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Blogger: antares666
Sono un esiliato, un Cavaliere Errante. Vago per impervie pietraie, nelle terre che gli Orchi chiamano Lugburz. Lontano dalla mia Dea adorata, privato del sole del mio Amore, percorro le più tenebrose contrade, ormai avvezzo al sospiro degli spettri...

Il mio nome si compone di due parti: una ha la sua origine nell'universo del Dio Nascosto, l'altra in quello del Creatore Malvagio. E' un geroglifico di ciò che sono: un angelo di fuoco imprigionato in un corpo demoniaco.


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mercoledì, 31 ottobre 2007

DIALOGO TRA GERARDO PROTOCATARO E L'ARCIVESCOVO ARIBERTO

Gerardo: "Rendo immense grazie a Dio Padre Onnipotente, al Figlio e allo Spirito Santo, perché voi tanto diligentemente procurate d’interrogarmi, e colui che dall’inizio vi conobbe nei lombi di Adamo, conceda che per lui viviate e per lui moriate, e che regnando con lui nei secoli dei secoli siate nella gloria. Vi farò sapere, qualunque sia l’animo con cui me lo chiediate, la mia vita e la fede dei miei fratelli. Lodiamo soprattutto la verginità; chi, invece, l’ha persa, può osservare la castità perpetua, col permesso del nostro superiore. Nessuno di noi ha rapporti intimi con la propria moglie, ma se la tiene amorosamente come madre o sorella. Non ci nutriamo mai di carne; preghiamo senza interruzione e digiuniamo continuamente; i nostri superiori, a turno, pregano sempre, giorno e notte, affinché non passi ora senza orazioni. Abbiamo ogni nostra proprietà in comune. Nessuno di noi finisce la vita senza tormenti, onde possiamo sfuggire i tormenti eterni. Crediamo e confessiamo il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo. Crediamo di poter essere legati o sciolti da coloro che hanno la potestà di legare e di sciogliere. Ci atteniamo al Vecchio Testamento e al Nuovo e ai Sacri Canoni, che leggiamo ogni giorno..."

Tutte queste cose diceva Gerardo, che a tutti i presenti apparivano grandi e terribili...

Ariberto: "Perché vi sposate se poi non procreate figli?"

Gerardo: "Se tutto il genere umano si congiungesse in modo da non sentire la corruzione, esso si riprodurrebbe senza coito, come le api."

Ariberto: "A chi spetta l’assoluzione dei vostri peccati? Agli apostoli, al vescovo o al sacerdote?"

Gerardo: "Abbiamo un papa, non quello romano, che ogni giorno visita i nostri fratelli dispersi per il mondo, e quando Dio ce lo concede, allora con somma devozione ci è donata l’assoluzione dei nostri peccati."

Ariberto: "La vostra vita in che modo finisce nei tormenti?"

Gerardo: "Se noi moriamo per le torture inflitte da uomini malvagi, siamo felici; se poi talvolta la morte viene secondo natura, chi ci è vicino, prima di esalare l’anima, in qualche modo ci uccide..."

postato da: antares666 alle ore 21:40 | link | commenti
categorie: documenti, catarismo, protocatari

Piemonte dualista

I PROTOCATARI DI MONFORTE

Erano passati poco più di vent'anni dalla morte di Leotardo di Vertus, suicida dopo una breve ma folgorante carriera iconoclasta a neanche un anno dalla sua illuminazione. L'Arcivescovo di Milano, Ariberto di Intimiano, non voleva credere ai rapporti che gli arrivavano da Alrico, Vescovo di Asti, tanto gli sembravano sconcertanti. Vi era un borgo del Piemonte, sito su un colle delle Langhe, in cui i feudatari e la popolazione avevano aderito a una nuova religione. Un fatto inconcepibile per i porporati, rappresentanti della normatività e incapaci di comprendere qualsiasi cosa esulasse dalla loro idea di universo gerarchico. Questo centro dell'eterodossia era Monforte (all'epoca scritto anche Monteforte), attualmente noto come Monforte d'Alba, in provincia di Cuneo. Il capo religioso di questa comunità si chiamava Gerardo, e la Contessa Berta lo proteggeva, ospitando lui e i suoi confratelli nel proprio castello.
 
Alcuni studiosi propongono un'interpretazione semplicistica dei fatti, affermando che il deleterio interesse di Ariberto di Intimiano verso le genti di Monforte fu dettato dal timore di perdere il controllo militare di una regione delle Langhe strategicamente importante per i suoi complessi rapporti con l'Impero. Sostengo invece un'ipotesi diversa: per comprendere gli eventi del XI secolo occorre innanzitutto pensare come un uomo di quegli anni tumultuosi. Ridurre tutto a moventi politici oggi comprensibili non giova alla Storia.

A causare la reazione dell'Arcivescovo di Milano fu soprattutto il terrore superstizioso di un profondo turbamento dell'ordine sociale, scaturito da una nuova visione del mondo. Gerardo di Monforte predicava il disprezzo dei beni materiali e del giuramento, riteneva vanità ogni forma di politica e di interesse nelle cose mondane. Se una simile idea si fosse sparsa tra le genti, il destino della società feudale sarebbe stato segnato. Questi santi uomini uscivano da ogni compromesso con la Chiesa di Roma e con le sue regole: rifiutavano come diabolico qualsiasi segno di religiosità esteriore.

Ciò che fece Ariberto è una chiara conferma di quanto affermo. Infatti non agì come i crociati avrebbero fatto a Béziers. Inviò contro i signori di Monforte potenti eserciti e nel 1028 ne espugnò il castello. Una volta vittorioso, non disse però "Ammazzateli tutti, Dio riconoscerà i suoi". Lo scopo era la cattura, non lo sterminio. Ordinò infatti la deportazione in massa dei Monfortini superstiti a Milano, dove li costrinse a inurbarsi in attesa di essere giudicati. Impiegò del tempo prima di decidersi ad emettere una condanna, e volle farlo solo dopo aver interrogato a lungo Gerardo sulla dottrina professata da lui e dai suoi seguaci. Senza bisogno di torture, Gerardo espose in dettaglio ciò in cui credeva, e la sua testimonianza fu messa per iscritto. Le fonti per la conoscenza di questo argomento sono Landolfo Seniore e Rodolfo Glabro, entrambi contemporanei ai fatti.

