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Blogger: antares666
Sono un esiliato, un Cavaliere Errante. Vago per impervie pietraie, nelle terre che gli Orchi chiamano Lugburz. Lontano dalla mia Dea adorata, privato del sole del mio Amore, percorro le più tenebrose contrade, ormai avvezzo al sospiro degli spettri...

Il mio nome si compone di due parti: una ha la sua origine nell'universo del Dio Nascosto, l'altra in quello del Creatore Malvagio. E' un geroglifico di ciò che sono: un angelo di fuoco imprigionato in un corpo demoniaco.


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domenica, 30 dicembre 2007

I residui di una specie sconfitta

LO SCHELETRO MISTERIOSO

Tra i ghiacci di Terranova, in Canada, un reperto inspiegabile è venuto alla luce nel maggio del 2007. Si tratta di uno scheletro lungo otto piedi (circa 2,4 metri), che penzolava dalla massa di ghiaccio in scioglimento. La scopritrice dei resti, Donna Norris, ha scattato una serie di fotografie e le ha prontamente inviate tramite email al ricercatore oceanografico Gary Stenson. A quanto pare lo scienziato è giunto sul luogo troppo tardi: l'iceberg si era già sciolto e lo scheletro era scomparso. Non gli è così rimasto altro da fare che spedire le fotografie a suoi colleghi in Groenlandia e in Norvegia. A quanto pare non c'è accordo sulla natura dell'animale: se tutti concordano sull'appartenenza ai Pinnipedi, sembra tuttavia che alcune caratteristiche lo differenzino da tutti gli attuali rappresentanti di tale famiglia.

Si tratterebbe in ogni caso di una specie gigante, paragonabile per dimensioni soltanto al tricheco e alla foca barbata. La mancanza di un campione di DNA su cui lavorare rende molto difficile la soluzione dell'enigma. Alcuni blogger anglofoni hanno pubblicato la notizia, chiedendo ai lettori di esprimere la loro opinione in proposito. Qualcuno addirittura ha pensato di riconoscere nei resti quelli di una foca leopardo (Hydrurga Leptonyx) che notoriamente vive in Antartide.

Molti studiosi, vittime di schemi positivisti, cercano in tutti i modi di ricondurre l'ignoto al noto, diventando persino ciechi e sordi di fronte a qualcosa che non combacia con i loro schemi.
Quando non possono farlo, cercano di passare tutto sotto silenzio, sperando che il brusio mediatico faccia scomparire le notizie scomode. Eppure si tratta soltanto di una sfortunata vittima dell'Oblio, che ha avuto la sola colpa di comparire nel posto sbagliato e nel momento sbagliato.

Nel maligno scenario della guerra per la sopravvivenza biologica, innumerevoli specie sono state stritolate dallo stesso diabolico Creatore che ha permesso la loro nascita e il loro sviluppo.

postato da: antares666 alle ore 12:23 | link | commenti
categorie: misteri, biologia, creazione

1984OrwellLa Chiesa, il Diavolo e la

paura del Libero Pensiero.

 

Si rincorrono voci sempre più insistenti, anche se ultimamente smentite da alcuni addetti vaticani, secondo le quali il Papa si starebbe preparando ad emanare precise direttive alle diocesi affinché reclutino preti esorcisti col compito preciso di vigilare sulla presenza del demonio nelle comunità parrocchiali.

 

Anche se la notizia è da prendere con le pinze, viste le ricordate smentite, non c’è dubbio che si tratta di un segnale allarmante che mostra in maniera lapalissiana che la Chiesa si sta per incanalare verso una china pericolosa che non promette nulla di buono.

 

Intendiamoci, qui non si tratta di negare la presenza di Satana, del resto molti Papi prima di questo odierno non hanno mai avuto dubbi sulla realtà diabolica, penso a Paolo VI o ad altri Papi, che adesso non ricordo, che hanno più volte ribadito il loro convincimento sulla esistenza e presenza demoniaca nel mondo.

 

Non intendo pertanto addentrarmi su una discussione teologica in merito all’esistenza e presenza del Demonio, quel che intendo invece sottolineare è che queste voci segnalano un arretramento vistoso verso una concezione della vita che sa molto di medievalismo.

 

Nell’oscuro periodo medievale, infatti, percorso da eresie più o meno pericolose per le autorità “cristiane”, il Demonio veniva “evocato” ogni volta che uno spirito libero dava una propria interpretazione della vita diversa da quella ecclesiastica, in sostanza il ribadimento delle scorribande sataniche nel mondo era funzionale allo scopo di bloccare sul nascere il progresso scientifico e umanistico verso una liberazione ed emancipazione delle coscienze da dogmi che si ritenevano errati ed impositori.

 

st-peterDopo tanti secoli trascorsi (si direbbe invano) e dopo tanti eccidi di eretici motivati spesso appunto dal timore o meglio dal sospetto cattolico dell’infiltrazione demoniaca nelle loro menti (ma in realtà forse si trattava di un preciso piano teso alla soppressione di quegli intellettuali che davano segnali evidenti di volersi distanziare dalle direttive vaticane in materia culturale e spirituale), mi sembra che adesso, Dicembre 2007, si voglia ritornare alla pratica della caccia alle streghe per cercare di impedire un ulteriore allontanamento della mente umana da una concezione della vita imperniata sull’ingabbiamento della spiritualità e del libero pensiero.

 

Con ciò non mi sogno neppure di affermare che il progresso scientifico sia tutto rose e fiori (su questa questione ritengo che il Papa fa bene a ribadire il suo pensiero), il fatto è che in questa critica viene coinvolto anche il progresso umanistico-culturale con la sua enorme carica di spiritualità e questo lo ritengo un fatto di una gravità inenarrabile.

