cose che sono evidentemente fatte per mezzo dei poteri inferiori dell'aria non possono essere considerate mere illusioni; ma che persino gli uomini sono capaci, tramite qualche esperta incisione, di rimuovere l'organo maschile; quindi i demoni possono fare in modo invisibile ciò che gli altri fanno in modo visibile.
Al contrario, Sant'Agostino (de Ciuitate Dei, XVIII) dice: Non si deve credere che, tramite l'arte o il potere dei demoni, il corpo dell'uomo possa essere trasformato in apparenza di bestia; quindi è allo stesso modo impossibile che venga rimosso ciò che è essenziale alla verità del corpo umano. Egli dice anche (de Trinitate, III): Non si deve pensare che questa sostanza di materia visibile sia soggetta al volere degli angeli caduti, in quanto è soggetta soltanto a Dio.

RISPOSTA.  
Non c'è dubbio che certe streghe possano fare cose portentose agli organi sessuali maschili, in quanto ciò è in accordo con ciò che è stato visto e utito da molti, e con la descrizione generale
di ciò che è conosciuto a proposito quel membro  attraverso i sensi della vista e del tatto. E a proposito di come questa cosa sia possibile, occorre dire che può essere fatta in due modi, in entrambi i casi realmente e di fatto, come è stato detto nei primi argomenti, o per mezzo di qualche manipolazione o di qualche incantesimo. Ma quando  ciò è compiuto dalle streghe, si tratta sempre di incantesimo; sebbene non sia affatto un'illusione nell'opinione di chi ne soffre. Secondo la sua immaginazione, egli può credere realmente e di fatto che qualcosa non sia presente, dal momento che con nessuno dei suoi sensi esteriori, come la vista e il tatto, egli è in grado di percepire che è presente.
Da questo si può dire che c'è una vera astrazione del membro virile nell'immaginazione, anche se non di fatto; e molte cose devono essere notate su come ciò accade. E per prima cosa sui due metodi attraverso cui può essere fatto. Non fa meraviglia che il diavolo possa ingannare i sensi esteriori degli umani, dal momento che, come si è detto sopra, egli può illudere i sensi interni, portando all'effettiva percezione idee che sono immagazzinate nell'immaginazione. Inoltre, egli inganna gli uomini nelle loro funzioni naturali, causando loro l'invisibilità di ciò che che è visibile, e l'intangibilità di ciò che è tangibile, e l'inudibilità di ciò che è udibile, e la stessa cosa con gli altri sensi. Ma simili cose non sono realmente vere, dato che sono causate tramite un qualche difetto introdotto nei sensi, come gli occhi o le orecchie, o il tatto, e a ragione di questo difetto il giudizio dell'uomo è ingannato.
E noi possiamo illustrare ciò servendoci di certi fenomeni naturali. Dal momento che il vino dolce sembra amaro alla lingua del febbricitante, il suo gusto è ingannato non da un fatto reale, ma dalla sua malattia.
Allo stesso modo anche nel caso che stiamo considerando, l'inganno non è dovuto a un fatto reale, dal momento che il membro virile è realmente al suo posto; ma è un'illusione dei sensi a riguardo di esso.
Ancora, come è stato detto a proposito dei poteri procreativi, il diavolo può ostacolare quell'atto imponendo qualche altro corpo dello stesso colore e della stessa apparenza, in modo tale che qualche corpo liscio del color della carne si interponga tra la vista e il tatto, e tra il vero corpo del sofferente, cosicché gli sembri che egli non possa vedere e sentire altro che un corpo liscio con la superficie non interrotta dall'organo genitale. Vedi i detti di San Tommaso (2 dist. 8. artic. 5) a proposito di incantesimi e illusioni, e anche nel secondo del secondo, 91, e nelle sue domande a proposito del Peccato: dove egli frequentemente cita quanto scritto da Sant'Agostino nel Libro LXXXIII: Questo male del diavolo striscia attraverso tutti gli approcci sensuali; egli si dà alle figure, egli si adatta ai colori, egli attende nei suoni, egli occhieggia negli odori, egli infonde se stesso nei sapori.
Inoltre, si deve considerare che una simile illusione della vista e del tatta può essere causata non solo dall'interposizione di qualche corpo liscio privo di membro, ma anche evocando la fantasia o l'immaginazione di certe forme e idee latenti nella mente, in modo tale che una cosa è immaginata come percepita allora per la prima volta.
Perché, come è stato mostrato nella precedente domanda, i demoni possono attraverso il potere loro proprio cambiare i corpi localmente; e così come la disposizione o l'umore possono essere influenzati in questo modo, così pure possono esserlo le funzioni naturali.
Io parlo di cose che appaiono naturali all'immaginazione o ai sensi. Poiché Aristotele nel de Somno et Uigila dice, assegnando la causa delle apparizioni e dei sogni, che quando un animale dorme molto sangue scorre nella sua coscienza interiore, e da lì vengono le idee o le impressioni derivate da reali esperienze precedenti immagazzinate nella mente.
E' già stato definito come in questo modo certe apparenze veicolano le impressioni di nuove esperienze.
E siccome questo può accadere in modo naturale, molto di più può fare il diavolo per chiamare all'imaginazione l'apparenza di un corpo liscio sprovvisto di membro virile, in modo tale che i sensi lo credano una cosa reale.
In secondo luogo, si nota come altri metodi sono più facili da capirsi e da spiegarsi. Poiché, secondo Sant'Isidoro (Etym. VIII, 9), un incantesimo non è altro che una certa delusione dei sensi, e specialmente degli occhi. E per questa ragione è anche chiamato prestigio, da prestringo, dal momento che la vista degli occhi è così incatenata che le cose sembrano essere altro da ciò che sono. E Alessandro di Hales
, Parte 2, dice che un prestigio, compreso in modo corretto, è un'illusione del diavolo, che non è causata da nessun cambiamento nella materia, ma esiste solo nella mente di colui che è deluso, sia ai suoi sensi interni che alla sua percezione esteriore.
Quindi, in altre parole, possiamo dire persino dell'arte prestidigitatoria, che può essere effettuata in tre modi.
Per quanto riguarda il primo, esso può essere fatto senza i demoni, dal momento che è fatto artificialmente dall'agilità degli uomini che mostrano cose e le nascondono, come nel caso dei trucchi degli illusionisti e dei ventriloqui. Il secondo metodo è anche compiuto senza l'aiuto dei demoni; perché quando gli uomini possono usare alcune virtù naturali in corpi naturali o minerali, operano in modo tale da impartire a tali oggetti qualche altro aspetto, diverso dalla sua vera apparenza. Infatti, secondo San Tommaso (I, 114, 4), e anche molti altri, gli uomini, tramite il fumo di certe erbe aromatiche, possono far apparire delle verghe come serpenti.
Il terzo metodo di delusione è effettuato con l'aiuto dei demoni, il permesso di Dio essendo garantito. Perché è chiaro che i demoni hanno, per loro natura, alcuni poteri su certe sostanza terrestri, che essi esercitano su di esse, quando Dio lo permette, in modo tale che le cose appaiano diverse da ciò che sono.
E a proposito di questo terzo metodo, si deve notare che il diavolo ha cinque modi in cui può deludere chiunque in modo tale che egli pensi che una cosa sia altro da ciò che è.
Il primo è tramite trucchi artificiali, come è stato detto; perché quello che gli uomini possono fare servendosi dell'arte, i demoni possono farlo anche meglio.
Il secondo è tramite un metodo naturale, per mezzo dell'applicazione, come è stato detto, e dell'interposizione di qualche sostanza in grado di nascondere il vero corpo, o di confondere la fantasia umana.
Il terzo modo è quando in un dato corpo egli si presenta come qualcosa che non è; come testimonia la storia nella quale San Gregorio dice che nel suo Primo Dialogo di una Suora, che mangiava una lattuga, che, tuttavia, come il diavolo ha poi confessato, non era una lattuga, ma il diavolo stesso in forma di lattuga, o celato nella medesima lattuga. O come quando apparve a Sant'Antonio in una pagliuzza d'oro che egli aveva trovato nel deserto. O come quando egli tocca un uomo reale, e lo fa apparire come una bestia bruta, come sarà spiegato in breve.
Il quarto medodo è quando egli confonde gli organi della vista, cosicché una cosa chiara sembri sfocata, o al contrario, oppure quando una donna vecchia appare come una giovane fanciulla.
Perché anche dopo aver spento la luce, appare diversa da ciò che era prima.
Il suo quinto metodo è attraverso l'opera sul potere dell'immaginazione, e, attraverso un disturbo degli umori, effettuando una trasmutazione delle forme percepite dai sensi, come è stato trattato prima, in modo tale che i sensi le percepiscano allora come se fossero immagini fresche e nuove. E di conseguenza, tramite gli ultimi tre di questi metodi, e pesino tramite il secondo, il diavolo può gettare un incantesimo sui sensi degli umani.
Non sussiste quindi alcuna difficoltà nel suo occultamento del membro virile per mezzo di qualche prestigio o incantesimo. E una prova manifesta o un esempio di ciò, la quale è stata rivelata a noi nella nostra capacità di Inquisitori, sarà esposta nel seguito, dove si racconta più diffusamente di questi e di altri argomenti, nella Seconda Parte di questo Trattato.

