Chi sono

Blogger: antares666
Sono un esiliato, un Cavaliere Errante. Vago per impervie pietraie, nelle terre che gli Orchi chiamano Lugburz. Lontano dalla mia Dea adorata, privato del sole del mio Amore, percorro le più tenebrose contrade, ormai avvezzo al sospiro degli spettri...

Il mio nome si compone di due parti: una ha la sua origine nell'universo del Dio Nascosto, l'altra in quello del Creatore Malvagio. E' un geroglifico di ciò che sono: un angelo di fuoco imprigionato in un corpo demoniaco.


  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami

Feeds

  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

Contatori

visited *loading* times

Banners

Aggregatori


BlogItalia.it - La directory italiana dei blog

Archivio

oggi
maggio 2008
aprile 2008
marzo 2008
febbraio 2008
gennaio 2008
--- 2007 ---

Partecipano

 Il mio profilo ContattamiAlbedo
 Il mio profilo Contattamikrak0
 Il mio profilo Contattamispes74
 Il mio profilo Contattamivipom

Foto recenti

Disclaimer

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 07.03.2001

Tutti i testi ORIGINALI di questo sito sono pubblicati sotto una Licenza Creative Commons

Licenza Creative Commons

martedì, 20 novembre 2007

Percorsi dualisti dall'Oriente alla Francia

L'ARATURA DEL CAMPO E LA SEMINA: UN'ANALISI DELLA DIFFUSIONE DEL CATARISMO IN OCCIDENTE

Le dinamiche che hanno portato il Catarismo ad emergere come struttura organizzata nel corso del XII secolo sono molto complesse e ancora oggi non del tutto chiarite nei dettagli. Nonostante le incertezze e le lacune di molte fonti, si possono fare con sicurezza alcune importanti considerazioni.

La tradizione storiografica dell'Inquisizione è di qualche aiuto. Il frate domenicano Anselmo di Alessandria, vissuto nel XIII secolo, ci tramanda una narrazione che non può essere trascurata. Con tutta probabilità si tratta di un resoconto ricavato dalle confessioni di prigionieri che pagarono il coraggio della loro coerenza con la vita.

Tutte le comunità di Catari davano un'estrema importanza alla loro storia, e la trasmettevano come potevano, di generazione in generazione. Nella maggior parte dei casi non ci è arrivato nulla, e conosciamo male non poche comunità. 

Così narra l'inquisitore Anselmo nel suo Tractatus de Hereticis:

"Alcuni greci di Costantinopoli si recarono come mercanti in Bulgaria, che dista tre giorni di viaggio; e al ritorno in patria, cresciuti in numero, insediarono un vescovo chiamato Vescovo dei Greci. Poi i Franchi andarono a Costantinopoli per conquistarla, e scoprirono questa setta; cresciuti in numero insediarono un vescovo, chiamato Vescovo dei Latini. In seguito alcuni mercanti della Slavonia andarono a Costantinopoli. Al ritorno in patria predicarono e insediarono un vescovo chiamato vescovo della Slavonia o di Bosnia. Più tardi i Franchi che erano andati a Costantinopoli tornarono in patria e predicarono, e cresciuti di numero, insediarono un vescovo in Francia".

Va subito precisato, perché il lettore non si faccia un'idea errata, che con il termine Francia non si indicava all'epoca la Linguadoca, ma unicamente il territorio in cui si parlava la lingua d'Oil. Così per Chiesa dei Latini fondata dai Franchi, definiti nel testo Francigene, si indicano le comunità dei Catari che vivevano nella Francia settentrionale. Centri importanti furono ad esempio Mont Aimé e La-Charité-sur-Loire.
 
Anselmo era privo di prospettiva storica, cosa purtroppo frequente nei cronisti medievali. Non è quindi facile dare una precisa collocazione temporale a questi eventi. In che epoca si svolsero? Per decenni gli studiosi hanno elucubrato in tutti i modi nel vano tentativo di trovare una connessione immediata tra la comparsa del Catarismo e una crociata. Si sono però resi conto che in nessun caso le date corrispondono a quelle delle testimonianze raccolte in Francia. Tra le proposte di datazione più assurde ce n'è sono stata una basata sulla Quarta Crociata. Ovviamente non è un controsenso anche solo prenderla in considerazione, dal momento che nel 1204 il Catarismo era ben stabilito dovunque. Si è cominciata ad intravedere una soluzione a questo problema soltanto quando si è abbandonato il dogma dell'importanza fondamentale delle Crociate nella formazione del Catarismo.