 

L’uomo ha bisogno di pensare liberamente lontano da qualsiasi imposizione dogmatica, ha bisogno di essere lasciato libero nel campo della sua formazione culturale (qui la scienza c’entra fino a un certo punto), altrimenti si corre il rischio di mozzare le sue ali facendone uno schiavo di altri schiavi; l’uomo ha bisogno che la sua spiritualità venga lasciata esprimersi contro qualsiasi tentativo di ingabbiarla in questa o quella religione, essendo essa un valore di gran lunga più importante di qualsiasi imposizione religiosa, fosse pure quella cristiana.

 

Avverto quindi il rischio tangibile in queste voci, sapientemente smentite per non creare il panico di un ritorno al medioevo, che si voglia instaurare da parte della Chiesa una nuova dittatura orwelliana tendente all’incapsulamento della spiritualità umana “indipendente” all’interno di una cornice “istituzionale-ecclesiastica” che ne impedisca la libera manifestazione, perché è proprio qui il punto, la paura della Chiesa di vedersi sfuggire i suoi fedeli allorché questi prediligano una demoniopropria visione religiosa a quella da essa proposta.

 

Termino le mie riflessioni con una domanda pesante quanto un macigno: la spiritualità è appannaggio solo della Chiesa cristiana, oppure non si individua quale valore assoluto del tutto sganciato da qualsiasi Istituzione religiosa?

 

Saluti

Vipom

postato da: vipom alle ore 11:10 | link | commenti (1)
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domenica, 23 dicembre 2007

Estreme sopravvivenze

OTTO ZEINENGER, UN CATARO NELLA GINEVRA DI CALVINO 

La Riforma Protestante richiama alla mente di tutti personaggi illustri come Lutero e Calvino. I più istruiti conoscono altresì nomi quasi ignoti alle masse, come quelli di Melantone, Zwingli ed Ecolampadio. Ma a contribuire a quella multiforme galassia di innovatori religiosi furono anche teologi di provenienta oscura. In particolare, intendo richiamare l'attenzione su un personaggio enigmatico e ignorato a tal punto da rendere difficile la raccolta di informazioni approfondite: Otto Zeinenger.
 
Nato in Germania nel 1513, fu ordinato sacerdote nella Chiesa Cattolica Romana. Poco più che ventenne divenne un accanito sostenitore di Giovanni Calvino, e per raggiungerlo emigrò a Ginevra.

Sconfitti i filo-savoiardi, la città elvetica si era confederata con Berna e Friburgo permettendo la diffusione delle idee luterane. Queste avevano conosciuto una straordinaria fortuna, al punto che nel 1535 il vescovo cattolico Pierre de la Baume era stato dichiarato decaduto e costretto all'esilio.

L'adozione formale della
Riforma avvenne tramite una risoluzione presentata al Consiglio Generale dei Cittadini, dove era sancito il diritto per tutti i ginevrini di "vivere secondo la legge dell'Evangelo e della parola di Dio e di abolire tutti gli abusi papali".

Nel 1536 il predicatore di Noyon aveva sfruttato la legislazione della città elvetica per diventare Pastore e iniziare la sua opera. Nel 1537 presentò assieme a Farel le sue proposte di regolamentazione della nuova Chiesa. Queste includevano la celebrazione mensile della Cena del Signore, l'istruzione religiosa obbligatoria e la possibilità di comminare la scomunica a coloro che coltivassero comportamenti immorali. Il Consiglio temeva che queste norme da Gerusalemme Celeste avrebbero potuto inficiare l'autorità dei suoi magistrati, che privatamente coltivavano la débauche, così si diede da fare per ottenere il bando per Calvino e i suoi sostenitori. Questo provvedimento venne approvato e applicato nel 1538: l'esperimento era fallito.

A questo punto il mistero stende il suo velo sulla vita di Otto Zeinenger. L'oscurità si infittisce a dismisura, lasciando spazio a un mare di ipotesi inquietanti. Dai dati che possediamo, sappiamo che intraprese una serie di viaggi in terre lontane dalla sua patria, itinerari che lo portarono in Bulgaria, in Grecia e in Linguadoca.

Quando tornò a Ginevra al seguito di Calvino, nel 1541, e ricoprì una carica importante nel nuovo regime teocratico che bandì dalla città ogni lusso e ogni corruzione. Approfittando della sua posizione di privilegio, cominciò a predicare il Manicheismo, affermando che il mondo materiale è una creazione satanica. I suoi insegnamenti si erano discostati in modo radicale dalle sue prediche degli esordi, fondate sulla Teologia Naturale.
La spaccatura dottrinale che si era prodotta tra il teologo dualista e Calvino si acuiva giorno dopo giorno.

Alcuni studiosi hanno cercato in tutti i modi di minimizzare i contenuti catari degli insegnamenti di Zeinenger, ipotizzando che l'allontanamento da Calvino fosse dovuto più che altro a ragioni stilistiche. L'uso esagerato della retorica avrebbe infatti contraddetto l'idea tipicamente calvinista che voleva la Fede accessibile anche alle menti semplici e a coloro che difettavano di un'accurata istruzione teologica.

Radicale negatore del libero arbitrio, Zeinenger si spingeva più in là delle idee protestanti, e non ammetteva neppure l'idea della salvezza per sola Fede.
Arrivò ad affermare che le anime perdute sono a volte meglio guidate attraverso il loro stesso sbandamento. Il cronista Simone di Béziers sostenne che Zeinenger era incline a manipolare il pubblico per indurlo ad accettare la sua particolare visione della dottrina cristiana.