Come una Stregoneria può essere distinta da un difetto naturale.
Segue una domanda incidentale, con certe altre difficoltà. Il membro virile di Pietro è stato rimosso, ed egli non sa se ciò sia accaduto per stregoneria oppure in qualche altro modo attraverso il potere del diavolo, con il permesso di Dio. C'è qualche modo per determinare o distinguere tra queste cose? Si può rispondere come segue. Primo, che quelli ai quali queste cose più comunemente accadono sono adulteri e fornicatori. Perché quando essi mancano di rispondere alle richieste della loro signora, o se vogliono disertarla e legarsi ad altre donne, allora la loro signora, per vendicarsi, attraverso qualche potere causa la rimozione del membro virile.
Secondo, si può distinguere per il fatto che non è permanente. Perché se non è dovuta a stregoneria, allora la perdita non è permanente, e il membro verrà restaurato dopo un qualche tempo.
Ma qui sorge un altro dubbio, se il fatto che non sia permanente sia dovuto alla natura della stregoneria. Si risponde che può essere permanente, e durare fino alla morte, proprio come i Canonisti e i Teologi ritengono a proposito dell'impedimento della stregoneria nel matrimonio, che ciò che è temporaneo può diventare definitivo. Perché Goffredo dice nella sua Summa: una stregoneria non può sempre essere rimosso da chi lo ha causato, sia perché è morto, o perché non sa come rimuoverla, oppure perché la formula necessaria è andata perduta.
Quindi possiamo dire nello stesso modo che la formula che ha funzionato su Pietro sarà permanente se la strega che l'ha pronunciata non può guarirlo.
Perché ci sono tre gradi di streghe. Perché alcune sono in grado sia di guarire che di danneggiare; alcune danneggiano, ma non possono guarire; e alcune sembrano capaci soltanto di guarire, ossia di rimuovere i danni, come sarà mostrato in seguito. Perché così accadde a noi: Due streghe stavano litigando, e mentre esse si insultavano a vicenda, una disse: Io non sono così malvagia come te, perché io so come guarire chi danneggio.
Il maleficio sarà anche permanente se, prima che sia stato risanato, la strega diparta, sia cambiando residenza che morendo. Perché San Tommaso dice anche: Ogni maleficio è permanente quando è tale perché non può avere alcun rimedio umano; o se ha un rimedio umano, non è conosciuto agli umani, o è illegale; sebbene Dio possa trovare un rimedio attraverso un santo Angelo capace di costringere il diavolo, se non la strega.
Tuttavia, il principale rimedio contro la stregoneria è il sacramento della Penitenza. Perché l'infermità fisica spesso procede dal peccato. E in che modo si possono rimuovere i malefici o le streghe sarà mostrato nella Seconda Parte di questo Trattato, e nella Seconda Domanda, capitolo VI, dove altri importanti argomenti sono trattati e spiegati.