Questo conferma quanto già emerso narrando la vita di Leotardo: avendo inesperienza dell'Eresia, la Chiesa di Roma era a quell'epoca abbastanza garantista, e pensava di poter aver ragione delle opinioni avverse solo usando l'autorità delle Scritture.

Le credenze di Gerardo di Monforte mostrano un chiaro influsso del Bogomilismo, ma la natura della sua impalcatura teologica era quella tipica di un'eresia dotta. Non si trattava quindi del semplice emergere di individui suggestionati dalle parole di sconosciuti Fundaiti: all'origine di tutto vi erano una o più persone di cui sappiamo per certo soltanto che avevano dimestichezza con Platone e con Origene.

L'eccezionalità di questa esperienza religiosa sta nel fatto che non si trattava di pura e semplice speculazione filosofica, sterile e astratta, ma di un'idea rivoluzionaria ed affascinante, capace di far presa anche su un pubblico incolto.

I costumi dei Protocatari di Monforte erano tipici di una comunità dualista, ma erano in qualche modo portati all'estremo e praticati con un entusiasmo che un moderno riterrebbe fanatico. Oltre ad astenersi dalla carne, tutti vivevano in assoluta castità. Quelli che avevano contratto matrimonio non consumavano alcun rapporto. Tale era il ribrezzo che nutrivano per qualsiasi forma di sessualità, che sognavano uno stato di perfezione in cui gli esseri umani si sarebbero riprodotti in modo asessuato come le api. Non si sa bene se questa singolare caratteristica fosse una reminiscenza classica o un'innovazione dovuta a un singolo individuo. Si potrebbe pensare che Gerardo non alludesse a tempi che sarebbero giunti nel malvagio universo materiale, ma a quella che secoli dopo sarebbe stata nota ai Catari come Terra dei Viventi.

La cristologia mostrava forti somiglianze con quella dei Bogomili, con negazione dell'Incarnazione e della Passione. Anche la Trinità veniva respinta alla radice, al punto che Padre, Figlio e Spirito Santo erano ritenute semplici interpretazioni allegoriche. Non solo erano docetisti, ma arrivavano addirittura ad identificare Cristo con una proprietà di Dio. La vergine Maria era ritenuta una semplice allegoria della volontà di fare del bene, e quindi priva di una reale esistenza.

Anche l'Antico Testamento era accolto nel canone (cosa inconsueta), ma ogni parola era sottoposta a un'interpretazione simbolica. In questo si vede l'estrema evoluzione dell'allegoria biblica di Origene.

Una caratteristica che rendeva questi Protocatari simili ai Messaliani era la pratica della preghiera continua, alla quale veniva attribuito il potere di espellere i demoni che dominavano il corpo. Credevano fermamente che l'unico modo possibile per sfuggire alla dannazione eterna fosse una morte tra i tormenti. Era una forma violenta di Endura, chiamata Martyrium.  

L'organizzazione sacerdotale era semplice, dividendosi in due livelli. Il livello più basso corrispondeva ai credenti del Catarismo, mentre il livello più alto, quello dei Maggiorenti (Maiores), corrispondeva ai Perfetti. Anche le donne potevano essere consacrate Maggiorenti. Si fa poi riferimento alla misteriosa figura di una specie di Pontefice identificato con lo Spirito Santo, di cui però non si sa nulla: è ben possibile che si tratti di una figura allegorica. La morale pretesa era per tutti molto rigida. Mentre tra i Catari del XII-XIII secolo gli obblighi per i Credenti erano minimi, la comunità di Gerardo era interamente pervasa dal fervore.

Un altro elemento peculiare era la totale rinuncia alla proprietà privata: ogni bene era in comune. In questo si può quasi cogliere qualche eco della dottrina degli antichi Gnostici Carpocraziani, definiti da qualcuno comunisti ante litteram.

L'odio verso la vita era così totale da impressionare Ariberto da Intimiano. I suoi incubi erano funestati da visioni apocalittiche in cui gli insegnamenti dei Protocatari attecchivano in tutto il mondo. Gerardo di Monforte fece notare all'Arcivescovo che sono in pace con il mondo solo coloro che appartengono al mondo. Quando Ariberto si accorse che la predicazione eterodossa cominciava a diffondersi tra la popolazione di Milano, fu invaso dal terrore e si decise a una soluzione estrema: nel 1031 ordinò che tutti i Monfortini fossero bruciati vivi sul rogo. Fu allora eretta una grande croce, affinché i condannati che lo desiderassero potessero abbracciarla e abiurare la loro fede. Pochissimi si prostrarono davanti all'idolo accettando di adorarlo. Gerardo e la massima parte dei suoi seguaci accettarono con gioia ed eroismo l'agonia tra le fiamme fino a ridursi lentamente in cenere, certi di liberarsi attraverso tali strazi dalle atrocità dell'inferno materiale.

Il martirio dei Protocatari destò una grande impressione tra gli astanti: era iniziato qualcosa che l'Arcivescovo non poteva controllare. Il luogo dell'esecuzione fu in loro memoria chiamato Monforte dai milanesi, che ricordarono a lungo i fatti. Ancora oggi conserva il suo nome ed è noto come Corso Monforte. 

Per qualcuno il Carroccio inventato da Ariberto sarà anche un simbolo di libertà. Non per me.

postato da: antares666 alle ore 21:35 | link | commenti (3)
categorie: storia, catarismo, protocatari
domenica, 28 ottobre 2007

LA GNOSI DUALISTA DI FRONTE AL PROBLEMA INESTIRPABILE DEL MALE

Hieronymus Bosch 79 inferno

L’inferno della vita

e il suo demonio.

 

MANIFESTO DEL NUOVO

CATARISMO REDIVIVO

 

Dando uno sguardo anche fuggevole alla vita e al suo profondissimo mistero, non sfugge a nessuno che essa è inquadrata in un quadro infernale dal quale non si esce se non con la morte e il dolore lancinante, a fronte di rari momenti di apparente felicità che fungono da palliativo della sua tremenda e catastrofica drammaticità.

 

I Catari sono stati i primi a rendersi conto fin nei precordi di tale verità inequivocabile e agghiacciante e su questa presa di coscienza hanno cominciato ad indagare con enorme potenza intellettuale sui motivi veri di simile sinistra intuizione, giungendo a delle conclusioni semplicemente sconquassanti e dirompenti: il Dio del Male,  il Demonio, il Nemico, Satana…è all’origine di tutto questo sangue, di tutta questa tragedia, di tutte queste ingiustizie, di tutto questo pianto…del carcere della vita umana, del suo manicomio a cielo aperto…egli è il Responsabile numero uno di questa bieca esistenza inserita in un tunnel di rara oscurità dove la luce che si vede in fondo è soltanto un’illusione…un complotto per darci un po’ di speranza, per poi ucciderci a sangue freddo assai prima che ce ne accorgiamo.