Mentre Michele Serveto fu arso vivo sul rogo per ordine di Calvino, per aver sostenuto che Cristo era un semplice essere umano, Otto Zeinenger non fu mai condannato a morte a causa delle sue idee eterodosse. Una strana, subdola censura lo isolò dagli altri protagonisti della Riforma, facendo in qualche modo subdolo formare il nulla intorno a lui. Alla fine fu privato del suo incarico ministeriale, ma nonostante questo continuò a scrivere. Alcuni suoi sermoni circolavano di nascosto in ambienti del Protestantesimo dissidente. Ancora oggi i suoi scritti sono quasi irreperibili e non ho avuto occasione di leggerli. Ogni menzione di un seguito alla sua predicazione è del tutto assente nelle fonti. Anche le informazioni sull'ultimo periodo della sua vita e sulle circostanze della sua morte sono carenti. C'è da domandarsi come mai questo personaggio scomodo sia stato rimosso. Uno studioso, Theo Ringhalter, parla addirittura della sua predicazione come di un revival cataro. Evidentemente perse la sua battaglia per l'affermazione di idee dualiste. 

Secondo la mia ricostruzione molte cose si spiegano. Discendente di Catari tedeschi, Otto aveva ereditato una fiammella della Fede antica e l'aveva continuata in segreto, sentendo poi l'esigenza di approfondire le sue conoscenze. Alla ricerca del Consolamentum egli camminò a lungo, cercando contatti con le braci del Catarismo nei luoghi più significativi dove ancora sopravvivevano gli insegnamenti dualisti per pochissimi iniziati. La Linguadoca, dove i Clergue e i Conti di Foix continuavano il segreto gli insegnamenti degli Autier, nella Grecia dove di certo sussistevano residui della Chiesa di Milingui, nella Bulgaria, dove la sopravvivenza di comunità Bogomile e Pauliciane è documentata ancora nel XVIII secolo.

La visita di quei luoghi da parte del riformatore tedesco non può essere affatto causale: anche se i dettagli di queste sue avventure sono alquanto fumosi, il tutto presuppone una chiarezza d'intenti che non può essere negata. Ritengo a questo punto necessario coniare un nome adatto ad indicare questa tarda realtà trascurata o addirittura  negata da molti studiosi: Criptocatarismo.

postato da: antares666 alle ore 18:48 | link | commenti
categorie: storia, riforma, catarismo, criptocatari
sabato, 22 dicembre 2007

giobbemostra1La storia conturbante di Giobbe

e le strane interconnessioni

tra Dio e il Diavolo.

 

La storia biblica di Giobbe è una delle più conturbanti di tutto il Libro Sacro. In essa è raccontata la vita di un personaggio, appunto Giobbe, uomo timorato che per questo era stato da Dio gratificato di tutte le cose che si possono desiderare in questa vita: salute, ricchezze, possedimenti, numerosa discendenza e felicità. Ma tutto questo ad un certo punto accende l’invidia del Nemico, Satana il Diavolo, che un giorno, come dice la storia, sale nelle alte sfere divine e chiede a Dio il permesso di tentare il fedele servitore.

 

Dio glielo concede a patto però che non lo faccia morire, e così in poco tempo Giobbe assiste alla catastrofe del suo casato: finiscono le sue ricchezze e i suoi possedimenti, muoiono figli e figlie, e alla fine, non contento perché nonostante tutto Giobbe continua a credere in Dio, Satana ottiene anche di tentarlo nelle sue carni e così Giobbe viene afflitto da rare malattie che lo assillano, facendolo vacillare nella sua fede, al che interviene Dio a dirgli che egli è l’onnipotente e nessuno può indagare nei suoi misteri. Giobbe s’inchina al volere di Dio e così gli viene ridato tutto ciò che gli era stato tolto. Ma lasciamo le vicissitudini di Giobbe perché dobbiamo analizzare un passo che francamente lascia di stucco, un passo collocato nei primi paragrafi del Libro dedicato a questo oscuro personaggio.

 

Per questo compito dobbiamo riportare letteralmente quanto scritto nella Sacra Bibbia ufficiale della CEI, precisamente al capitolo primo, versetti 6-12:

 

<<Un giorno i figli di Dio andarono a presentarsi davanti al Signore e anche Satana andò in mezzo a loro. Il Signore chiese a Satana: “Da dove vieni?” Satana rispose al Signore: “Da un giro sulla terra, che ho percorso”. Il Signore disse a Satana: “Hai posto attenzione al mio servo Giobbe? Nessuno è come lui sulla terra: uomo integro e retto, teme Dio ed è alieno dal male.” Satana rispose al Signore e disse: “Forse che Giobbe teme Dio per nulla? Non hai forse messo una siepe intorno a lui e alla sua casa e a tutto quanto gli appartiene? Tu hai benedetto il lavoro delle sue mani e il suo bestiame abbonda sulla terra. Ma stendi una mano e tocca quanto ha e vedrai come ti benedirà in faccia!” Il Signore disse a Satana: “Ecco, quanto possiede è in tuo potere, ma non stender la mano su di lui”. Satana si allontanò dal Signore.>>

 

Qui siamo davvero all’assurdo: è mai possibile che il Diavolo possa ottenere da Dio l’autorità di tentare Giobbe? Non significa quasi un rapporto sinistro tra l’Onnipotente e Colui che dovrebbe essere il suo antagonista per eccellenza?

 

giobbe-wLa Storia riecheggia l’altro evento più o meno fantastico posto all’inizio della Bibbia allorché il Diavolo, trasformato in serpente, invoglia Eva a mangiare del frutto proibito della scienza del bene e del male. Anche in questo oscuro passaggio, come fa Satana ad entrare nei dominii di Dio senza che questi ne sappia niente? Dio dunque si serve di Satana per tentare l’uomo? E se ciò fosse vero, come del resto si arguisce facilmente dalla lettura del Libro di Giobbe, quale conseguenza dovremmo trarne? Che fra Dio e il Diavolo esiste una certa interconnessione e un certo sinistro rapporto del resto poco chiarito dalla Bibbia e dagli esegeti di esso? Ma che tipo di rapporto, che tipo di interconnessione esisterebbe? Sono divinità appunto interconnesse vicendevolmente senza che si sappia chi delle due sia più decisiva, oppure si tratta di due Esseri distinti e separati con compiti del tutto opposti?