Soluzione degli Argomenti.
Per il primo, è chiaro che non ci sono dubbi, ma che, proprio come, con il permesso di Dio, esse possono uccidere gli uomini, allo stesso modo i demoni possono rubare quel membro, così pure come altri, veramente e di fatto. Ma allora i demoni non agiscono per tramite di streghe, a riguardo delle quali si è già fatta menzione. E da questo la risposta al secondo argomento è altrettanto chiara. Ma occorre dire questo: che Dio permette più potere della stregoneria sugli organi genitali perché etc.; e quindi permette persino che il membro virile sia davvero e di fatto rimosso. Ma non è valido dire che ciò accada sempre. Perché non sarebbe nelle modalità della stregoneria che ciò accada in questo modo; e persino le streghe, quando fanno questi lavori, non fingono di non avere il potere di restaurare il membro virile quando esse vogliono e sanno come fare. Da questo è chiaro che non è rimosso fisicamente, ma solo per incantesimo. Per il terzo argomento, relativo alla metamorfosi della moglie di Lot, diciamo che essa era fisica, e non un incantesimo. E per quanto riguarda il quarto, che i demoni possono creare certe forme sostanziali, e quindi possono anche rimuoverle: si deve dire ciò a proposito dei maghi del Faraone che essi produssero veri serpenti; e che i demoni possono, con l'aiuto di un altro agente, produrre certi effetti su creature imperfette più di quanto possano fare sugli uomini, che sono il principale interesse di Dio. Perché è detto: Forse che Dio si cura dei buoi? Essi possono, tuttavia, col permesso di Dio, fare agli uomini veri e reali danni, così come possono anche creare un incantesimo nocivo, e con questa risposta anche l'ultimo argomento è reso chiaro.

PARTE II, DOMANDA I

Il modo in cui esse privano l'uomo del suo membro virile.

Abbiamo già mostrato che esse rimuovono l'organo maschile, non privando veramente il corpo umano di esso, nel modo che già abbiamo dichiarato. E di ciò daremo alcuni esempi.
Nella città di Ratisbona, un certo giovane uomo che aveva una relazione con una ragazza, desiderando lasciarla, perse il suo membro; ovvero, qualche incantesimo fu gettato su di esso in modo tale che egli poteva vedere o toccare null'altro che il suo corpo liscio. Nella sua preoccupazione su ciò, egli andò in una taverna a bere vino; e dopo che si fu seduto là per un po', iniziò a conversare con un'altra donna che era in quel luogo, e le disse la causa della sua tristezza, spiegandole ogni cosa, e dimostrando col suo corpo che era così. La donna era astuta, e chiese se lui sospettasse di qualcuno; e quando egli ne nominò una, rivelando l'intera faccenda, lei gli disse: "Se la persuasione non è sufficiente, tu devi usare una certa violenza, per indurla a restituirti la salute."
Così di sera il giovane uomo guardò la via che la strega aveva l'abitudine di percorrere, e trovatala, la pregò di restituirgli la salute del corpo. E quando lei dichiarà di essere innocente e di non sapere nulla di tutto ciò, egli si precipitò su di lei, e stringendo un panno intorno al suo collo, la soffocò, dicendo: "Se non mi rendi la mia salute, morirai per mano mia." Allora lei, non essendo in grado di urlare, e divenendo livida, disse: "Lasciami andare, e io ti guarirò." Allora il giovane uomo lasciò andare la pressione del panno, e la strega lo toccò con la sua mano tra le cosce, dicendogli: "Ora tu hai ciò che desideri."
E il giovane uomo, come detto, poté constatare con la vista o col tatto che il suo membro virile era stato restituito a lui con il semplice tocco della strega.
Una simile esperienza è narrata da un certo venerabile Padre della Casa Domenicana di Spira, ben conosciuto nell'Ordine per l'onestà della sua vita e del suo insegnamento.
"Un giorno", egli dice, "mentre stavo sentendo le confessioni, un giovane uomo venne a me e, durante la confessione, con dolore disse che aveva perduto il pene. Essendo rimasto esterrefatto per questo, e non volendo credere ciò con facilità, siccome nell'opinione del saggio è un segno di ingenuità credere troppo facilmente, io ottenni la prova di quanto raccontato quando vidi che non c'era nulla sul corpo del giovane quando egli si tolse i suoi abiti e mi mostrò il posto. Allora, usando i più saggi consigli che potei, chiesi se sospettasse qualcuno di averlo stregato. E il giovane uomo disse che egli sospettava qualcuna, ma che lei era lontana, vivendo a Worms. Allora io dissi: "Ti consiglio di andare da lei prima possibile e di tentare di blandirla con parole gentili e promesse"; ed egli fece così. Quindi egli tornò indietro dopo alcuni giorni e mi ringraziò, dicendomi che era intero, e che aveva recuperato tutto. E io credetti alle sue parole, ma ancora una volta egli volle provarle all'evidenza dei miei occhi."