 

La Chiesa del tempo ma anche quella di oggi (visto che ritengo che il catarismo è più vivo e vegeto che mai) ha guardato e guarda sempre con raro timore superstizioso alle credenze catare, le ritiene temibili e pericolosissime per il normale prosieguo dell’esistenza umana, in quanto vi vede l’annullamento e annichilimento del significato della creazione divina, la sua più radicale negazione, il suo più totale rifiuto…l’annientamento totale del concetto di un Dio Benefico e misericordioso che pone in essere le creature per soli fini di amore ed elevazione…in sostanza una sentenza in piena regola contro la vita stessa e il suo fondamento.

 

Eppure i Catari erano persone molto religiose, applicavano e seguivano i dettami di Cristo alla lettera, digiunavano, meditavano, entravano in estasi allorché la loro mente contemplava l’Ignota e Altissima Fonte dello Spirito del Bene Assoluto….si aiutavano l’un l’altro ed erano molto pii anche nel prestare soccorso agli indigenti, ai perseguitati, ai derelitti, ai poveri di spirito e di pane…pregavano con raro fervore e si perdonavano e perdonavano chiunque manifestasse un briciolo di coscienza, invogliando tutti e tutte alla fuoriuscita da questa prigione che è l’esistenza materiale, condannando l’attaccamento ai beni terreni, i soprusi e le ingiustizie, la tronfia superbia dei potenti ignari del fatto che la vita è solo un soffio…perché dunque ad un certo punto la Chiesa decide di passare all’azione, scatenando contro questa encomiabile organizzazione religiosa addirittura una crociata in piena regola che tanto sangue fece scorrere nei territori della Francia del sud?

 

 

E’ una domanda da far venire i brividi perché ci interroga in maniera severissima sul problema dei problemi: accettare l’esistenza con tutte le sue storture, vicissitudini, tribolazioni…con tutto il suo immane dolore, sacrificio e morte, oppure rifiutarla e rifondarla su altri fondamenti, a cominciare dal fondamento della credenza e dell’abbandono nelle mani di un Altro Dio, un Dio Sconosciuto che non viene pregato in nessuna Chiesa perché la sua esistenza deve rimanere un segreto, un tabù, un pericolo?

 

Porre dinanzi alla coscienza umana l’esistenza di un Altro Dio, un Dio non implicato nella creazione funerea di quel “Deus” al quale ci gloriamo di appartenere sconoscendone del tutto le terribili prerogative distruttive…questo è stato ed è il merito supremo dei Catari, il vero motivo del loro sanguinoso massacro…la spia che ci indica in maniera lampante in quale inferno viviamo e quale atroce destino aspetta tutti coloro che osano solamente pensare che esista un Altro Essere al quale rivolgere le nostre preghiere.

 

bosch13carryiUn concetto, un’idea talmente sconquassante che ovviamente la Chiesa “ufficiale” non poteva tollerare, in quanto veniva a scardinare il pilastro fondamentale sul quale è basata la sua ragion d’essere: la credenza “ortodossa” e la fede nella benignità della creazione, della natura in quanto derivazione dal Bene divino.

 

Ma che nella creazione ci sia ben poco di benigno è fin troppo facile da dimostrare: malattie, fame, carestie, guerre, terremoti ed inondazioni hanno da sempre afflitto la condizione umana fino alla disperazione…montagne di cadaveri hanno da sempre riempito la storia sin dai suoi primi vagiti, e persino la Bibbia ci dice che tutto cominciò con un peccato e poi con un omicidio, quello di Caino contro Abele…dunque niente di nuovo sotto il sole, il treno della vita cammina sempre sugli stessi binari insanguinati e non è mai nato nessuno in questa Terra che sia stato in grado di fermarne il motore impazzito e senza freni.

 

Solo nel secolo appena trascorso, per sorvolare sulle innumerevole carneficine del passato, si sono combattute due guerre mondiali che hanno fatto più di sessanta milioni di morti e se a queste sommiamo le innumerevoli guerre dimenticate e senza nome perché i giornali non se ne occupano se non molto saltuariamente, dovrebbesi concludere che le vittime sono state almeno il doppio, ad ogni modo si tratterebbe di una cifra che si aggirerebbe sicuramente attorno alle cento milioni di vittime, qualcosa che dimostra in maniera chiarissima a quale grado di follia e barbarie è giunto l’uomo nonostante abbia fatto progressi enormi in tutti i campi dello scibile umano.

 

Perché accade tutto questo, mi chiedo e chiedo ai lettori? Ma è semplice: l’uomo non ha mai dato ascolto alla sua coscienza, quella coscienza presente in ogni uomo ma che viene obnubilata dalle istanze demoniache presenti contemporaneamente in essa, non sente quella voce proveniente dal fondo della sua anima che lo spinge alla riflessione, all’umiltà, al perdono…..perchè evidentemente trova più allettante dare ascolto all’egoismo, alla superbia, al richiamo delle ricchezze ad ogni costo, anche a costo di passare sul cadavere del nostro prossimo.

 

E’ quindi evidente che se non sente questa voce angelica instillata in noi dall’Alto, qualche motivo oscuro deve pur esserci…..il predominio in sostanza dentro di noi di tutto quanto ci spinge al peccato e alla perdizione….l’inferno che nonostante tutto accettiamo e sopportiamo in quanto ritenuto erroneamente necessario, indispensabile alla nostra esistenza….la spia, la cartina di tornasole che dimostra in modo inconfondibile che esistono due distinte divinità a cui le due “diverse” coscienze in noi fanno capo, perché non è possibile pensare assolutamente che una stessa Divinità sia all’origine del Bene e del Male, sarebbe come ammettere che un uomo sia contemporaneamente savio e folle, buono e cattivo….la qualcosa accade non di rado….ma allora, essendo questa un’assurdità logica marchiana, ne deriva o che tale Divinità non è quel Dio in cui crediamo ciecamente senza averne la più pallida idea di che cosa sia, oppure più semplicemente che esistano due distinte e separate Divinità che combattono fuori e dentro il nostro Spirito in maniera acerrima e fino all’ultimo sangue.