In realtà le rotte commerciali sono state di gran lunga più efficaci per la propagazione delle idee. Chi partecipava a una guerra spinto dallo zelo religioso e immerso in un clima di fanatismo,  difficilmente sarebbe stato predisposto ad accogliere un diverso modo di concepire l'universo e la divinità. Prova ne è il caso di Boemondo di Taranto e dei suoi cavalieri Normanni durante la Prima Crociata, che distrussero una cittadella dei Pauliciani considerandoli nemici al pari dei Musulmani. In tutto il testo di Anselmo di Alessandria non si fa in ogni caso alcuna menzione del fatto che i Franchi convertiti alle dottrine dualiste fossero crociati.

Nonostante alcune incoerenze circa l'origine più lontana dell'eresia (attribuita direttamente a Mani), la descrizione delle sue dinamiche di diffusione è chiara e concorda con quanto sappiamo integrando i dati a nostra disposizione. Le Chiese Catare sono una diretta filiazione delle Chiese Bogomile e Pauliciane di Bulgaria. Si deve così immaginare una prima corrente che portò i Fundaiti in Occidente nella seconda metà del X secolo, in modo da poter spiegare l'humus fertile da cui nella prima metà del XI secolo nacquero i Protocatari. Questi primi movimenti di origine bogomila diedero frutti notevoli e molteplici: basti pensare al contadino iconoclasta Leotardo, ai
Canonici di Orléans e alla comunità di Monforte d'Alba, che doveva essere già pienamente formata da almeno un ventennio prima della sua scoperta. Il loro manifestarsi in zone così lontane come la Champagne e le Langhe dimostra la correttezza di questa ipotesi.

Poi vi fu una seconda corrente con caratteristiche organizzative più sviluppate, dotata di una chiara gerarchia ecclesiastica. E' proprio di questa movimento culturale che l'inquisitore Anselmo ci parla. Lo stanziamento dei Bogomili Franchi (Francigene) deve essere collocato intorno agli inizi del XII secolo, così da poter spiegare la successiva comparsa di comunità in Renania e nella Champagne. Non siamo ancora in grado di distinguere a questo punto la componente formata dai Bogomili da quella formata dai Pauliciani, che pure dovettero essere rappresentati, vista la diffusione del nome Publicani che sappiamo essere stato applicato ai Catari di Reims.  

Fu di certo a Costantinopoli che avvenne la traduzione del rituale dal greco al latino, così come l'occidentalizzazione del Bogomilismo. Lì dovettero avere origine anche alcune differenze, diremmo noi di dettaglio: se i Theotokoi dei Bogomili erano astemi, i Perfetti Catari bevevano vino, anche se non nei giorni di digiuno. Se vogliamo fare un paragone che permetta di avere un'idea più immediata del complicato fenomeno, potremmo dire che prima ci fu l'aratura ad opera di vagabondi che dissodarono la terra e approfittando delle circostanze, quindi ci fu l'opera di semina ad opera di comunità già pienamente formate e legate da vincoli di apostolato.

Il movimento iniziò presto la sua diffusione verso il meridione, come mostra il caso dei Catari di Périgueux, una comunità descritta nel 1147 dal monaco Eriberto come insediata di recente. Nello stesso periodo Bernardo di Chiaravalle cercò di ottenere la conversione degli eterodossi nel territorio di Albi, coniando il termine Albigesi. Il motivo della migrazione dalle regioni del nord verso quelle di lingua occitana risiede di certo nella naturale tendenza all'espansione, oltre che alla necessità di sfuggire a feroci persecuzioni. Se in molte regioni i Catari trovarono condizioni poco favorevoli e rimasero sempre poco numerosi, il successo che ebbero in Linguadoca fu immenso. Le cause di questa subitanea affermazioni saranno analizzate approfonditamente in seguito. Senza entrare ora nel dettaglio, va anche notato come la stessa Chiesa di Lombardia fu una diretta filiazione della Chiesa di Francia.