Dal MALLEUS MALEFICARUM, testo dell'Inquisizione

Tra le altre cose, si deve notare come gli autori di questo manuale fossero finissimi psicologi, che già conoscevano il concetto di subconscio ed erano maestri nella sua manipolazione. Freud non ha inventato nulla, era già tutto noto ai Domenicani. Gli strizzacervelli sono i veri eredi di Eymerich e di Torquemada. Sorge quasi il sospetto che il padre della psicoanalisi abbia attinto a piene mani da questo genere di materiale.

postato da: antares666 alle ore 22:29 | link | commenti
categorie: documenti, africa, misteri, inquisizione, chiesa di roma
giovedì, 06 marzo 2008

Da persecutori a perseguitati

LO SHOGUN TOKUGAWA IEYASU E LA FINE DEL SECOLO CRISTIANO DEL GIAPPONE

Nel XVI secolo il Giappone conobbe uno dei periodi più turbolenti della sua storia millenaria. L'Imperatore non aveva più alcun potere e il paese era teatro di sanguinose lotte tra i signori feudali, i Daimyo. Il feudalesimo giapponese era sorto da condizioni molto diverse da quelle che avevano portato all'analoga istituzione in Occidente, e aveva causato una frammentazione del potere. 

In questo scenario di devastazione e di lotte fratricide, il Cristianesimo approdò nel Paese del Sol Levante. Era il 1549 quando Francesco Saverio, braccio destro di Ignazio di Loyola, sbarcò nel porto di Kagoshima, nell'isola di Kyushu. Se gli inizi furono difficili per i missionari gesuiti a causa della lingua, una volta consolidata la loro presenza il successo della nuova religione fu travolgente. Le conversioni si moltiplicavano anno dopo anno, e molti Daimyo abbracciarono la nuova fede. L'isola di Kyushu cambiò al punto che la città di Nagasaki divenne quasi interamente cristiana. In una simile terra di conquista, diversi ordini religiosi si stabilirono dopo i Gesuiti, facendosi concorrenza in modo non sempre leale: ferveva l'attività di Domenicani, Francescani ed Agostiniani.



I mercanti spagnoli e portoghesi portarono ricchezza e persino traffico di schiavi. Ebbe inizio un'epoca di interscambi. Alcuni feudatari consideravano persino l'idea di impiantare ambasciate stabili in Spagna, in America Latina e a Roma. Grande era l'interesse per il Messico e il flusso di ricchezze che ne proveniva, e furono compiuti viaggi transoceanici. La situazione di tolleranza religiosa e di benessere non poteva però durare a lungo. La pretesa universalista del Cristianesimo dei missionari si scontrava con una mentalità tendenzialmente sincretista. Nel processo di evangelizzazione emersero gravi tensioni dovute non solo all'attrito tra gli ordini ecclesiastici e i locali monaci buddhisti e shintoisti, ma anche a episodi di coercizione. Diversi Daimyo convertiti alla nuova religione iniziarono a perseguitare i bonzi, e anche da parte del popolo in gran parte convertito non erano rare azioni violente. Molti cominciarono a diventare scettici notando le aspre rivalità tra i diversi ordini. 

E' impossibile condensare i molteplici dettagli dei convulsi eventi di quei decenni, data la grande complessità della società giapponese dell'epoca e dei rapporti tra i vari clan aristocratici. L'adozione delle armi da fuoco aveva segnato un inasprimento dei conflitti, e finì col determinare l'emergere dei più potenti feudatari, che avviarono il processo di unificazione politica. Tre di loro rimasero: Oda Nobunaga, Hideyoshi Toyotomi e Tokugawa Ieyasu. Questi nobiluomini erano molto diversi per origine e carattere.

Oda Nobunaga era affascinato dalla cultura occidentale. Possedeva collezioni di armature, armi e opere d'arte importate dall'Europa con immenso dispendio e fu il primo giapponese a vestirsi come un europeo. Pur non convertendosi, favorì i Gesuiti, e durante il suo governo fu edificata la prima chiesa cattolica su suolo nipponico.