 

I Catari parteggiavano per la seconda ipotesi, la più semplice ed elementare, ma nonostante ritengo fossero nel giusto, molti teologi la combatterono armati di una apparente prorompente cultura religiosa, pensando di poterla facilmente smontare specialmente con l’idea che se davvero esistessero due diverse Divinità verrebbe a cadere il concetto fondamentale dell’Onnipotenza di Dio, in quanto per la filosofia teologica è l’attributo “necessario” per antonomasia perché possa definirsi tale. Ma allora non si capisce perché l’Onnipotenza non riesce da sempre a sradicare tutti i mali di cui abbiamo parlato.

 

boschCome ben si vede siamo dinanzi a problematiche molto astruse, complicate ancor più dall’idea catara dell’endura, la più radicale negazione della vita, una sorta di suicidio per inedia con il quale atto il “prescelto” dimostrava, in maniera tale che non esistessero più dubbi sulla sua Fede nell’Altro Dio Sconosciuto alle masse, che la vita, poiché fondata sul dolore e la morte da ricondurre al Creatore malvagio, deve essere abbattuta assai prima che ci faccia perdere la salvezza del nostro Spirito Immacolato insito in noi ma ricoperto dal lerciume dell’esistenza impastata dall’inferno in cui è inserita.

 

E’ una prassi che può sembrare terribile e ritengo difficilmente applicabile per il timore che i casi di suicidio potrebbero aumentare in modo catastrofico fino alla prospettazione dell’estinzione della vita umana sulla Terra. Ma, a onor del vero, deve essere precisato che i Catari si guardavano bene dal consigliarla a tutti, del resto erano un’organizzazione in un certo senso esoterica che manteneva due livelli al suo interno: un livello essoterico, meno addentro alle profonde credenze catare, riguardante le masse di fedeli anche sposati che potevano seguire i loro discorsi e decidere liberamente se continuare ad approfondire le loro idee oppure crearsi una famiglia e vivere da laici, e uno appunto esoterico, più oscuro e profondo, riguardante i pochi eletti che avevano superarto tutte le prove più difficili e si erano resi conto dell’indispensabilità di tagliare tutti i ponti con questa vita.

 

Non credo dunque che i Catari possano essere accusati di essere contro il matrimonio e la continuazione della specie (quest’accusa fa parte del complotto teso a perderli), il loro scopo era soltanto quello di insistere sul carattere demoniaco dell’esistenza e quindi farne prendere coscienza agli uomini in maniera tale che poi decidessero autonomamente che fare. Certo, l’ostilità catara verso tale pratica era assoluta, principio fondante e irrinunciabile del catarismo, ad ogni modo non si può dire che essi volessero imporlo con la forza, doveva essere il risultato dell’emancipazione dalle catene materiali che ci impediscono di vedere la luce in fondo al tunnel infernale della vita umana.

 

Sono convinto peraltro che l’Endura venisse prescritta solo in casi estremi, allorchè ad esempio non ci fossero più speranze di guarigione nel caso di malattie inguaribili oppure se un cataro, il più delle volte celibe, decideva in piena libertà di abbandonare questa vita…..in verità il fine principale dei Catari era invogliare le masse affamate di pura religiosità a combattere dentro di loro l’ipocrisia, l’ignoranza, la fede in un Dio che per loro non era il vero Dio, in sostanza la falsità della religione dominante infarcita di dogmi incomprensibili e scevra di qualunque spiritualità vera…qui sta davvero il nocciolo della questione….l’annientamento delle regole di questa vita e la sua rifondazione su altri pilastri che mettessero in primo piano quella fiammella spirituale che noi facciamo di tutto per spegnere…una predicazione che toglieva ovviamente potere alla Chiesa di Roma che naturalmente passò al contrattacco in maniera furibonda perché si rendeva conto che tali messaggi le toglievano la terra sotto i piedi.

 

Ma è possibile che la vita sia fondata solo sullo Spirito, respingendo quella materialità che nonostante tutto è ineliminabile dalla nostra vita e dalla quale siamo tenuti in un certo senso prigionieri?

 

Questo è un altro e forse il più oscuro quesito in relazione ai Catari.

 

Peraltro, se davvero, come essi pensavano, l’inferno della vita è diretto dal Dio del Male, Satana il Diavolo, come fare per svincolarci dalla sua presa asfissiante? Non è un atto praticamente impossibile? Non penso….i Catari sono la dimostrazione storica che ciò è fattibile…..se davvero esiste un altro Dio fonte di ogni Bene, perché non si è mai provveduto ad esempio a costruirgli una Chiesa, un luogo sacro in cui pregarlo di aiutarci in questa terribile impresa?

 

bosch-calvarioEcco, è qui forse che vengono toccati i nervi più nascosti delle motivazioni che spinsero la Chiesa di Roma allo sradicamento del Catarismo, il suo volere ad ogni costo fondare un'altra Chiesa, la Chiesa del Cristo vero che ci interroga da sempre sul nostro tradimento del suo messaggio eterno….il messaggio dell’Amore, dell’Umiltà e della Misericordia verso una umanità caduta nella perdizione infernale dell’esistenza.

 

Quest’ultima asserzione ci fa capire infine il carattere eminentemente politico e terreno della Chiesa a cui pensiamo di appartenere….il suo allearsi con le Potestà temporali per poter proseguire indisturbata nel suo cammino “ambivalente”, da un lato il misticismo e dall’altro il coinvolgimento negli ingranaggi malefici dell’esistenza, da un lato la preghiera e dall’altro la perfidia, l’ipocrisia, la ricerca del potere, del predominio sulle coscienze, l’annientamento di Cristo spacciato per cristianesimo….la credenza in sostanza in un Creatore appunto anch’Egli ambivalente che fonda la sua pretesa onnipotenza sul giorno e la notte, la vita e la morte, la salute e il dolore, la pace e la guerra, l’amore e l’odio, la fugace felicità e la disperazione….ambivalenza ritengo indegna di un Dio che non voglia vedere le lacrime delle sue creature….specialmente quelle di bambini innocenti che sono le prime vittime di questo sistema di cose che si chiama realtà, realtà d’inferno e demoniaca.

