Partecipe di entrambi i mondi, l'uomo non ha, in quanto individuo, alcuna dignità ontologica: è soltanto il teatro di una lotta eterna fra le due nature o sostanze che lo formano. Creato in parte da Dio e in parte da Satana, miscuglio di bontà e di malignità, di verità e di falsità, di essere e di nulla, egli è destinato a restare, finché esiste come tale, un tragico nodo di contraddizione e di sofferenza.
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Sull’autostrada che porta verso Tolosa c’è una piazzola di sosta da cui è possibile avere una vista panoramica della città di Carcassonne. Sulla piazzola sono stati posto dei pannelli, di cui hi riportato le foto, che narrano la tragedia di questa città. La città era governata dalla famiglia dei Trencavel, visconti di Carcassonne, e assai tolleranti nei confronti del catarismo. I Trencavel erano vassalli del Conte di Tolosa Raimondo VI. Dopo l’eccidio di Beziers, avvenuto nel luglio 1209, la spedizione dei papisti e dei signori del Nord non fu più una semplice crociata contro i catari, ma divenne una vera guerra tra gli abitanti della Linguadoca (catari e cattolici) e gli invasori. Nell’agosto 1209 gli eserciti crociati arrivarono alle mura di Carcassonne e il Visconte Raymond Roger Trencavel tentò di resistere all’assedio. A causa della mancanza d’acqua gli assediati si trovarono presto in difficoltà ed il visconte tentò un negoziato con Simon De Monfort. A seguito del negoziato i crociati entrarono nella città, i catari vennero espulsi (come si vede nella miniatura riportata nel pannello) e il Visconte di Trencavel fu imprigionato nel suo stesso castello, dove morì.
De Monfort si proclamò Visconte di Carcassone. La città, come la si vede oggi, è stata oggetto di successive stratificazioni, iniziate in epoca gallico-romana e continuate nel XIII. Dopo secoli di abbandono le sue mura furono restaurate dall’archittetto Viollet-le Duc, con un restauro che suscitò polemiche perché definito “troppo perfetto”. Proprio a seguito delle polemiche, una commissione ufficiale ministeriale, ha stabilito che il restauro del 1844 si è mantenuto fedele all’aspetto medievale della città.