Alla sua morte gli succedette Hideyoshi Toyotomi, che non vedeva di buon occhio la fede dei missionari. Il clima diventò sempre più ostile ai Cristiani, al punto che ci furono le prime esecuzioni. Un cristiano di nobile origine, Paolo Miki, fu torturato e inchiodato sulla croce nel 1596 assieme a 25 suoi compagni giunti sul luogo dell'esecuzione stremati da trenta giorni di marcia ininterrotta. A tutti era stato amputato l'orecchio sinistro in segno d'infamia. Queste crocifissioni non ebbero l'effetto sperato, anzi crearono un sentito culto dei martiri. Sentendo prossima la fine, Hideyoshi nominò cinque reggenti, di cui uno era Tokugawa Ieyasu


 
Alla morte di Hideyoshi, nel 1598, divampò la guerra tra le fazioni capeggiate dei reggenti, finché il clan Tokugawa acquisì sempre più potere. Nel 1600 Ieyasu vinse la battaglia di Sekigahara, abbatté ogni oppositore e tre anni più tardi gli venne concesso il titolo di Shogun. Il nuovo padrone del Giappone aveva sessant'anni e passò il resto della sua vita a creare e a consolidare una nuova struttura statale che da lui prese il nome di Shogunato Tokugawa. Spostò la capitale da Kyoto a Edo, l'attuale Tokyo. Le riforme sociali iniziate dal predecessore furono portate a compimento: fu sancita una rigida separazione in classi, con permesso ai soli samurai di portare armi.

Tokugawa Ieyasu era una sintesi di tutte le doti che fanno un condottiero eccezionale. Ardimento e prudenza, qualità la cui coesistenza può semprare paradossale, in lui si fondevano. Partecipò a ben novanta battaglie e riuscì ad assicurare al Giappone istituzioni stabili e un periodo di più di duecento anni di pace.

Oltre all'intelligenza e all'istruzione, aveva una grande lungimiranza che gli permise di compiere scelte assennate nelle strategie e nella gestione dei giochi di alleanze. Conosceva la cultura e la storia europea, come provato dalle sue  corrispondenze, ma salta agli occhi la differenza tra la sua lucidità e l'ingenuo ottimismo di Nobunaga. La percezione del pericolo in cui si trovava il Giappone divenne a un certo punto netta. Non dimentichiamoci comunque che proprio all'epoca in cui lo Shogunato Tokugawa veniva fondato, l'Europa era dilaniata da conflitti e vi imperversava l'Inquisizione.

Agnostico, Ieyasu pensava che nessuna religione dovesse interferire con il funzionamento dello Stato, e le guardava tutte con sospetto. Tollerava unicamente quelle che potevano essere usate come strumenti per assicurare il buon governo. All'inizio pensò che i nuovi venuti potessero contrastare lo strapotere di un clero buddhista decadente e corrotto, ma i gravi disordini fomentati dai preti e dai frati lo convinsero che il Cristianesimo fosse malvagio e assimilabile alla pazzia. Maturò anche la certezza che dietro l'evangelizzazione si nascondesse un complotto volto a gettare il Giappone in balia della Spagna e del Portogallo, riducendolo a una terra schiava e senz'anima come era accaduto alle Filippine e al Messico. Così scrisse: "La masnada cristiana è venuta nel Giappone non solo per mandarvi le sue navi da commercio a scambiare delle merci, ma anche per diffondervi una cattiva legge e sovvertire la retta dottrina, mirando a mutare il governo dello Stato per poter così prendere il possesso del Paese. E' questo il seme di grandi discordie e deve essere distrutto". 

Alcuni storici ritengono che dietro il suo cambiamento si celassero elementi inglesi e olandesi, quindi protestanti, che lo avrebbero in un qualche modo influenzato mettendo in cattiva luce gli ecclesiastici cattolici. E' tuttavia più probabile che il vero motore del cambiamento dei tempi fosse il dotto neo-confuciano Hayashi Razan, che odiava in modo feroce e irriducibile la religione cristiana. 

L'Editto del 1614 proibiva il Cristianesimo e decretava l'immediata espulsione di tutti i preti e i frati operanti su suolo giapponese. Stabiliva altresì la morte per tortura a chiunque non abiurasse la sua fede, europeo o nativo che fosse. Si parla poco dell'effetto che sortì questa legge nell'immediato, ma di certo moltissimi cristiani furono trucidati senza esitazione, bruciati sul rogo a fuoco lento, trafitti da canne, smembrati pezzo per pezzo. Ieyasu era ben consapevole di come il martirio fosse altamente considerato dai perseguitati, e di certo riteneva inefficienti i sistemi repressivi di Toyotomi, in quanto concedevano ai Cristiani quanto desideravano mutando ogni sconfitta in vittoria. Per questo motivo era indispensabile indurre a rinnegare Cristo con ogni mezzo concepibile, non importa quanto crudele.