 

Nel primo caso saremmo davanti ad un’aporia alquanto inquietante, perché ciò significherebbe che tra le due divinità esisterebbero terrificanti innominabili patti tesi al governo diremmo “congiunto” della creazione, nel secondo invece esse si andrebbero a collocare quali entità contrapposte, senza che però venga precisato chi delle due è quella che “comanda”.

 

In sostanza, nella prima interpretazione saremmo dinanzi ad una sorta di panteismo dalle caratteristiche spaventose e sconvolgenti, mentre nella seconda saremmo in pieno manicheismo. Davvero una patata bollente, visto che non è facile scegliere tra le due esegesi, presentando entrambe terribili difficoltà filosofiche da far venire i brividi.

 

Ecco, è questo il punto più sinistro del Libro di Giobbe, aver presentato la Divinità sotto una dimensione diciamo “insolita”, nel senso che non sappiamo affatto quale sia la sua vera natura in rapporto al male  e al suo malefico antagonista, Satana il Diavolo.

 

La questione viene lasciata ritengo in sospeso, come del resto l’altra sopra nominata della tentazione di Adamo ed Eva, e questo viene a configurarsi come l’assurdo di tutti gli assurdi che pone una domanda che travalica la nostra capacità di comprensione: quali sono, qualora vi fossero, i veri rapporti tra Dio e il Demonio?

 

GiobbeNon si dimentichi d’altronde l’altro grande enigma, allorché Gesù, un attimo prima di morire in croce, pronuncia la famosa tremenda interrogazione: “Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?”

 

Anche in questo caso viene da chiedersi: che senso ha questo angoscioso grido, una sorta di sintomo che in questo sistema di cose comanda non Dio, sebbene appunto il Diavolo?

 

Misteri sopra misteri sulla carne viva dell’uomo.

 

Saluti

Vipom

postato da: vipom alle ore 11:33 | link | commenti (5)
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sabato, 15 dicembre 2007

Una micronazione e i suoi falsi. Cui prodest?

SEBORGA, OMPHALOS DELLA CONFUSIONE  

Sono ormai più di due anni che un amico, purtroppo defunto, mi parlò di qualcosa di eccezionale che aveva visto con i suoi occhi viaggiando per la riviera ligure di Ponente. Descrisse un impervio paesino chiamato Seborga, sito nei pressi di Bordighera, che costituirebbe uno stato indipendente, una specie di enclave nel territorio italiano. Era affascinato dalla moneta locale, il luigino, nella quale potevano essere cambiate le lire tramite appositi uffici. Qualcuno direbbe per pura coincidenza, mi capitò in mano in quei giorni una rivista con un articolo che parlava del Principato di Seborga, il cui territorio a quanto si diceva non sarebbe parte integrante della nostra nazione. In sintesi, negli anni '60 questo borgo fu dichiarato indipendente e sovrano da un suo cittadino, Giorgio Carbone. Costui si insignì all'improvviso del titolo di Principe. La rivendicazione si basava sul fatto che Seborga non sarebbe stato registrato dai Savoia nei propri domini, e non passò quindi alla Repubblica quando questa fu proclamata. Giorgio Carbone passò così da capo della corporazione dei fiorai a sovrano, ornato del bizzarro titolo di Sua Tremendità

PRENCELo staterello ligure mi incuriosì non poco, ma dovendo occuparmi di cose più importanti, mi uscì del tutto di mente. Durante i miei vagabondaggi per la blogosfera splinderiana mi capitò ancora di incrociare il nome di Seborga: esisteva un blog chiamato Utopia Micronation in cui alcuni post erano dedicati all'argomento di cui stiamo trattando. Mi accorsi subito che si trattava di un argomento controverso. Se il Principe di Seborga sosteneva i suoi diritti, in realtà non era mai esistito alcun riconoscimento da parte dell'Italia. Non solo, ma una blasonata proclamatasi discendente di Federico II affermava di avere diritto a quel fazzoletto di terra. Per contro un nobile genovese aveva colto l'occasione per estendere gli angusti domini territoriali del Pontefice, sostenendo a spada tratta l'appartenenza feudale di Seborga al Vaticano. Un utente anonimo particolarmente livido sputava veleno, sostenendo i diritti feudali del Vaticano e deplorando il fatto che una fantomatica "setta neocatara" volesse impadronirsi del paese. Senza esitare scesi in campo, e quello, terrorizzato dal 666 contenuto nel mio nick, fuggì via senza farsi più rivedere. Il blog è attualmente del tutto vuoto, ma i suoi contenuti possono essere trovati in Rete, sparsi su decine di siti.
 
Poco tempo fa mi è venuto in mente di tornare ad occuparmi di Seborga, quasi per un'improvvisa illuminazione. Per prima cosa ho cercato in google e sono entrato in un portale del Principato. Analizzandone i contenuti con attenzione, subito mi sono accorto della sovrabbondanza di gravi inconsistenze nella contorta storia seborghina presentata online.
 
Emerge una certa incapacità di distinguere i Catari dai Druidi: li si presenta come antichi sacerdoti precristiani operanti nella zona già nel 400 d.C., contro ogni buon senso storico. Anche le affermazioni più sobrie rigurgitano di visioni distorte. Basta analizzarne qualcuna
presa a caso.  
 
"Seborga (originariamente CASTRUM SEPULCRI), antico Feudo dei Conti di Ventimiglia, era una base molto importante dei Catari, setta religiosa che si sviluppò, in seguito, nella vicina Provenza e lingua D’Oc."
"Il movimento Cataro, che viveva in estrema povertà, molto rigido rispetto al Culto Cattolico e che contestava il potere temporale ed economico della Chiesa di Roma, non portava certo benefici ai proprietari del Feudo, che venivano privati della riscossione delle gabelle."  
"Per la ragione su esposta e per il fatto che si era sviluppata, nella famiglia dei Conti Guerra, una credenza di maleficio, che, seguendo il consiglio dell’Arcivescovo di Arles o del Priore di Montemaggiore, nell’anno 954, il Feudo fu ceduto ai Monaci Benedettini di Santo Onorato in Lerins."
 
