[Krak] Così riportano le cronache del tempo...
Nell'anno Domini 987 in Lorena e in Renania le piogge torrenziali cadute in autunno inondarono le campagne sommergendo le strade e distruggendo i raccolti. L'anno dopo nella zona di Laon a una canicola asfissiante seguì l'apertura delle cateratte celesti, decimando persino l'esercito del re di Francia Ugo Capeto. Nel 990 vi fu una primavera secca seguita da un'estate torrida, che sfociò in un autunno malsano carico di pestilenze. Tutto ciò venne narrato sia nella Francia Settentrionale che in Renania che nell' Italia Meridionale. Nell'autunno del 992, un tempo infernale distrusse tutti i raccolti in Germania. Nello stesso periodo furono documentate due aurore boreali, il 30 ottobre e il 26 dicembre. Venne poi un freddo glaciale, che durò fino all'aprile successivo, lasciando posto ad un estate torrida e secca. L'inverno, molto precoce fu freddissimo, nevoso e interminabile sia in Francia sia in Germania.
Nel 998 in luglio altre intemperie nel nord della Germania si accompagnarono ad un terribile sisma che si fece sentire dall'Elba alla foce del Reno. Nei decenni successivi si registrarono "solo" una piena della Loira nel 1003 e un paio di anni dopo una terribile siccità nel Limosino. Poi silenzio nei testi fino al 1031 in quell'anno la Loira straripò di nuovo e i raccolti vennero divorati da insetti parassiti. I Monaci di Saint-Benoit-sur-Loire descrissero nel luglio del 1032, piogge catastrofiche e nei mesi seguenti, intemperie anche peggiori. Rodolfo il Glabro che si trovava in Borgogna, abbracciando insieme quei terribili anni, accennò a condizioni atmosferiche talmente sfavorevoli che non si trovò mai il tempo per seminare. Stando a lui tale calamità cominciò -"nelle contrade orientali, devastando la Grecia, giunse in Italia e di là, trasmessa alla Gallia, passò attraverso quel paese a tutti i popoli dell'Inghilterra"-.
In tutte le epoche, certo, ci sono state intemperie paragonabili, ma nel X e XI secolo esse colpirono appieno popolazioni che non disponevano di alcuno strumento per farvi fronte. Le piene dei fiumi significavano regolarmente inondazioni, i terreni mal drenati o non drenati affatto trattenevano eternamente l'acqua delle piogge eccessive, non esisteva alcun sistema di annaffiamento o di irrigazione che consentisse di attenuare i periodi di siccità. Stando così le cose, le cattive stagioni, distruggendo per tutto un periodo l'agricoltura e l'allevamento del bestiame, non poterono che creare carestie. Già nel 910, nella zona di Angouleme, la popolazione era allo strenuo, ci riferisce Ademaro di Chabannes _"...una cosa mai vista prima di allora, le persone infierivano le une contro le altre, per mangiarsi..."-. Nel 968, Liutprando, vescovo di Cremona, che si trovava come ambasciatore a Costantinopoli osservò -"...l'intero paese dei greci è in questo momento...in preda ad una penuria tale che non si riesce neppure a procurarsi due setier..."-. Un altro cronista Ademaro, parla di "spaventose carestie" intorno all'anno 1005. Nell'epoca in cui il re di Francia Roberto il Pio puntò alla conquista della Borgogna, cioè tra 1002 e il 1016 Rodolfo il Glabro scrisse _"...una severa carestia dura da 5 anni...non una sola regione è stata risparmiata dalla miseria, dalla mancanza di pane...gran parte della popolazione è morta...si mangiano gli animali immondi e i rettili ma non ve ne sono a sufficenza...(come un secolo prima nell'Angouleme la gente ritornò al cannibalismo)...i più deboli, forniscono alimento ai più robusti...i figli ormai grandi divoravano le madri, mentre le stesse madri, dimentiche di qualsiasi tenerezza, facevano altrettanto con i bambini più piccoli..."-.
In quegli spaventosi anni 1030-1032 sembra essersi raggiunto il parossismo. Rodolfo fu testimone tra i più eloquenti di tanto orrore -"...nessuno riesce a saziarsi...la cacciagione da pelo e da piuma è stata rapidamente sterminata...per cui si mangiano carogne e ogni sorta di cose indicibili...ancora una volta quel che rimane è la preda umana...si tratta di una vera e propria caccia...viaggiatori che cercano di sfuggire alla carestia vengono trucidati fatti a pezzi e arrostiti...altri abbattuti da chi li ha ospitati per una notte...quel che è peggio è che si comincia a prendere gusto alla carne umana...se ne va in cerca persino tra i cadaveri seppelliti...". A Tounous un uomo venne dato alle fiamme per aver venduto al mercato carne umana già cotta.La sua mercanzia venne poi sepolta, un affamato la trovò, la mangiò, scoperto fu arso anch'egli sul rogo.