I cadaveri non erano normalmente seppelliti, perché non doveva essere permessa l'esistenza di reliquie di sorta. Venivano invece fatti a pezzi e le membra interrate a grande distanza, oppure bruciati per far sì che le ceneri potessero essere disperse in mare. La motivazione ufficiale era sarcastica: "ridurre i rischi di resurrezione". Ogni pressione psicologica era coltivata con raffinata perversione, e cominciò il costume di costringere i sospetti a calpestare immagini sacre. In accordo con le rigide divisioni sociali, i nobili convertiti venivano trattati meglio dei popolani: potevano scegliere tra l'esilio e il seppuku. Moltissimi fuggirono nelle Filippine, dove loro lontani discendenti vivono ancora e sono chiamati Mestizos. L'unico vescovo del Giappone scomparve proprio nell'anno dell'Editto, e per questo nessuno poté più consacrare preti e frati.

Ieyasu morì due soli anni dopo, nel 1616, ma il potere passò al figlio Hitedata, ancor più determinato. A questi successe Iemitsu, che di certo era ritenuto dalla Chiesa di Roma un demone. Sotto il suo dominio, verso gli anni '30 del secolo, era operativa una vera e propria Inquisizione contro i Cristiani, che dovevano essere sterminati completamente senza distinzione di sesso, età o condizione sociale. Razan continuava la sua opera di ideologo dello Shogunato. Le torture avevano in breve raggiunto una perfezione tecnica che neppure nel XX secolo sarebbe stata superata. Getti d'acqua in velocità studiati per dilaniare lo stomaco e provocare riflussi di sangue dalla bocca e dal naso, strumenti acuminati di ferro per scavare sotto le unghie e i polpastrelli rendendo ogni attimo un inferno. In particolare era molto usato un supplizio chiamato ana-tsurushi, la tortura del pozzo. Il condannato veniva calato a testa in giù in un pozzo riempito per metà di escrementi e di altre sozzure. Era sospeso su una lurida superficie di sterco, orina, sputi, vomito, e con la testa lambiva il liquame. I miasmi lo soffocavano ma non lo facevano morire subito: i più resistenti potevano durare in quell'oscena agonia anche più di una settimana. Un piccolo taglio sulla fronte o dietro un orecchio gli faceva perdere il sangue goccia a goccia. I Domenicani, che erano particolarmente numerosi nella clandestinità, furono tutti intercettati dai Ninja e sparirono uno dopo l'altro nei pozzi fecali, il loro sangue disperso nelle cloache. Nel 1933 il Padre Provinciale dei Gesuiti Cristovao Ferreira fu calato nel pozzo, e non si può certo definire eroico il suo comportamento: dopo neanche sei ore di supplizio abiurò. Collaborò attivamente con le autorità, tradendo molti dei suoi vecchi compagni e facendoli mandare a morte.

Nel 1637 scoppiò una rivolta nell'isola di Kyushu, causata dall'eccessiva tassazione che gravava sui contadini. Essa raccolse il consenso di un gran numero di Cristiani, che in quei distretti erano ancora numerosi. I ribelli si asserragliarono nel castello di Shimabara sotto la guida di Masuda Shiro, che assunse il nome cristiano di Jerome. Per sedare l'insurrezione lo Shogunato consumò molte vite umane e risorse. Quando alla fine gli assedianti riuscirono a prevalere, constatarono che i ribelli avevano decapitato decine di statue buddhiste. Così li uccisero tutti decapitandoli, formando una collina con migliaia di teste recise. Le leggi anticristiane divennero ancora più severe e sistematiche, al punto che ogni giapponese doveva dimostrare di non appartenere al culto proibito calpestando un crocifisso una volta all'anno sotto gli occhi dei funzionari. Queste disposizioni vennero abolite soltanto nel 1873.

postato da: antares666 alle ore 22:45 | link | commenti (2)
categorie: giappone, storia, chiesa di roma
giovedì, 14 febbraio 2008

IL CANCRO DELLA

RELIGIONE CRISTIANA

 

cancroQuanto segue è lo sfogo che ho sentito pronunciare dalle labbra di un mio amico sfortunato, assolutamente contrario alla Chiesa e alla sua stessa esistenza, uno sfogo che desidero riportare anche per far capire a chi legge quanto danno possa fare un’Istituzione che a torto definiamo religiosa, perché di religioso non possiede proprio nulla.

 

<<E’ stata una sorta di illuminazione: mi trovavo in macchina a passare accanto ad una Chiesa proprio nel momento in cui stavano uscendo i fedeli e all’improvviso sono stato colto da un pensiero appunto illuminatorio, che cioè la Chiesa è un cancro in piena regola e che sotto di essa si cela una metastasi di una malignità semplicemente agghiacciante, la distruzione della dignità umana e il trionfo diabolico dell’ipocrisia spinta fino all’inverosimile.

 

Cosa facevano questi fedeli in Chiesa? Perché tutto questo pavoneggiamento di una sorta di cristianità soprannaturale? Perché questi sguardi tronfi e alteri, quasi a dimostrazione di una presunta superiorità morale nei confronti del “gregge”, dei non credenti, dei non praticanti? Perché tutti a correre dietro la tonaca di un prete? Cos’ha di speciale da insegnare? Nulla, proprio nulla, ne sono convinto.

 

I cristiani sono la rovina del mondo, si riuniscono e si divertono nel proprio gruppo ristretto e non si curano affatto di nulla e di nessuno, quasi che non gli interessi neppure la vita degli altri. Danno consigli a destra e a manca e poi, nel momento in cui meno te lo aspetti, ti pugnalano alle spalle senza pietà.