Detto questo, devono essere smentite nel modo più assoluto tutte le falsità sostenute a proposito di un'origine meridionale del Catarismo. Di certo non nacque a Rennes-le-Chateau. Anzi, la diocesi del Razès venne istituita soltanto nel 1226, addirittura nel corso della crociata, segno che il centro non era così importante rispetto ad altri: Albi, Tolosa, Agen, Carcassonne. Si smentisce allo stesso modo l'idea dell'origine del Catarismo dal culto di Maria Maddalena e ogni sua connessione con i Merovingi.

postato da: antares666 alle ore 21:49 | link | commenti (1)
categorie: storia, catarismo, bogomilismo, protocatari
sabato, 27 ottobre 2007

L'Inizio

LA STORIA DI LEOTARDO PROTOCATARO

Leotardo era un umile contadino nativo del villaggio rurale di Vertus, nella Diocesi di Châlons-sur-Marne, nella regione della Champagne. Si narra che un giorno dell'Anno del Signore 1004, arando un campo, ruppe un nido di vespe terranee che lo aggredirono iniettandogli in corpo una gran quantità di veleno. A seguito di questa intossicazione, Leotardo giacque febbricitante e fece uno strano sogno denso di premonizioni. Al suo risveglio era cambiato. Per prima cosa iniziò a prendere la moglie a pugni e a calci, cacciandola di casa e chiamandola prostituta. Quindi si recò in chiesa e spezzò pubblicamente il crocefisso, definendolo un odioso idolo. All'inizio i suoi compaesani ritennero che fosse impazzito per il dolore, e che l'aggressione degli insetti gli avesse obnubilato il senno. Presto però si resero conto che le sue parole avevano una grandezza che mancava ai sermoni dei preti. Iniziò così la sua predicazione, che gli assicurò un certo seguito di gente di bassa estrazione sociale. Cominciò a sostenere che l'Antico Testamento è malvagio, che ogni forma di rapporto sessuale è un'abominazione da evitare e che il matrimonio è un peccato mortale. 

Il vescovo di Châlons, Gebuino, non dormiva sonni tranquilli, e vedeva la posizione della Chiesa di Roma minacciata dalle potenzialità rivoluzionarie del nuovo movimento. Soprattutto ad inquietarlo era il fatto che sempre più persone si infiammavano dalle prediche di Leotardo contro la corruzione del clero, e si rifiutavano di pagare le decime. All'epoca non c'era stato ancora un significativo emergere di idee eterodosse nell'Occidente cristiano. La strategia del vescovo fu così priva della sistematica ferocia che presto sarebbe stata adottata in tutto l'Occidente: si limitò a convocare il predicatore e a interrogarlo senza alcuna coercizione fisica. Ebbe luogo il confronto dell'eretico con i Dottori. Con la sua erudizione, non fu difficile al porporato mettere a nudo forti incoerenze nelle idee rudimentali del povero contadino privo di istruizione. Nel contraddittorio pubblico furono usate le armi di una satira spietata, deridendo Leotardo, che fu prontamente abbandonato dai suoi seguaci. Tale fu la vergogna, che il contadino si vide il mondo crollare addosso e decise di suicidarsi: si gettò in un pozzo profondo e per la caduta morì. 

Gli accademici, rigidi nelle loro posizioni, spesso non arrivano a dedurre importanti conclusioni a partire da precisi indizi. Classificano questo episodio come isolato, e si limitano a supporre che nei distretti della Francia settentrionale ebbe luogo una timida influenza del Bogomilismo, la religione dualista all'epoca molto diffusa in Bulgaria. Non si arrischiano oltre: non sanno né vogliono precisare la natura di questa influenza e attraverso quali  percorsi si infiltrò nella Champagne. I Perfetti Bogomili, chiamati anche Theotokoi, avevano un ulteriore epiteto che caratterizzava la loro vita: Fundaiti, ossia Portatori di Bisaccia. Già sul finire del X secolo essi percorrevano le contrade dell'Occidente portando il Verbo del Dualismo Anticosmico. Durante i loro viaggi si assimilavano agli usi locali, imparavano la lingua locale alla perfezione e trasmettevano idee di persona in persona. Pian piano queste idee venivano accolte e germogliavano. Quando un fundaita invecchiava nel corso delle sue eroiche peregrinazioni, trasmetteva la sua missione a giovani adepti, che a loro volta la passavano alle nuove generazioni, fino a far fiorire l'Europa di santi i cui nomi sono stati spesso dimenticati, ma il cui fulgore permise il successivo sviluppo delle Chiese Catare. 