La cronologia è del tutto errata. Nel X secolo non si può parlare certo di Catarismo, come abbiamo mostrato ripetutamente. Si può supporre che al massimo nel 954 qualche Fundaita abbia visitato la regione, facendo ai locali strani discorsi sulla corruzione della Chiesa Romana e sull'illiceità del matrimonio.

Del tutto fuorviante è anche l'analisi prensentata nel sito: è vero che la Chiesa di Dio era di un'estrema povertà, ancor più severa di quella di San Francesco, ma in media c'era un Perfetto ogni cento Credenti, e molti membri del movimento erano ricchissimi. Vi erano anche principi catari. Farinata degli Uberti era cataro, così come Ezzelino da Romano e suo padre prima di lui. Il discorso delle gabelle non regge: i Credenti erano molto laboriosi. Inoltre, essendo ferocemente ostili alla Chiesa di Roma, ogni signore che non fosse guelfo avrebbe avuto interesse a sostenerli per potersi impossessare delle proprietà ecclesiastiche.
 
In alcuni punti si giunge a un assurdo revisionismo: 

 "Dicono la storia e la leggenda, che dopo la repressione condotta in Provenza contro la Comunità, con la famosa Crociata condotta intorno al 1150 da Simon De Monfort e nel 1200 dal Vescovo di Tolosa, che fece abbattere  il Castello Abbazia di Monsegue, dove furono bruciati vivi oltre trecento  tra uomini, donne e bambini, gli unici Catari sopravvissuti siano proprio quelli di Seborga e che qui sia stato nascosto e sepolto il mitico 'Graal'."
 
Secondo l'autore di questo testo, Simon de Montfort avrebbe guidato la nefasta guerra di sterminio quindici anni prima di nascere! In realtà le ostilità iniziarono nel 1209 e Montfort fu ucciso nel 1218. L'assedio di Montsegur (non Monsegue) si concluse nel 1244. Stando al revisionista, gli eroici difensori di Montsegur sarebbero stati bruciati prima ancora dell'inizio del genocidio. E' del tutto falso affermare, come fanno molti francesi, che il Catarismo morì con Montsegur. In Italia era ancora fiorente, e iniziò a declinare soltanto a partire dal terribile rogo di Verona del 1278.
 
A parte il fatto che già solo per ragioni demografiche di certo nel XIII secolo c'erano più Catari a Saronno che a Seborga, il fatto che nella zona di Bordighera sussistesse un simile centro del Catarismo non risulta affatto. Non nego che ci siano stati Catari a Seborga, per il semplice fatto che ce n'erano praticamente dovunque! Non potevano comunque essere molto numerosi: se anche l'intera popolazione di quel paesino fosse stata composta da Credenti, dire che erano un centinaio era tanto. Non mi pare che qualche autore parli di Seborga in connessione alla religione dei Buoni Uomini, e non si conosce il nome di un solo Perfetto originario di quella regione. Possiamo descrivere abbastanza bene i vescovati catari in Italia e in Linguadoca, e per contro non sembra che alcun centro della Liguria fosse sede di un vescovo cataro. Genova era descritta come un luogo pullulante di eretici, ed è verosimile credere che il Catarismo ligure si sia irradiato proprio da quella città, che a sua volta lo aveva ricevuto dal Piemonte.
 
Per definire meglio l'intera questione, mi sono anche affidato alla versione cartacea della famosa Enciclopedia Utet del 1973. All'epoca in cui fu impressa ero un moccioso e credevo che il nome Enciclopedia traesse la sua etimologia dai Ciclopi. Ecco quanto riporta:
 
"SEBORGA. Comune della Liguria, con 247 ab., in provincia di Imperia, da cui il capoluogo, a m 500 sul mare, dista 46,5 km a NO."
 
Questo è tutto. La cosa mi ha sorpreso, viste le continue mormorazioni incentrate su questo suggestivo borgo ligure da qualche anno a questa parte.

Dato che gran parte della storiografia fittizia parla diffusamente dei Cavalieri Templari, ho chiesto alla carissima amica Krak cosa ne pensasse. Riporto qui il suo prezioso contributo: 
 