 

Sono una sorta di associazione segreta che lavorano nell’oscurità anche per dare giudizi a destra e a manca per distruggere la reputazione del prossimo, specie di coloro che non si chinano alle direttive vaticane in materia di fede e simili.

 

Non sto parlando a casaccio, sto parlando a ragion veduta avendone fatto esperienza personale.

 

ee11ipocrisiaSono una persona come tu sai molto onesta e timorata, eppure, non appena si venne a sapere che avevo delle idee in un certo senso contrarie alla Chiesa, attorno a me fu creato il vuoto, pian piano mi abbandonarono amici e parenti, i cosiddetti “fedeli”, quando mi vedevano, era come se vedessero la peste, alle processioni mi lasciavano di proposito in perfetta solitudine e la gente rideva del fatto che si veniva in questo modo a creare una sorta di “vulnus” nel corpo compatto della massa, con due gruppi divisi da una decina di metri di distanza e con in mezzo io, solo, odiato, svilito e moralmente fatto oggetto di una specie di assassinio morale. E questa secondo te sarebbe religione? Senti ancora cosa dovetti sopportare un giorno in Chiesa.

 

Ero seduta dietro una fila di ragazzi, allorché sento pronunciare dalle labbra di una persona la seguente frase agghiacciante: “Date la mano solo a quelli che vi stanno accanto”. Era chiaramente un invito a non voltarsi, quasi fossi un mostro pericoloso e un pericolo pubblico.

 

Non so fino a che punto c’entri la Chiesa, ma alla fine mi fu tirato il dardo che per poco non mi uccise, il tentato omicidio mio e della mia famiglia che difatti di quella specie di complotto vigliacco e sanguinario ne soffrì più del sottoscritto, una circostanza che non perdonerò mai ai miei carnefici.

 

In sostanza, visto che si doveva farmi passare per un mostro e per un pericoloso fuorilegge, alla fine fu inventato l’inverosimile, che avevo detto e fatto cose del tutto fuori dal mondo, che ero un pazzo furioso degno del manicomio….persi in sostanza il lavoro e su di me si abbattè per sempre l’inferno che mi avevano creato.

 

Feci partire denunce a destra e a manca e quasi scatenai una guerra in paese…ma ora tutto tace ed io aspetto ancora Giustizia, non solo quella umana, ma anche quella divina.

 

Che Dio possa fulminare all’istante chi mi ha fatto del male!!

 

Questa è la mia preghiera giornaliera!!>>.

 

catari_domenicani_inquisizione_torturano_i_catariNon c’è che dire, uno sfogo in piena regola!! Che non mi si venga a dire che la Chiesa è immacolata e immune da errori, perché non lo crederò mai e questo racconto ne è la prova lampante e schiacciante.

 

Spero non tardi molto il tempo in cui essa sarà sradicata per sempre dalla faccia della Terra!!

 

Saluti

Vipom 

postato da: vipom alle ore 18:45 | link | commenti
categorie: chiesa di roma
domenica, 10 febbraio 2008

IL MISTERO OSCURO

DI PIETRO II

 

bandiera _vaticanoE’ strano, molto strano, che nell’elenco millenario dei papi che si sono succeduti manchi il famoso e tanto temuto Pietro II, che secondo alcune profezie, segnatamente quella di Malachia, dovrebbe essere eletto poco prima della fine del mondo.

 

Dinanzi a questa marchiana e oscura omissione del nome dell’Apostolo per eccellenza, sorgono alcuni interrogativi davvero inquietanti:

 

1. perché nessun Papa ha avuto il coraggio di prendere il nome di Pietro II?;

 

2. si tratta di un semplice caso di inadeguatezza umana di fronte alla mole gigantesca della figura di Simone?;

 

3. è quindi un caso di umiltà, nel senso che nessuno se l’è sentita di chiamarsi con quel nome tanto famoso, forse perché ritenutosi indegno di tanta santità?

 

Potrebbero esserci altri interrogativi? Certo che potrebbero essercene. Ma quali?

 

perugino_consegna_chiavi_pietroPer risolvere il mistero, sono andato a rileggermi il celebre passo del Vangelo in Matteo 16, 18-19, laddove è scritto:

 

“E io ti dico: Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia chiesa e le porte degli inferi non prevarranno contro di essa. A te darò le chiavi del regno dei cieli, e tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli”.

 

Ma attenzione, esiste un altro passo in verità assai singolare, sempre in Matteo 18, 18, laddove, come recita una postilla della Bibbia, si dice che il potere delle chiavi viene riferito e allargato a tutti gli apostoli:

“In verità vi dico: tutto quello che legherete sulla terra sarà legato in cielo e tutto quello che scioglierete sopra la terra sarà sciolto anche in cielo.”

In sostanza: di chi erano queste chiavi, simbolo di potere e del primato tra i discepoli? Erano di Pietro o erano appannaggio di tutti i dodici apostoli?

san pietro_durerMistero fitto, fittissimo, anche per il fatto che dopo la morte di Cristo questo del problema della superiorità di Pietro venne accanitamente discusso senza però addivenire ad una conclusione accettabile per tutti, prova ne è che tuttora alcune religioni cristiane non riconoscono assolutamente il primato di Pietro e quindi della Chiesa cattolica.