Errano molti studiosi sottovalutando la figura dello sfortunato Leotardo: si vede in modo chiaro come in lui fossero già presenti tutti i tratti distintivi di un Catarismo in fase di definizione. L'accaduto dovette lasciare una traccia profonda tra le genti della regione. I Fundaiti che vennero a conoscenza del suicidio nel pozzo impararono dai propri errori, e da allora si prodigarono di propagandare una vasta erudizione biblica e teologica, in modo da permettere ai credenti di rispondere a tono agli argomenti dei chierici della Chiesa di Roma. Se Leotardo fece il passo più lungo della gamba, coloro che gli succedettero non poterono essere confusi dai sofismi, e gettarono nel panico più di un vescovo dimostrando di saperne di più di ogni universitario. Nel giro di pochi decenni la Champagne era piena di nuclei eterodossi di persone che negavano l'Incarnazione, ma seguivano nudi il Cristo nudo con adamantina coerenza. Uomini e donne abbandonavano le famiglie e vivevano in comune senza avere rapporti fisici, astenendosi dal consumo di carne e di ogni alimento nato dal coito, rinunciando ai sacramenti dei preti e all'idolatria, e praticando il Battesimo di Spirito tramite l'imposizione delle mani. 

Nella dissoluzione di una vecchia società, una nuova borghesia stava sorgendo, e a causa di questi moti fu sempre più evidente lo sradicamento di intere masse contadine afflitte da interminabili carestie. La penuria alimentare del volgo si contrapponeva agli scandalosi, sfrontati lussi dei prelati. Il marasma contribuì alla creazione di intricate reti di contatti apostolici, consolidando il passaggio delle dottrine da una regione all'altra a seguito di lunghi viaggi. Territori immensi divennero terra di missione. Le idee anticosmiche trovarono terreno fertile: iniziarono a diffondersi tra i neonati ceti borghesi, tra i cavalieri erranti e persino tra i nobili. Una situazione per molti versi affine a quella attuale, con la Rete che permette alle idee di crescere...

postato da: antares666 alle ore 11:01 | link | commenti
categorie: iconoclastia, catarismo, bogomilismo, protocatari
mercoledì, 13 giugno 2007