"Scorrendo le pagine che riguardano il fantomatico Principato di Seborga ho notato delle grossissime incongruenze che riguardano la storia dei Templari. I fautori di tale sito affermano che nel 1118 il Principe-Monaco Edouard (tra l’altro non identificabile) nomina i primi 9 Templari in Seborga. Da quel momento il luogo diverrà il primo stato Sovrano Cistercense della storia. Per quanto lacunosa la gloriosa storia del Tempio , ha riferimenti piuttosto attendibili riguardo alla nascita dell’Ordine. Guglielmo di Tiro ci narra di quando i primi nove fondatori si presentarono al reggente Baldovino II per fare voto di povertà castità e obbedienza. La data oscilla tra il 1118 e 1120 (non ci sono riferimenti più specifici sicuri). Il sito di Seborga prosegue affermando che San Bernardo nel 1117 si trovava nel loro “principato” per consacrare i primi 9. A me sembra piuttosto verosimile considerando che aveva ricevuto il terreno su cui sorgerà Chiaravalle nel 1115. Della vita di tale monaco abbiamo varia documentazione storica, in nessuna di esse viene citato un suo viaggio in tale luogo. Tra l‘altro non capisco come sia possibile che San Bernardo benedica i 9 nel 1117 e il Principe-Monaco nel 1118, quindi secondo il sito i Templari si sarebbero trattenuti a Seborga più di un anno, un bel lasso di tempo….a quale scopo? La presunta storia prosegue citando tra i fondatori il Conte di Champagne, notizia non vera, egli entrerà nella milizia solo nel 1126. Inoltre è quasi certo che il fondatore del’Ordine Ugues de Payns sia andato in Terra Santa nel 1114 con il Conte di Champagne e lì sia rimasto dopo la partenza di quest’ultimo l’anno dopo. Quindi non vedo come sia possibile che tra il 1117 e il 1118 si potesse trovare a Seborga. Proseguendo il testo gli stessi sarebbero rientrati nel Principato nel 1127 per incontrarsi di nuovo con San Bernardo. In questa circostanza avrebbe nominato il primo Gran maestro. Tutto ciò è falso Ugo de Payns ricopriva tale carica dalla fondazione. Non è vero che tutti i primi 9 fecero ritorno in Europa per partecipare al concilio di Troyes. Ancora secondo chi ha redatto questo scempio storico San Bernardo i Templari e Padre Gerardo di Mortigues, che nel 112 aveva fondato l’ordine che oggi si chiama Cavalieri di Malta, si incontrarono in segreto a Seborga. Ora prima di tutto va detto che l’ordine venne fondato nel 1113 (la documentazione si trova alla Valletta) dal Beato Gerardo Sasso morto nel 1120, quindi a parte il grossolano errore di date, vorrei sapere come faceva Gerardo ad essere presente ad un presunto incontro avvenuto nel 1127 se a quella data era già morto da 7 anni. Il racconto prosegue affermando che sempre il Principe-Monaco Edouard in tale occasione avrebbe eletto Ugues de Payns Gran Maestro (come già detto era in carica dall’anno della fondazione). Per ultimo affermano che quindici dei Cavalieri Templari furono anche Principi pro tempore di Seborga tra cui Guillaume de Chartres che morì li a seguito di ferite riportate in Terra Santa nel 1219. Mi chiedo, se tutto ciò fosse vero, perché non esiste nessuna documentazione in merito? E’ documentata invece la morte del de Chartres avvenuta a causa della peste durante l’assedio di Damietta. Un ultimo pensiero se tale Gran Maestro è sepolto a Seborga dove possiamo visitare la sua tomba, io la vedrei volentieri…." S
aluti Krak
 
Per fare paragoni sui Templari a Seborga, potrei citare Menelao morto a Troia nel film Troy. In conclusione, i cittadini di Seborga sono sottoposti alla legge dell'Italia, le loro guardie in uniformi multicolori sono l'equivalente della Polizia Locale, il luigino non è diverso dalle banconote usate dalla Lega Nord nelle sagre di paese, semplici buoni con il faccione rubicondo di Bossi e la scritta "cincentfranc".

postato da: antares666 alle ore 12:07 | link | commenti (1)
categorie: storia, templari, micronazioni, catarismo, falsi storici
venerdì, 14 dicembre 2007

SCIOPERO DEGLI AUTOTRASPORTATORI

Ha ragione Maurizio Blondet, mai come in quest’epoca la gente è tanto soddisfatta del proprio  destino zoologico (1). Ma questa soddisfazione ha una contropartita: basta che le merci smettano di circolare per qualche giorno e la nazione vacilla. Vacilla perché non c’è più benzina per le macchine, vacilla perché non arrivano i Kiwi dalla Nuova Zelanda, vacilla perché non possiamo più mangiare il pesce pescato nell’Adriatico 12 ore prima. Ciò che stupisce è quanto poco  tempo la moderna civiltà possa resistere senza essere costantemente rifornita di ogni tipo di merce.  Sta prendendo sempre più forma il Grande Arazzo tessuto dal Funesto Demiurgo, ma attenzione: Egli è assai volubile, gli piacciono i giochi di costruzione, amminoacidi usati come mattoncini del lego, ma può distruggere tutto al primo moto di contrarietà del suo animo. Lo ha già fatto con i dinosauri.

(1) M. Blondet “L’Anticristo di Kant” www.effedieffe.com 

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categorie: estinzioni
martedì, 11 dicembre 2007

Un esempio di nonviolenza autentica

I PROTOCATARI DI GOSLAR

Tra gli episodi più singolari connessi ai primi processi per eresia dualista nell'Occidente cristiano, occorre segnalarne uno avvenuto in Germania settentrionale alla metà del XI secolo.

Goslar è una cittadina caratteristica della Bassa Sassonia, famosa per le chiese, gli edifici storici e i musei, dichiarata Patrimonio dell'Umanità dall'UNESCO. E' stata addirittura soprannominata la Roma del Nord per la sovrabbondanza di edifici di culto. Fu fondata nel X secolo dall'Imperatore Enrico I nei pressi di un luogo ove furono scoperti ricchissimi filoni d'argento. I traffici dovuti alle attività estrattive permisero una notevole prosperità, al punto che ottenne lo stato di Città Libera Imperiale e divenne la residenza estiva dei sovrani del Sacro Romano Impero. Un sontuoso palazzo imperiale, tuttora esistente, ospitò per ben venti volte l'Imperatore Enrico III il Nero, che regnò dal 1046 al 1056.

Nel periodo di Natale del 1051 e all'inizio dell'anno successivo vi furono scoperti alcuni eretici, e all'accaduto fu data una certa risonanza. Sappiamo che si trattava di contadini originari della Lorena, la regione della Francia renana all'epoca nota come Lotaringia, dal nome di Lotario II. Era a quell'epoca una regione di lingua germanica: soltanto lo stato francese unitario sarebbe riuscito molti secoli dopo a stemperarne la fisionomia culturale.

Il capo di accusa ci appare già ad una prima analisi capzioso: furono convocati davanti al Vescovo e all'Imperatore perché erano vegetariani. La loro esistenza fu rivelata soltanto perché rifiutavano ostinatamente di mangiare la carne dei polli che allevavano. La dinamica dei fatti non ci è del tutto chiara, ma possiamo supporre che gli agricoltori siano stati invitati ai festeggiamenti natalizi, e a quel punto sarebbe emersa la stranezza della loro dieta.

L'Imperatore aveva terrore del ritorno del Manicheismo, di cui ormai si parlava in gran parte dell'Occidente. Non gli ci volle molto a riconoscere negli imputati quella che chiamava "lebbra eretica".