 

Saluti

Vipom

 

 

Il caro amico Antares666 ha aggiunto una sua bellissima e penetrante riflessione in merito all’articolo che precede, una riflessione che ha il raro potere di rendere il mio scritto ancor più incisivo di quanto non appaia ad un primo esame.

 

E’ necessario quindi proporla ai lettori affinchè si facciano un’idea la più completa possibile sulle tematiche affrontate. Eccola:

 

Se si osserva la Natura nella sua azione istante per istante, senza gli occhi velati dal pregiudizio, vi si scopre un giardino di perversioni e di atrocità. Ogni minimo dettaglio rivela scenari sconvolgenti. La spinta all'accoppiamento prevarica ogni altra considerazione: è una forza cieca e brutale il cui scopo è la conservazione e la trasmissione indefinita della poltiglia vivente che incrosta il pianeta. Questo impulso è connaturato con la violenza fino al punto da confondersi con essa nella sua ontologia.

 

Chi versa il suo seme in una matrice procreativa, è portato anche a versare sangue e a uccidere pur di generare una prole e farla sopravvivere. Chi accoglie il seme e lo fa germinare in sé, è portato a stroncare la vita che pensa compromettere la continuità della specie. Si nota così che le gatte uccidono i gattini, le femmine delle iene e dei licaoni divorano i propri cuccioli, i maschi dominanti dei leoni fanno strage della progenie degli sconfitti, lacerandola senza alcuna pietà. Anche l'animale che la scienza darwinista reputa a noi più simile, lo scimpanzé, non esita a sgranocchiare i propri piccoli. Le orche straziano i leoni marini palleggiandoli giulivamente anche quando sono ormai carcasse senza vita. E cosa dire di certe specie di pesci abissali, la cui femmina è lunga un metro e il cui maschio è ridotto a un minuscolo parassita incistato appena sopra la cloaca?

 

Ovunque è predazione, ovunque è terrore, ovunque si vede solo lo scatenarsi di tempeste primordiali di nauseabonda intensità.

 

Lo scienziato meccanicista è cieco di fronte a questi orrori, non può capire la portata della schiavitù biologica. Per lui tutto è materia e tutto è prodotto dall'azione implacabile di leggi che riducono ogni essere a un orologio che si muove per inerzia. Così ogni aberrazione altro non sarebbe se non una "strategia riproduttiva" o un "gioco fine allo sviluppo dell'istinto di caccia". Gelidi dogmi cartesiani che non reggono però di fronte a una fossa comune.

 

Eppure l'essere umano è capace anche di gesti quasi incredibili di eroismo, di abnegazione e di amore per il suo prossimo. Ha sviluppato un grande spirito di Conoscenza, ha elaborato sistemi filosofici. In un'alchimia paradossale in cui la disumanità convive con gli aneliti più elevati, il genere umano è evidentemente di natura composita. Ciò che spinge a rischiare di morire per salvare un amico che sta affogando non può in alcun modo avere la stessa origine del fumo diabolico che spinge a uccidere i propri stessi figli.

 

Hieronymus BoschCome lo Spirito e il letame non possono essere nati dallo stesso identico atto creativo, così si dimostra senza possibilità di errore che la nostra autocoscienza non ha le sue origini nella genetica che fomenta le peggiori mostruosità.

 

Esiste quindi un Creatore Malvagio, responsabile di tutti i mali e della nostra prigionia.

 

Saluti

Antares666

 
postato da: vipom alle ore 09:47 | link | commenti (4)
categorie: teologia, gnosi, ontologia, catarismo
sabato, 27 ottobre 2007

L'Inizio

LA STORIA DI LEOTARDO PROTOCATARO

Leotardo era un umile contadino nativo del villaggio rurale di Vertus, nella Diocesi di Châlons-sur-Marne, nella regione della Champagne. Si narra che un giorno dell'Anno del Signore 1004, arando un campo, ruppe un nido di vespe terranee che lo aggredirono iniettandogli in corpo una gran quantità di veleno. A seguito di questa intossicazione, Leotardo giacque febbricitante e fece uno strano sogno denso di premonizioni. Al suo risveglio era cambiato. Per prima cosa iniziò a prendere la moglie a pugni e a calci, cacciandola di casa e chiamandola prostituta. Quindi si recò in chiesa e spezzò pubblicamente il crocefisso, definendolo un odioso idolo. All'inizio i suoi compaesani ritennero che fosse impazzito per il dolore, e che l'aggressione degli insetti gli avesse obnubilato il senno. Presto però si resero conto che le sue parole avevano una grandezza che mancava ai sermoni dei preti. Iniziò così la sua predicazione, che gli assicurò un certo seguito di gente di bassa estrazione sociale. Cominciò a sostenere che l'Antico Testamento è malvagio, che ogni forma di rapporto sessuale è un'abominazione da evitare e che il matrimonio è un peccato mortale. 

Il vescovo di Châlons, Gebuino, non dormiva sonni tranquilli, e vedeva la posizione della Chiesa di Roma minacciata dalle potenzialità rivoluzionarie del nuovo movimento. Soprattutto ad inquietarlo era il fatto che sempre più persone si infiammavano dalle prediche di Leotardo contro la corruzione del clero, e si rifiutavano di pagare le decime. All'epoca non c'era stato ancora un significativo emergere di idee eterodosse nell'Occidente cristiano. La strategia del vescovo fu così priva della sistematica ferocia che presto sarebbe stata adottata in tutto l'Occidente: si limitò a convocare il predicatore e a interrogarlo senza alcuna coercizione fisica. Ebbe luogo il confronto dell'eretico con i Dottori. Con la sua erudizione, non fu difficile al porporato mettere a nudo forti incoerenze nelle idee rudimentali del povero contadino privo di istruizione. Nel contraddittorio pubblico furono usate le armi di una satira spietata, deridendo Leotardo, che fu prontamente abbandonato dai suoi seguaci. Tale fu la vergogna, che il contadino si vide il mondo crollare addosso e decise di suicidarsi: si gettò in un pozzo profondo e per la caduta morì. 