Nello Chatenet, zona di Macon un "essere" aveva già ingurgitato 44 delle sue vittime le cui teste stavano marcendo all'interno della sua capanna, allorchè un visitatore più forzuto riuscì a scappare dalle sue grinfie. L 'uomo avvertì il balivo che prontamente fece catturare il cannibale che finì arso. Dunque gli antropofagi rischiavano la morte per punizione mentre chi si asteneva dala carne umana e ricorreva a pericolosi surrogati moriva di tremende malattie. Alla fine tutti comunque furono accumunati da un solo triste destino: la morte. Aumentare il volume della farina o della crusca mescolandovi dell'argilla biancastra significava distruggere le vie intestinali. Ovunque vagavano anime smunte con il ventre gonfio in attesa della fine...
In quel periodo l'inedia e la fame non furono le uniche cause di morte precoce, in breve sopraggiunsero anche delle venefiche epidemie. Nel 956 la peste infuriò in Germania e in Francia. Un nuovo morbo mietè migliaia di vittime, un "fuoco nascosto" che colpiva prima una delle membra, poi il corpo intero, finendo perlopiù un individuo in una notte si diffuse in tutta la Francia. Tale malattia prese il nome di "fuoco di Sant'Antonio". Secondo ogni verosimiglianza, va individuato in quella malattia che prende il nome di "ergotismo", provocata dalle farine avariate e soprattutto da quelle ricavate dalla segala quando vi si manifesta l'ergot. Ancora una volta, l'effetto della malnutrizione fu devastante.
Quello che stupisce di più è che nello stesso periodo ai mali che imperversavano in terra corrisposero in cielo altrettanti segnali enigmatici, inquietanti, a volte terrificanti. nel 984, il 20 giugno il Duca di Baviera, soprannominato "l'Attaccabrighe" si trovava a Rohr, un villaggio della Turingia, all'improvviso, in pieno mezzogiorno, brillò in cielo una cometa bianchissima che si spostò lentamente atterrendo tutti i presenti. Il 21 ottobre 990 vi fu una eclissi di sole. Nel febbraio 998 si scorse in Germania "un corpo celeste, brillante e rosso, vagante nella notte, che esplose improvvisamente e precipitò a terra, mentre la luna si tingeva di un rosso sangue". In un anno non meglio determinato del Regno di Roberto il Pio, una luminosissima cometa rischiarò il cielo di notte scomparendo al mattino, il fenomeno si protrasse durante tutti e tre i mesi autunnali. "Ogni volta che gli uomini vedono prodursi nel mondo un prodigio di tal sorta, poco dopo si abbatte clamorosamente su di loro qualcosa di sorprendente e di terribile". Così almeno credettero gli uomini del tempo quando poco dopo il palesarsi di uno di questi fenomeni Abbone abate di Fleury-sur-Loire morì entro breve di morte violenta in seguito un incendio devastò la chiesa di Saint-michel e l'Ardre un fiumiciattolo straripò. Enrico I di Borgogna morì nell'ottobre 1002, nel dicembre, il sabato sera prima di Natale, si scorse nell'aere "la parvenza, o forze il corpo stesso, di un enorme drago, che usciva dalle regioni meridionali e conquistava il Mezzogiorno, scagliando fasci di fulmini".
In molti videro in esso un indubbio presagio della lunga guerra che Roberto il Pio avrebbe intrapreso per sottomettere il ducato rimasto privo di erede. Sembra che nello stesso periodo, Ademaro di Chabannes avesse notato numerose "eclissi di luna e sole". Una decina di anni dopo vide come tutti "una cometa dalla forma di spada..." immediatamente in Gallia e in Italia scoppiarono una moltitudine d' incendi. Il 24 gennaio 1023 una eclissi di sole fu preceduta, da frequenti turbamenti della luna "ora color sangue, ora azzurro cupo...". Per tutto l'autunno successivo si scontrarono nel segno del Leone due stelle, una grande proveniente da Oriente, un'altra più piccola che viene dall'altro capo del cielo, le si precipitava contro, ma improvvisamente scappava, respinta dalla "criniera di raggi". A breve dopo questo evento muoino Bonifacio VIII, l'Imperatore d'Oriente Basilio il Giovane e l'arcivescovo di Colonia. Il 2 marzo 1031 una cometa annuncia ai monaci di Saint-Benoit-sur-Loire le devastazioni delle cavallette e le disastrose intemperie di cui ho già parlato. Nello stesso anno verrà registrata anche un'eclissi di luna in corrispondenza con la morte di Roberto il Pio. Il 22 novembre 1044 il sole si oscurerà, lo stesso anno i romani si ribelleranno al pontefice Benedetto IX. Nel medesimo periodo l'arcivescovo di Reims scrisse " la stella Bosforo detta anche Lucifero, oscilla dall'alto in basso minacciando gli abitanti della terra".L'ultimo fenomeno astronomico documentato in questo periodo è l'eclissi lunare dell'8 novembre 1046. Essa fece "tremare parecchio la gente". L'astro fu quasi interamente ricoperto "da un sinistro velo di sangue". Lo stesso mese, un aerolito precipitò sula città fortificata di Saint-Florentin, i raccolti delle prime seminagioni del mese di agosto, che normalmente avvengono in ottobre, maturarono solamente allora.
Tutto ciò contribuì a ledere animi ancora preda di superstizioni primitive incapaci di capire ciò che ritenevano il capriccio di forze misteriose o il volere di un Dio che li stava punendo per i loro peccati...
Saluti
Krak