Nessuno quindi ha più voluto riprendere il nome tanto temuto a causa di queste diatribe interne alle prime comunità di cristiani che poi si sono via via aggravate nel corso dei secoli, sino a raggiungere i nostri giorni nei quali appunto nessun Papa ha mai avuto il coraggio di darsi il nome del pescatore di Cafarnao?

Potrebbe essere il sintomo di un’ammissione di colpa, nel senso che effettivamente questo del primato di Pietro è un vero e proprio rompicapo che non può risolversi neppure basandosi sull’autorità del versetto di Matteo?

Potrebbe a questo proposito esistere la possibilità che tale versetto sia stato in sostanza inserito nel Vangelo molto dopo la morte di Cristo, come farebbe supporre la contraddizione sollevata sopra a proposito delle due versioni sulla questione dell’affidamento delle chiavi del regno?

Gesù le aveva in sostanza affidate a Pietro o a tutti gli Apostoli?

FrateMalachiaSia come sia, il fatto che non esista un Pietro II è il simbolo lapalissiano e sintomatico di una sorta di appropriazione indebita, operata dalla Chiesa di Roma, del prestigio e del ruolo comunque poco chiaro di Simone il Pescatore all’interno della cerchia di Gesù.

Saluti

Vipom

postato da: vipom alle ore 14:49 | link | commenti
categorie: misteri, chiesa di roma
domenica, 06 gennaio 2008

LLa Chiesa, il Diavolo e la Pedofilia.

 

Apprendo dall’edizione odierna del Giornale La Repubblica:

 

<<Combattere il cancro della pedofilia nel clero cattolico anche attraverso una preghiera “mondiale” concepita espressamente per esprimere ad alta voce un planetario mea culpa per il più grande scandalo esploso negli ultimi nella Chiesa cattolica. Ma che, nello stesso tempo, implori la “misericordia di Dio per le vittime dei preti pedofili e la santificazione del clero”.

 

Lo chiede Papa Ratzinger che – oltre sollecitare provvedimenti giudiziari giusti e rapidi a carico dei responsabili e ad essere l’ispiratore di quella tolleranza zero varata quando era prefetto dell’ex Sant’Uffizio contro i crimini sessuali dei preti – ha deciso di dare il via ad una mobilitazione spirituale a carattere internazionale contro gli scandali sessuali tra il clero chiamando a raccolta “conferenze episcopali, diocesi, parrocchie, rettorie, cappelle, monasteri, conventi, seminari e comunità”.>>

 

Non c’è che dire, un bell’intervento, seppure non molto tempestivo, visto che della piaga se ne parla ormai da un bel pezzo.

 

Riflettendoci sopra, comunque, ho messo questi pensieri del Pontefice in relazione con quanto scrissi in un precedente articolo (Il Papa, il Diavolo e la Paura del Libero Pensiero), dove si riferivano voci insistenti secondo le quali il Papa si starebbe preparando ad emanare precise direttive alle diocesi affinché reclutino preti esorcisti col compito preciso di vigilare sulla presenza del demonio nelle comunità parrocchiali.

 

Potrebbe apparire fuorviante, ma la comparazione di quest’ultimo intervento col precedente riportato nell’altro mio articolo mi sembra apra una discussione e un dubbio degno di essere affrontato: a chi si riferiva in particolare il Papa quando aveva affermato la necessità di allestire una squadra di esorcisti per vigilare sulle diocesi e sulle parrocchie?

 

st-peterSi tratta di un timore avente a che fare con la paura del Libero Pensiero di cui avevo accennato nel precedente mio intervento? Certo, insisto a dire che la mia analisi svolta in quella sede aveva e mantiene una sua attualità e serietà, visto che il Diavolo viene tirato in ballo ogniqualvolta si palesi un attacco anche di ordine teologico alle basi dottrinali della Chiesa.

 

Ma ora, dinanzi a quest’altro intervento papale, mi viene un altro cruccio: poteva in sostanza riferirsi anche alla piaga della pedofilia infiltratasi da molto tempo all’interno della Chiesa cattolica?

 

E se così fosse non significherebbe forse che il Diavolo sta mietendo le sue vittime proprio all’interno della Chiesa?

 

Il Papa, dunque, penso dovrebbe meglio chiarire le sue idee, e precisare se la piaga pedofila di cui è afflitto il clero sia da imputare o meno a Satana, nel qual caso dovrebbe specificare meglio il suo pensiero, perché a questo punto ci sarebbe la necessità di impiegare questi esorcisti “evocati” proprio contro i rappresentanti religiosi!!

 

Può darsi che la mia analisi possa falsare la realtà dei fatti, ma fare due annunci di tale spessore nel giro di pochi giorni (Satana e la Pedofilia) credo apra una legittima discussione su quale sia la reale relazione tra i due annunci.

 

demonioSe in sostanza i due interventi avessero qualcosa in comune, allora penso che le cose siano molto gravi e segnalino una crisi profondissima all’interno della Chiesa, perché sarebbe la prima volta che un Papa affermi la necessità di combattere Satana proprio all’interno delle proprie file ecclesiastiche.

 

Saluti

Vipom

postato da: vipom alle ore 13:35 | link | commenti
categorie: chiesa di roma, cacodemoni