Gli accademici, rigidi nelle loro posizioni, spesso non arrivano a dedurre importanti conclusioni a partire da precisi indizi. Classificano questo episodio come isolato, e si limitano a supporre che nei distretti della Francia settentrionale ebbe luogo una timida influenza del Bogomilismo, la religione dualista all'epoca molto diffusa in Bulgaria. Non si arrischiano oltre: non sanno né vogliono precisare la natura di questa influenza e attraverso quali  percorsi si infiltrò nella Champagne. I Perfetti Bogomili, chiamati anche Theotokoi, avevano un ulteriore epiteto che caratterizzava la loro vita: Fundaiti, ossia Portatori di Bisaccia. Già sul finire del X secolo essi percorrevano le contrade dell'Occidente portando il Verbo del Dualismo Anticosmico. Durante i loro viaggi si assimilavano agli usi locali, imparavano la lingua locale alla perfezione e trasmettevano idee di persona in persona. Pian piano queste idee venivano accolte e germogliavano. Quando un fundaita invecchiava nel corso delle sue eroiche peregrinazioni, trasmetteva la sua missione a giovani adepti, che a loro volta la passavano alle nuove generazioni, fino a far fiorire l'Europa di santi i cui nomi sono stati spesso dimenticati, ma il cui fulgore permise il successivo sviluppo delle Chiese Catare. 

Errano molti studiosi sottovalutando la figura dello sfortunato Leotardo: si vede in modo chiaro come in lui fossero già presenti tutti i tratti distintivi di un Catarismo in fase di definizione. L'accaduto dovette lasciare una traccia profonda tra le genti della regione. I Fundaiti che vennero a conoscenza del suicidio nel pozzo impararono dai propri errori, e da allora si prodigarono di propagandare una vasta erudizione biblica e teologica, in modo da permettere ai credenti di rispondere a tono agli argomenti dei chierici della Chiesa di Roma. Se Leotardo fece il passo più lungo della gamba, coloro che gli succedettero non poterono essere confusi dai sofismi, e gettarono nel panico più di un vescovo dimostrando di saperne di più di ogni universitario. Nel giro di pochi decenni la Champagne era piena di nuclei eterodossi di persone che negavano l'Incarnazione, ma seguivano nudi il Cristo nudo con adamantina coerenza. Uomini e donne abbandonavano le famiglie e vivevano in comune senza avere rapporti fisici, astenendosi dal consumo di carne e di ogni alimento nato dal coito, rinunciando ai sacramenti dei preti e all'idolatria, e praticando il Battesimo di Spirito tramite l'imposizione delle mani. 

Nella dissoluzione di una vecchia società, una nuova borghesia stava sorgendo, e a causa di questi moti fu sempre più evidente lo sradicamento di intere masse contadine afflitte da interminabili carestie. La penuria alimentare del volgo si contrapponeva agli scandalosi, sfrontati lussi dei prelati. Il marasma contribuì alla creazione di intricate reti di contatti apostolici, consolidando il passaggio delle dottrine da una regione all'altra a seguito di lunghi viaggi. Territori immensi divennero terra di missione. Le idee anticosmiche trovarono terreno fertile: iniziarono a diffondersi tra i neonati ceti borghesi, tra i cavalieri erranti e persino tra i nobili. Una situazione per molti versi affine a quella attuale, con la Rete che permette alle idee di crescere...

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categorie: iconoclastia, catarismo, bogomilismo, protocatari
venerdì, 26 ottobre 2007

Vescovati Catari e diffusione del Catarismo in Europa
postato da: antares666 alle ore 15:06 | link | commenti
categorie: geografia, catarismo

Chiese Catare dell'Occitania
postato da: antares666 alle ore 15:02 | link | commenti
categorie: geografia, catarismo
giovedì, 25 ottobre 2007

Francesco Forgione: un immenso inganno o la certezza di molti denari?

Padre Pio stigmate: il grande inganno?[Riti e rituali] Nel pomeriggio stavo ascoltando la diretta dal Senato della Repubblica su Radio Radicale, e due cose mi hanno colpito, il Presidente di turno Calderoli ad un certo punto dice non giocate coi voti (pianisti), altrimenti finite all'inferno; e per un emendamento relativo all'8 per mille il fatto che ci sia accorti che non sia possibile effettuare una modifica se non di comune accordo con la controparte (Vaticano), oppure con Legge costituzionale! Mi sono piaciute le scuse del Presidente della Commissione incaricata, Senatore Morando, che dichiara di aver sbagliato. Siamo messi bene: tornino a scuola, lo sapevo io che è necessaria una certa procedura, e loro se ne accorgono solo quando devono votare e ritirano l'emendamento per inammissibilità!

In questi giorni si parla spesso, anche in modo polemico, di Francesco Forgione meglio noto come Santo Padre Pio da Pietrelcina.
 
La storia delle stigmate sarebbe alquanto dubbia: risulterebbe che il frate fece acquistare nel 1919 dell'acido fenico, una sostanza idonea per ottenere piaghe alle mani, come si è appreso dall'articolo sul Corriere Padre Pio, il giallo delle stigmateNon entro nel merito della vicenda, ma comunque la storia già "puzzava" prima, ed ora ancora di più! Posso presumere che attorno all'intera vicenda mistica del frate Francesco Forgione siano girati un sacco di quattrini, per cui quanto scritto da Deschner nel suo libro la Storia criminale del cristianesimo in particolare "solo interessi economici si celano dietro i culti alle persone e ai luoghi di pellegrinaggio, al culto delle reliquie e dei miracoli" è piuttosto verosimile!

Da un articolo del corriere (Giovanni XXIII annotava: «I suoi rapporti scorretti con le fedeli fanno un disastro di anime») apprendo: "«Disastro di anime». «Immenso inganno ». Una delle «tentazioni» con cui il Signore ci mette alla prova. Espressioni durissime. Che però non si riferiscono alla complessa questione delle stigmate, su cui si sono concentrate le prime reazioni al saggio di Luzzatto, «Padre Pio. Miracoli e politica nell’Italia del Novecento», in uscita la prossima settimana da Einaudi. All’inizio dell’estate 1960, Papa Giovanni è appena stato informato da monsignor Pietro Parente, assessore del Sant’Uffizio, del contenuto delle bobine registrate a San Giovanni Rotondo. Da mesi Roncalli assume informazioni sulla cerchia delle donne intorno a Padre Pio, si è appuntato i nomi di «tre fedelissime: Cleonilde Morcaldi, Tina Bellone e Olga Ieci», più una misteriosa contessa che induce il Pontefice a chiedere se il suo sia «un vero titolo oppure un nomignolo». Nel sospetto—cui il Papa presta fede—che la devozione delle donne nei confronti del cappuccino non sia soltanto spirituale, Roncalli vede la conferma di un giudizio che aveva formulato con decenni di anticipo". Tutti fatti più o meno noti, ma che comunque non hanno intaccato la credibilità del frate nei confronti dei fedeli, che è stato canonizzato nel 2002 dal Papa polacco! Una curiosità San Pio da Pietrelcina (Francesco Forgione) si ricorda il 23 settembre come riportato dall'Enciclopedia dei Santi Beati e Testimoni.