Il destino dell'Uomo

ANIMA, SPIRITO E METEMPSICOSI
 
Oggi siamo abituati a pensare in termini di anima e di corpo, e a considerare le parole "anima" e "spirito" come sinonimi. L'idea portante dello Gnosticismo è diversa. Lo pneuma, ossia lo spirito, è incorruttibile e consustanziale a Dio, così non può in alcun modo risiedere nel corpo, che appartiene alla creazione malvagia di Jaldabaoth. L'anima (psyche), è invece un principio complesso che ha la sua sede nel corpo. Questa anima è composta da una parte imperitura che sopravvive alla morte del corpo fisico, e da una parte mortale, corruttibile, chiamata in greco enthymesis. L'etimologia di questa parola rimanda al fumo. L'enthymesis serve da intermediario tra l'anima e il corpo: è il veicolo delle passioni e dei desideri.
Cosa succede dunque quando la carne muore? Semplice: la parte immortale dell'anima si separa dall'enthymesis e dalla carcassa, e trasmigra in un altro corpo, umano o animale. Il corpo è nato dalla contaminazione ed è un carcere in cui l'anima langue e soffre, anelando il ritorno dal Padre. Questo si intende per metempsicosi: una trasmigrazione in cui l'anima passa di corpo in corpo. Il corpo non fa parte cioè di un progetto prestabilito: ad ospitare il soffio fuggiasco è il primo ricettacolo carnale disponibile, che sia o meno di un essere umano.
Questa è la stessa dottrina del Bogomilismo e del Catarismo: il corpo è un prodotto diabolico del marciume materiale, e alla formazione del feto presiede il Demonio. E' a questo punto che l'anima vi viene imprigionata. In netto contrasto con il sentire diffuso ai nostri tempi, i bambini erano ritenuti immondi. I Theotokoi (ossia i Perfetti) dei Bogomili arrivavano a sputare in segno di disprezzo ogni volta che ne vedevano uno, perché in essi ravvisavano i segni del Male universale. Era ritenuta buona norma non venire mai a contatto con un bambino, in quanto 'cosa impura'. Crescendo, si pensava che questo carattere diabolico si mitigasse fino a lasciare la creatura quando diventava adulta. Lo spirito, ritenuto distinto dall'anima e identificato con lo Spirito Santo (uno Spirito Santo individuale), era concepito come un'entità pura e divina, vagante in regioni al di sopra della materia in attesa di ricongiungersi con l'anima a cui apparteneva. Il Battesimo di Spirito era precisamente il mezzo tramite cui questa unione poteva avvenire, il solo mezzo valido. Ora, se questo era somministrato correttamente, si credeva che da morto il Consolato fosse esentato da nuove rinascite in questo mondo. Ma finché questo non avveniva, un'anima doveva passare attraverso molteplici trasmigrazioni. Si narra a questo riguardo la storia di un Perfetto, che aveva ricordato le sue esistenze precedenti quando aveva ricevuto il Consolamentum. Mentre passeggiava in una regione montagnosa con un suo confratello, gli diceva di essere stato un cavallo e di aver perso un ferro proprio sul sentiero che stavano percorrendo. Smosse una pietra e trovò il ferro.
Uno dei motivi per cui la carne non veniva mangiata dai Perfetti è comune all'idea di Pitagora: si era convinti che nel corpo di un animale morto potesse aver avuto dimora l'anima di una persona. Questo destava in molti raccapriccio. Chi mangerebbe un vitello pensando possibile che sia stato abitato da un proprio parente? Immaginate della carne nel piatto, e voi che non sapete, che vi chiedete: "e se fosse mio padre morto dieci anni fa?". Si noti che i Catari erano spesso chiamati dalla Chiesa di Roma col nome di Eretici Pitagorici.
Vari elementi discriminavano l'idoneità di un corpo ad ospitare un'anima. Tra questi vi erano la presenza di sangue rosso e la riproduzione tramite l'accoppiamento. I pesci, appartenenti all'elemento dell'acqua, non si pensava che potessero essere dimora di anime. Un'altra categoria di animali, particolarmente aborrita, era considerata aliena alla trasmigrazione: i rettili. Nei rettili si pensava che trovassero il loro albergo terribili diavoli, così non era ritenuto male ucciderli. Ancora fino a poco tempo fa in diverse zone del Piemonte si sussurrava che i morti potessero rinascere come gatti, mentre i rettili erano perseguitati in modo spietato.
Nel tardo Catarismo piemontese, veneto e friulano si ebbero anche esiti straordinariamente simili a quelli del Buddhismo originario, in quanto si venne a negare persino l'esistenza di un'anima, e a pensare alla trasmigrazione di una mera fiammella, la proprietà di essere vivi. Ad esempio, Giovanni di Matro da Verona (cremato postumo nel 1325) disse che gli uomini, quando muoiono, muoiono come le bestie. Quasi le stesse parole furono pronunciate da Domenico Scandella, detto il Menocchio (bruciato sul rogo nel 1601): l'uomo morto è come un verme, come una bestia. In tempi di persecuzioni atroci e di isolamento, si capisce come il ricongiungimento con il Padre possa essere diventato il riposo che solo la cessazione dell'esistenza può donare.
Si fa notare che il complesso quadro delineato è decisamente incompatibile con l'idea di certe filosofie orientaleggianti di matrice panteista, che reputano il corpo un prodotto dell'anima, e che vedono nella rinascita un fatto positivo fine all'evoluzione e alla crescita.

postato da: antares666 alle ore 20:53 | link | commenti (1)
categorie: gnosticismo, catarismo, bogomilismo
giovedì, 24 maggio 2007

Sull'incompatibilità tra i due sessi

Da ultimo Satana pensò di far l’uomo
per averlo suo servo,
e prese del limo della terra
e fece l’uomo simile a sé
ed ordinò all’Angelo del secondo cielo
di entrare nel corpo di fango.
Poi prese il fango
e fece un altro corpo,
in forma di donna
ed ordinò all’Angelo del primo cielo
di entrarvi.
E gli Angeli piansero molto
vedendosi imprigionati
dentro una forma mortale,
nella diversità dei loro sessi.
 
Dalle ARGOMENTAZIONI DI GIOVANNI - testo bogomilo
postato da: antares666 alle ore 19:32 | link | commenti (1)
categorie: documenti, creazione, catarismo, bogomilismo