IL CANCRO DELLA
N.A.T.O. SI RAMIFICA
PERICOLOSAMENTE
COME UNA METASTASI
NEL TESSUTO E NEL
FUTURO DELL’EUROPA
Assistiamo in questi giorni ad un gioco pericoloso sulle carni vive dell’Europa di cui pochi parlano e del quale perfino la Stampa nazionale e internazionale se ne interessano poco, pochissimo, per non dire niente, un fatto gravissimo che sa obiettivamente di censura e di cappa del silenzio.
Perché tutto ciò avviene?
Andiamo alla radice del problema: l’URSS si è sciolta da molto tempo, è caduto ormai da quasi vent’anni il famigerato Muro di Berlino, si è proclamata forse con enfasi eccessiva la fine della Guerra Fredda, addirittura la Russia è stata diciamo inglobata in una sorta di direttorio N.A.T.O senza però poteri di veto sebbene di consultazione, nel senso che in ogni decisione N.A.T.O. la Federazione Russa può dire liberamente la sua pur non essendo i suoi consigli vincolanti e obbligatori.
A fronte di tutto ciò, però, cosa è accaduto veramente in Europa?
L’Unione Europea ormai ha raggiunto una partecipazione di Stati quale mai si era registrata nel corso della Storia e parimenti la N.A.T.O., che sembra sempre più il suo vero Direttorio, si è ramificata in barba a qualsiasi logica di sicurezza militare, visto come detto che l’URSS non esisteva e non esiste più e il Patto di Varsavia si è sciolto da moltissimi anni: ha fagocitato pian piano la Polonia, la Repubblica Ceca, la Romania, l’Ungheria, la Bulgaria, i tre staterelli baltici e adesso, dulcis in fundo, sta cercando con enorme pervicacia di inglobare nelle proprie fila addirittura territori e Nazioni che prima facevano parte integrante dell’Unione Sovietica: mi riferisco per la precisione all’Ucraina e alla Georgia caucasica, Stati verso i quali è in atto una specie di forcing smidollato per permetterne l’entrata la più veloce possibile nell’alleanza cosiddetta Atlantica.
Non parliamo poi della questione del Kosovo che in questi giorni sta accendendo di apprensione le cancellerie occidentali per la ventilata minaccia russa di non riconoscerne l’eventuale autoproclamata indipendenza, un pericoloso impasse politico-internazionale che potrebbe avere conseguenze deleterie anche di ordine militare
Non c’è dubbio che tutto ciò equivale ad un cancro e ad una metastasi assai pericolosa per gli equilibri politico-militari faticosamente raggiunti.
Intanto mi chiedo e chiedo ai lettori quali benefici possono trarre gli europei da questo che io considero un forsennato allargamento e accerchiamento della Russia. Non si dimentichi che lo Scudo Spaziale voluto dagli Stati Uniti e che dovrebbe essere piazzato in Polonia e Cechia, apparentemente per neutralizzare eventuali tiri balistici iraniani e dei cosiddetti Stati canaglia quali l’Iran, in effetti è rivolto a contenere il recupero militare della nuova superpotenza russa, per indebolirne le velleità economico-militari e per minacciarla affinché si convinca della necessità di ridurre drasticamente la sua rinnovata e temibile potenza bellica.
Per giunta, alcuni mesi or sono il Presidente americano Bush ha minacciato lo scatenamento di una Terza Guerra mondiale qualora l’Iran raggiunga conoscenze tali da permetterle la costruzione di ordigni nucleari e a sua volta Putin ha risposto con un grandioso piano di riamo quale mai si era registrato dai tempi dell’URSS, con bombardieri strategici permanentemente in volo e con una flotta sempre più modernizzata che pian piano sta occupando i quattro oceani dell’intero globo; si aggiungano le continue esercitazioni militari anche insieme alla Cina e l’ammodernamento furioso delle sue forze missilistico-spaziali; si rammenti ad esempio il sinistro paragone fatto dal Presidente russo con la Crisi di Cuba, la minaccia di puntare i missili atomici contro lo Scudo e le città europee e allora vien fuori una domanda assai inquietante: siamo davvero alla vigilia di uno sconto mondiale tra la Russia e l’alleanza che fa capo agli Stati Uniti?
E perché l’Europa, pur cosciente di questo pericolo, non fa praticamente nulla, anzi sembra subire senza fiatare i diktat del colosso americano?
Non può allora esistere dubbio che siamo di fronte ad un cancro che potrebbe esplodere in qualsiasi momento e il Kosovo ritengo sarà la cartina di tornasole attraverso cui si misureranno le vere forze in campo: Serbia e Russia da un lato e Unione Europea e America dall’altro. Chi sparerà per primo? Spero nessuno, ma come nella prima Guerra mondiale, basterebbe una piccola scintilla per incendiare all’improvviso e definitivamente il mondo.
Potrebbe addirittura succedere che ci svegliamo una mattina e ascoltare alla radio e alla televisione dell’avvenuto scambio nucleare tra Russia e Stati uniti e a quel punto non ci resterebbero che pochi pochi minuti per andarci a nascondere sottoterra per chissà quanti anni e secoli.
Penso che una buona scorta di viveri sia la prima cosa cui dovremmo pensare in questi tempi difficili di guerre incombenti.
Saluti
Vipom