Il Vescovo non riuscì ad ottenere una confessione dagli imputati, così fece portare un pollo e ordinò a uno di loro di decapitarlo.
Come questi si rifiutò, passò al successivo, finché non ebbe chiaro che tutti erano Manichei. Appurato questo, Enrico III decise di condannarli a morte per impedire che da loro si diffondesse il "contagio". Si può quindi dedurre che idee eterodosse fossero già ampiamente penetrate nel suo immenso dominio.

La condanna applicata fu abbastanza inusuale: non il rogo, ma bensì l'impiccagione.
Non conosciamo la dottrina di questi protocatari, ma sussistono pochi dubbi sulla sua origine bogomila.
 
Di recente si è dato il caso di apologeti della Chiesa di Roma, che negano che siano mai state condannate a morte persone per il rifiuto di uccidere animali. Per metterli a tacere, vale la pena di riportare un estratto da un documento ecclesiastico denominato Gesta Episcoporum Leodiensium, tradotto dal latino. Di sicuro quello di Goslar è il primo caso documentato di persone colpite da condanna capitale per essersi rifiutate di uccidere un pollo. L'autore del testo è un canonico, Anselmo di Liegi, che continuò le cronache iniziate da Erigerio di Lobbes. Come il suo vescovo Wazo, Anselmo era abbastanza liberale ed obiettivo, e il resoconto delle impiccagioni di Goslar ci è giunto solo per la sua tendenza a notare fatti che altri autori ritenevano irrilevanti.

 "In questo modo l'uomo di Dio si sforzò di seguire l'esempio di San Martino di Tours, e trattere l'usuale precipitosa frenesia tipica dei Francesi dal fomentare ogni tipo di crudeltà, perché egli udì che degli eretici erano stati identificati solo dal pallore dei loro volti, e siccome chiunque fosse pallido era senza dubbio un eretico, non si contavano i cattolici uccisi come risultato di questo errore isterico. Premesso questo, quando tali chiari argomenti e l'autorità biblica non possono essere contraddetti in modo ragionevole, ognuno può vedere come essi si comportarono in modo biasimevole a Goslar, quando alcuni membri di tale setta furono catturati.

Dopo molte discussioni sulla loro stravaganza e un'opportuna scomunica per l'ostinazione nel loro errore, essi furono anche condannati all'impiccagione. Quando abbiamo investigato con cura il corso del processo, non abbiamo riscontrato altra ragione per la condanna di quella gente a parte il fatto che essi hanno rifiutato di obbedire al vescovo quando egli ordinò loro di uccidere un pollo.

Non posso trattenermi dal far notare che se Wazo fosse stato là, non avrebbe consentito a questa sentenza: egli avrebbe seguito l'esempio di San Martino, che intercesse per i Priscillianisti condannati dall'editto dell'Imperatore Massimo dopo che erano stati perversamente travisati da un concilio di preti servili, preferendo coraggiosamente il rischio di danneggare se stesso piuttosto che impedire che gli eretici fossero risparmiati.

Dico questo non perché voglio nascondere gli errori degli eretici, ma perché si può mostrare che un simile decreto in nessun luogo riceve l'approvazione della Legge Divina."

Purtroppo l'esempio di uomini onesti come Anselmo, Wazo e Bernardo di Chiaravalle non è mai riuscito a prevalere. A farla da padrone è stato invece il cieco fanatismo. 

Per molto tempo gran parte della Chiesa Romana ha considerato il vegetarianismo un crimine capitale. L'argomento su cui si basava la condanna nasceva dalla constatazione che Dio avrebbe dato all'uomo il dominio sulla terra, rifornendolo di animali da mangiare. In questo modo, rifiutare un alimento di origine divina era considerato un sovvertimento dell'ordine cosmico.

Nei primi tempi del Cristianesimo esisteva una tradizione vegetariana all'interno dell'ortodossia cattolica, basti pensara a San Gerolamo, che si disse contrario al consumo di carni e fornì argomentazioni dottrinali in sostegno di questa scelta. Dopo l'anno Mille, di tutto ciò persistevano ben poche tracce all'interno dell'ortodossia.

La dieta di alcuni ordini religiosi come i Cistercensi era eccezionale, in quanto non comprendeva la carne. Nella società medievale esistevano codici comportamentali molto rigidi, che oggi sarebbero considerati assurdi. Se i costumi di santi e di monaci non destavano troppo scalpore, per i laici la tolleranza era inesistente.

Gli atti dell'Inquisizione riportano casi di persone alle quali fu chiesto di togliere la vita a un animale e di consumarne le carni. In questo modo l'imputato poteva provare al di là di ogni dubbio di non essere un Perfetto Cataro. Non eseguire l'ordine corrispondeva a morte certa sul rogo. Spesso gli animali usati per questa prova erano polli. Ci si può chiedere se gli inquisitori del XIII-XIV secolo avessero chiara la memoria dei fatti di Goslar, oppure se utilizzassero questi volatili per praticità: imporre di uccidere un maiale o un vitello poteva comportare difficoltà di qualche tipo.

Sta a noi non dimenticare tutte queste atrocità, e fare in modo che non torni il tempo in cui la vita di un dissidente religioso valeva meno di quella di un gallinaceo.

postato da: antares666 alle ore 21:49 | link | commenti (1)
categorie: documenti, storia, inquisizione, catarismo, protocatari

L'UNIVERSO IN ACCELERAZIONE

Le recenti osservazioni effettuate con il telescopio spaziale Hubble stanno portando gli astronomi alla conclusione che l’universo si sta espandendo ad una velocità superiore a quella prima ipotizzata. Sembrerebbe che la corsa dell’universo non solo non venga rallentata dalla forza di gravità ma che vi sia addirittura  una forza fisica che sta accelerando la velocità di espansione, e quindi di reciproco allontanamento, di galassie e ammassi di galassie. La natura di tale forza non è ancora chiara agli scienziati, si parla di una costante cosmologica o di una”energia oscura” che si porrebbe come antagonista della forza di gravità. L’universo quindi sarebbe ben lungi dal rallentare la propria corsa e addirittura si ipotizza che nel futuro esso sia destinato a disgregarsi: galassie e ammassi di galassie saranno così lontani tra loro, ed in eterna accelerazione, che non si potrà più parlare di un unico universo, ma ciascun gruppo di galassie diventerà un autonomo universo. I Cosmologi hanno già elaborato una teoria chiamata Big Rip (il grande strappo) che prevede la futura morte del cosmo in seguito ad un progressivo disgregamento della materia.