Il caso di un personaggio abbastanza dubbio è quello di San Cirillo d'Alessandria, Vescovo e dottore della Chiesa, che oltre a vari misfatti nei confronti degli Ebrei, fu di fatto il mandante dell'assassinio della filosofa Ipazia, eppure è SantoDottore della Chiesa!

Antares dice: "Non si discorrerà mai abbastanza su falsi santi e impostori che pretendono di avere un rapporto privilegiato con Dio. Essi fanno leva sulle menti dei semplici, e simulando prodigi inducono nel credulone il terrore del soprannaturale. Diffondono l'idolatria, spingono la gente a credere che Dio possa essere contenuto in una pisside o che si manifesti con flussi di sangue e di lacrime. Se è impuro e indegno credere che un manufatto umano possa avere alcunché di divino, lo è molto di più indurre questa credenza nelle genti. Esistono diversi nomi per descrivere una simile intenzione, e tra questi ne spicca uno: DISONESTA'.

Anche ammettendo che Cristo possa aver patito nella carne, un qualsiasi uomo di cultura sa come i Romani applicavano il supplizio della croce: conficcavano i chiodi non già nelle mani, ma nei polsi. Si possono così smascherare moltissimi impostori con le caratteristiche stigmate. Oltre al fenico Padre Pio, si può menzionare Teresa Neumann, una stigmatizzata bavarese che usava abbondante sangue di pollo facendo credere agli sprovveduti di emanarlo dal suo corpo patendo assieme a Gesù durante l'estasi.

Cose simili non sono una novità. Per governare con pugno di acciaio, la Chiesa di Roma ha fatto spesso uso della mistificazione e ha saputo sfruttare le occasioni che le si offrivano. Molti ecclesiastici usano prudenza e cautela nel giudicare dei miracoli - e questo va a loro merito - ma ne esistono moltissimi che sostengono attivamente una fede crassa e feticista. Ad esempio il miracolo di Bolsena fu architettato per allontanare gli incolti dalle dottrine docetiste dei Catari. Un calcolo politico.

O il miracolo è imbroglio e frode, e da condannare in modo severissimo è l'ingannatore, oppure è illusione e opera diabolica. Di certo appartengono alla prima categoria il santo veratrinico e gli idoli mariani sporchi di sangue umano maschile. Invece di ispirarsi ai suoi uomini più retti ed equilibrati, come Claudio di Torino, la Chiesa Romana ha abbandonato intere masse a un'esiziale ignoranza, schiacciandone in tutti i modi il pensiero per impedire che questo divenisse eretico. Invece di mettere in guardia i credenti dai rischi di abbandono a personalità istrioniche dagli immensi squilibri psichici e spirituali, i porporati hanno tollerato che regnasse un clima di orrida fermentazione e di fanatismo scellerato.

La squallida vicenda delle piaghe all'acido fenico mette in luce un altro punto critico: l'infallibilità che il Pontefice pretende di avere. Può un truffatore che è stato fatto santo essere considerato santo da un cattolico? Io dico di NO. Una volta capita l'origine dei miasmi venefici spacciati per odore di santità, la stessa Chiesa di Roma ha il dovere di ammettere il suo errore e di abolire l'iniquo culto del falso santo". 

La cattiva vita del prelato nuoce al credente e al sacro.
Dogma 41 della Chiesa Catara di Bagnolo San Vito
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Saluti
Antares

mercedes 1959Tra le tante notizie sul frate Francesco Forgione, una in particolare è piuttosto curiosa, la Mercedes appartenuta a Padre Pio sarà venduta all'asta a partire da 1 milione di euro! Da Repubblica: "La macchina sarà battuta all'asta da Coys a fine ottobre nell'ambito del gigantesco salone riservato alle auto d'epoca organizzato a Padova. E, ovviamente, ha una storia molto particolare: fu regalata a Padre Pio da una famiglia immensamente grata per un miracolo ricevuto". Idolatria oppure simonia? Una macchina in cambio di un miracolo....

Una bella vicenda ingarbugliata! Di certo c'è solo la gran massa di denaro che circola attorno al culto di San Padre Pio.

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Saluti
Mstatus 

postato da: mstatus alle ore 22:14 | link | commenti
categorie: cultura, idolatria
mercoledì, 24 ottobre 2007

Il Cardinal Tarcisio bertone, Segretario di Stato Vaticano, ha parlato!

Massacre_saint_barthelemy[Mstatus] Il segretario di Stato del Vaticano e Camerlengo di Santa Romana Chiesa (un pezzo grosso), Cardinal Tarcisio Bertone, ha parlato! L'ho visto e sentito pure poco fa, al TG5, mentre con enfasi criticava la campagna "Homosexual" della Regione Toscana. Il Cardinal Tarcisio Bertone, è intervenuto, in particolare, in merito ai problemi delle famiglie e della povertà, ovvero sui molti che hanno poco e che stentano ad arrivare a fine mese oppure che non ci arrivano proprio, con l'incubo dell'inizio del mese successivo! Da quello che osservo  mi pare che, in Vaticano, piuttosto che esistenza dignitosa, si possa parlare di esistenza nel lusso e nell'opulenza, per non dire nella crapula. Per cui che il Cardinal Bertone, e le gerachie ecclesiastiche con la pancia ben piena, parlino dei molti che hanno poco, mi suona un tantino ipocrita, sullo stile del Presidente operaio del Nano di Arcore, oppure del Mortadella o degli altri preti mancati del nuovo Partito Democristiano! Attenti, però, se i molti che hanno poco prendono coscienza, per gli altri sono volatili acidi....
 
