La storia conturbante di Giobbe
e le strane interconnessioni
tra Dio e il Diavolo.
La storia biblica di Giobbe è una delle più conturbanti di tutto il Libro Sacro. In essa è raccontata la vita di un personaggio, appunto Giobbe, uomo timorato che per questo era stato da Dio gratificato di tutte le cose che si possono desiderare in questa vita: salute, ricchezze, possedimenti, numerosa discendenza e felicità. Ma tutto questo ad un certo punto accende l’invidia del Nemico, Satana il Diavolo, che un giorno, come dice la storia, sale nelle alte sfere divine e chiede a Dio il permesso di tentare il fedele servitore.
Dio glielo concede a patto però che non lo faccia morire, e così in poco tempo Giobbe assiste alla catastrofe del suo casato: finiscono le sue ricchezze e i suoi possedimenti, muoiono figli e figlie, e alla fine, non contento perché nonostante tutto Giobbe continua a credere in Dio, Satana ottiene anche di tentarlo nelle sue carni e così Giobbe viene afflitto da rare malattie che lo assillano, facendolo vacillare nella sua fede, al che interviene Dio a dirgli che egli è l’onnipotente e nessuno può indagare nei suoi misteri. Giobbe s’inchina al volere di Dio e così gli viene ridato tutto ciò che gli era stato tolto. Ma lasciamo le vicissitudini di Giobbe perché dobbiamo analizzare un passo che francamente lascia di stucco, un passo collocato nei primi paragrafi del Libro dedicato a questo oscuro personaggio.
Per questo compito dobbiamo riportare letteralmente quanto scritto nella Sacra Bibbia ufficiale della CEI, precisamente al capitolo primo, versetti 6-12:
<<Un giorno i figli di Dio andarono a presentarsi davanti al Signore e anche Satana andò in mezzo a loro. Il Signore chiese a Satana: “Da dove vieni?” Satana rispose al Signore: “Da un giro sulla terra, che ho percorso”. Il Signore disse a Satana: “Hai posto attenzione al mio servo Giobbe? Nessuno è come lui sulla terra: uomo integro e retto, teme Dio ed è alieno dal male.” Satana rispose al Signore e disse: “Forse che Giobbe teme Dio per nulla? Non hai forse messo una siepe intorno a lui e alla sua casa e a tutto quanto gli appartiene? Tu hai benedetto il lavoro delle sue mani e il suo bestiame abbonda sulla terra. Ma stendi una mano e tocca quanto ha e vedrai come ti benedirà in faccia!” Il Signore disse a Satana: “Ecco, quanto possiede è in tuo potere, ma non stender la mano su di lui”. Satana si allontanò dal Signore.>>
Qui siamo davvero all’assurdo: è mai possibile che il Diavolo possa ottenere da Dio l’autorità di tentare Giobbe? Non significa quasi un rapporto sinistro tra l’Onnipotente e Colui che dovrebbe essere il suo antagonista per eccellenza?
La Storia riecheggia l’altro evento più o meno fantastico posto all’inizio della Bibbia allorché il Diavolo, trasformato in serpente, invoglia Eva a mangiare del frutto proibito della scienza del bene e del male. Anche in questo oscuro passaggio, come fa Satana ad entrare nei dominii di Dio senza che questi ne sappia niente? Dio dunque si serve di Satana per tentare l’uomo? E se ciò fosse vero, come del resto si arguisce facilmente dalla lettura del Libro di Giobbe, quale conseguenza dovremmo trarne? Che fra Dio e il Diavolo esiste una certa interconnessione e un certo sinistro rapporto del resto poco chiarito dalla Bibbia e dagli esegeti di esso? Ma che tipo di rapporto, che tipo di interconnessione esisterebbe? Sono divinità appunto interconnesse vicendevolmente senza che si sappia chi delle due sia più decisiva, oppure si tratta di due Esseri distinti e separati con compiti del tutto opposti?
Nel primo caso saremmo davanti ad un’aporia alquanto inquietante, perché ciò significherebbe che tra le due divinità esisterebbero terrificanti innominabili patti tesi al governo diremmo “congiunto” della creazione, nel secondo invece esse si andrebbero a collocare quali entità contrapposte, senza che però venga precisato chi delle due è quella che “comanda”.
In sostanza, nella prima interpretazione saremmo dinanzi ad una sorta di panteismo dalle caratteristiche spaventose e sconvolgenti, mentre nella seconda saremmo in pieno manicheismo. Davvero una patata bollente, visto che non è facile scegliere tra le due esegesi, presentando entrambe terribili difficoltà filosofiche da far venire i brividi.
Ecco, è questo il punto più sinistro del Libro di Giobbe, aver presentato la Divinità sotto una dimensione diciamo “insolita”, nel senso che non sappiamo affatto quale sia la sua vera natura in rapporto al male e al suo malefico antagonista, Satana il Diavolo.
La questione viene lasciata ritengo in sospeso, come del resto l’altra sopra nominata della tentazione di Adamo ed Eva, e questo viene a configurarsi come l’assurdo di tutti gli assurdi che pone una domanda che travalica la nostra capacità di comprensione: quali sono, qualora vi fossero, i veri rapporti tra Dio e il Demonio?
Non si dimentichi d’altronde l’altro grande enigma, allorché Gesù, un attimo prima di morire in croce, pronuncia la famosa tremenda interrogazione: “Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?”
Anche in questo caso viene da chiedersi: che senso ha questo angoscioso grido, una sorta di sintomo che in questo sistema di cose comanda non Dio, sebbene appunto il Diavolo?
Misteri sopra misteri sulla carne viva dell’uomo.
Saluti
Vipom