Se tali osservazioni astronomiche  venissero confermate le implicazioni sarebbero profonde non solo per la cosmologia ma anche per certe correnti di pensiero che tendono a vedere nel cosmo un unico organismo intelligente o addirittura, come nel caso del panteismo, che identificano il cosmo con Dio stesso. La concezione di un’Anima Universale o di un’Intelligenza Unica che sia immanente al cosmo, e quindi dentro il cosmo, deve per forza richiedere la presenza quantomeno di una coerenza di fondo nell’universo. Se l’universo si sta letteralmente smembrando è ben difficile ravvisare tale coerenza; e comunque se anche vi fosse un’intelligenza cosmica da identificarsi con il "Tutto"  pare proprio  che tale intelligenza abbia deciso di suicidarsi.

postato da: Albedo alle ore 13:18 | link | commenti (1)
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domenica, 09 dicembre 2007

Preghiera della domenica: O Dio dei Buoni Spiriti, giudica e condanna!

rubbi4_5Ave! Come ogni domenica mattina,   da un po' di tempo a questa parte, nonostante alcune proteste di taluni e talune "Shol'va", pubblico la consueta riflessione della domenica  (preghiera).

La riflessione (preghiera) di oggi, domenica 9 dicembre 2007, è stata predisposta dall'amico Antares di fede Catara.

O Dio dei Buoni Spiriti, giudica e condanna i vizi della carne, non avere pietà della carne nata dalla corruzione, ma abbi pietà dello spirito rinchiuso in carcere
!

All'atto del concepimento il feto viene plasmato dall'opera dei Demoni, e la sua essenza appartiene alle forze dell'Inferno. Solo quando si avvicina la nascita, l'anima viene inumata in quel sepolcro, in quella fetida carcassa, pronta a patire un'esistenza di stenti e di atrocità.
 
Il Malvagio Creatore ha costruito l'immane edificio, la sua menzogna ci stritola. A tutto questo ha dato il nome di vita e di mondo. Ai suoi carnefici ha dato il nome di politici, burocrati, preti. Ovunque vediamo persone che si affannano per nomi, per oggetti di vile materia, per riconoscimenti che nulla significano. E in nome di queste futilità le genti compiono il peggiore di tutti i crimini: trasmettono il testimone.

A dispetto dei morbi, dei massacri, della fatica e della miseria insita in ogni cosa, le genti producono feti e non sono consapevoli della loro colpa. Deprecano i lutti e i genocidi, ma non sanno di esserne la causa con la menzogna terrena che essi chiamano Amore!

Particelle di Luce disperse nelle Tenebre, questo noi siamo, e il filo che ci lega alla nostra origine è così labile! Non conosciamo il luogo da cui provenimmo, tanto il bozzolo avvolge il bruco al cui interno arde un residuo di fuoco divino!

O Signore Nascosto, che non appartieni alle cose transeunti, permettici di vedere oltre questo obbrobrio che ci soffoca senza fine, permettici di trovare la Via!

Come il seme è composto da un nòcciolo inattaccabile e da una parte esterna che si disfa, che marcisce, così siamo noi, tuoi figli in esilio! Possa un giorno il nostro vero essere liberarsi dal guscio corrotto ed emergere nella Terra dei Viventi, come angeliche farfalle!

Possa ogni aberrazione del passato svanire nell'oblio, possa essere presto visibile il cammino che ci guiderà nella Terra Incorruttibile, dove vivono in eterno i veri Amici di Dio!

Benedicite parcite nobis

In questi giorni a me sinistri e nebbiosi
in cui sono avvolto dalle tenebre ed ho affrontato la "conoscenza oscura" dell'emissario del  Malvagio Creatore, ringrazio l'amico Antares per  questa riflessione (preghiera), con la speranza di riuscire ad intravvedere un seppur piccolo raggio di luce.

Ave atque vale!
Mstatus 

postato da: mstatus alle ore 12:59 | link | commenti
categorie: preghiere, dualismo

Hak'tyl (liberazione...)

ABDSP_Arroyo_Tapiado_Chasm_CaveDopo questi giorni di riflessione, in cui non sono stato molto bene fisicamente, ma soprattutto moralmente, giorni in cui ho incontrato la "conoscenza oscura" e le tenebre hanno pervaso i miei pensieri, con domani, giovedì 6 dicembre, si riprende la normale programmazione su questo blog.

Ringrazio gli amici che mi sono stati accanto in questi giorni difficili, ed in particolare Antares che ha scritto la preghiera che qua riporto.

Buoni Uomini che dimorate nella Terra dei Viventi, lontani dalle atrocità del mondo materiale, fate in modo che un raggio di Luce giunga in questa tenebra abissale, in questo Ossop senza fondo. Fate in modo che il Dio dei Buoni Spiriti non dimentichi la nostra esistenza. Tenete lontani gli emissari del Malvagio Creatore da noi che rivolgiamo a voi i nostri pensieri, affinché possiamo trovare la strada per uscire dalla schiavitù che ci affligge.

Benedicite parcite nobis

Tal mal'tiak mal we'ia
Mstatus

postato da: mstatus alle ore 12:58 | link | commenti
categorie: preghiere, dualismo