Il Cardinal Bertone dice che bisogna intervenire:  «sulla famiglia, sulle politiche in favore dei figli, sulla possibilità del lavoro per i giovani, insomma le cose che ha detto il Papa a Napoli. Certo c'è il problema delle risorse, un problema grandissimo che non riguarda solo l'Italia» e «Mi auguro che le promesse vengano mantenute e che governo e Parlamento capiscano che è un problema grandissimo». Parole degne di lode!  Dei molti che hanno poco non frega un cazzo a nessuno, sia ai politici, che agli uomini di Chiesa! Che gli frega al Mortadella, al Nano, ai preti mancati nel Partito Democristiano, ed ai preti di turno veri dei "disgraziati"? Loro mangiano, bevono e conducono un'esistenza nella crapula, e con la pancia piena è facile pontificare puntando il dito e facendo la morale agli altri! Anche se poi all'interno della Chiesa di Roma vi è un proliferare di preti pedofili, preti maniaci, preti simoniaci, preti sporcaccioni, e di preti coinvolti in mille e oltre porcherie!

La scuola è allo sfascio totale sia a livello morale che materiale, ma il Cardinal Tarcisio Bertone punta il dito contro chi critica l'ora di religione, dicendo: «Finiamola con questa storia dei finanziamenti alla Chiesa: l’apertura alla fede in Dio porta solo frutti a favore della società» e «C’è un quotidiano  che ogni settimana deve tirare fuori iniziative di questo genere. L’ora di religione è sacrosanta». Più volte ho scritto della totale inutilità pratica della divinità (non serve a nulla), per cui che la fede in Dio porti frutti a favore della società è alquanto discutibile! Soprattutto per chi ritiene, come l'amico Cataro Antares, e come inizio a ritenere io, che tutte le cose di questo mondo siano opera del Creatore Malvagio, del quale la Chiesa di Roma sarebbe la principale rappresentante terrena, ovvero il Male assoluto!

In merito alla procreazione a tutti i costi con pesanti manipolazioni etiche, il Cardinale, riportando la posizione della fondamentalista CEI, aggiunge: «Un figlio si desidera e si accoglie, non è una cosa su cui esercitare una sorta di diritto di generazione e proprietà. Ne siamo convinti, pur sapendo quanto sia motivo di sofferenza la scoperta, da parte di una coppia, di non poter coronare la grande aspirazione di generare figli». Come la mettiamo con i vari figli dei chierici? Vi è stata manipolazione etica e mentale, oppure semplice copula con qualche fedele femmina desiderosa di ricevere il satanico bastone clericale dentro le sue carni?

Il cardinale, vista poi, la terribile e satanica propaganda della Regione Toscana che ritrae il neonato con la scritta al polso "Homosexual" (Homosex si nasce: l'orientamento sessuale non è una scelta), sbotta: «Non è il caso di arrivare a fare uno spot di quel genere e arrivare a questo punto». D'altronde il suo pensiero è corretto, dato che in certi ambienti fondamentalisti cattolici si parla di malattia per l'omosessualità, dalla quale si può guarire con Rosari, preghiere, cilicio, e massime del Santo Escrivà, come accadde nel caso dell'omosessuale esorcizzato e guarito Luca di Tolve!

Antares in Adversus Bertonium dice: "I figli sono una grande ricchezza per chi si occupa di gestire questo allevamento intensivo di poveri umani sofferenti. Infatti non c'è paese che non sia dilaniato da terribili piaghe, non c'è un solo angolo della terra in cui regni la pace. E' sotto gli occhi di tutti: dove nascono tanti figli imperversano pestilenze, carestie e guerre, e moltissime vite sono prodotte solo per essere gettate nei campi del massacro. Nessuno si ricorda dei bambini di strada uccisi in Brasile in occasione di una visita papale? Prima li hanno generati per far piacere alla Chiesa di Roma, poi li hanno abbattuti come bestie.

La falsità delle parole del porporato dovrebbe essere palese già ad una prima analisi. «I figli sono una grande ricchezza per ogni Paese: dal loro numero e dall'amore e dalle attenzioni che ricevono dalla famiglia e dalle istituzioni emerge quanto un Paese creda nel futuro.» Detto nell'Era Apocalittica, credere nel futuro è una beffa. Proprio la mentalità della procreazione senza limiti ha contaminato il pianeta senza possibilità di rimedio, abbassando il genere umano al livello delle locuste, dei bruchi e dei grilli. Chi disse "andate e moltiplicatevi" è l'Ombra della Locusta.

«Chi non è aperto alla vita non ha speranza», tuona il cardinale. In passato questo era senz'altro vero: ci pensava l'Inquisizione a scovare e a bruciare sul rogo chiunque non credesse nella "vita" di cui parla la Chiesa di Roma. Ora simili azioni non sono più possibili, ma si può cogliere nella frase il sardonico ghigno di chi ammassa fascine per il futuro.

«La civiltà di un popolo si misura dalla sua capacità di servire la vita, dai suoi esordi all'epilogo.» Abbiamo visto un bell'esempio di come sia stata servita la vita a Béziers. Sono fiero di non essere civile. I malvagi alterano le parole, chiamano Buono il loro Dio e malvagio quello dei Giusti. "Vita" è evidentemente il nome che ora danno a Moloch.

In un solo recesso del pianeta regna la prosperità senza che alcuna ombra la turbi: nei palazzi dell'occulto potere dove la pretaglia gavazza alle spalle di chi non ha garantito alcun futuro. Il digiuno dei preti vale come il digiuno dei lupi. Parlano tanto di povertà, e con parole false e perverse si dicono interessati al nostro sostentamento, ma l'unica cosa che interessi loro è far sì che il dolore universale non sia mai spento". Saluti Antares

«Mi auguro che le promesse vengano mantenute e che governo e Parlamento capiscano che è un problema grandissimo». Chissà perchè mi ricorda la cosiddetta "Benedizione del Pievano Arlotto!"...

Riti e Rituali: Articoli di Mstatus
Riti e Rituali: Articoli di Antares

Saluti
Mstatus 

postato da: mstatus alle ore 21:05 | link | commenti
categorie: cultura, apocalisse, polemistica
martedì, 23 ottobre 2007

Argomenti in favore dell'iconoclasmo

LETTERA DI CLAUDIO DI TORINO SUL CULTO DELLE IMMAGINI

Pubblico un estratto dalla voluminosa opera del vescovo iconoclasta Claudio di Torino. Per chi volesse leggere il testo originale, il titolo è Apologeticum atque rescriptum Claudii episcopi adversus Theutmirum abbatem, in Patrologia latina.

Mi scrivi che sei turbato alla voce sparsasi per l'Italia, per tutta la Gallia e persino in Spagna, che io abbia formata una nuova setta contro la fede cattolica. Ma è una calunnia, e non fa meraviglia che i