I Catari sono stati i primi a rendersi conto fin nei precordi di tale verità inequivocabile e agghiacciante e su questa presa di coscienza hanno cominciato ad indagare con enorme potenza intellettuale sui motivi veri di simile sinistra intuizione, giungendo a delle conclusioni semplicemente sconquassanti e dirompenti: il Dio del Male, il Demonio, il Nemico, Satana…è all’origine di tutto questo sangue, di tutta questa tragedia, di tutte queste ingiustizie, di tutto questo pianto…del carcere della vita umana, del suo manicomio a cielo aperto…egli è il Responsabile numero uno di questa bieca esistenza inserita in un tunnel di rara oscurità dove la luce che si vede in fondo è soltanto un’illusione…un complotto per darci un po’ di speranza, per poi ucciderci a sangue freddo assai prima che ce ne accorgiamo.
La Chiesa del tempo ma anche quella di oggi (visto che ritengo che il catarismo è più vivo e vegeto che mai) ha guardato e guarda sempre con raro timore superstizioso alle credenze catare, le ritiene temibili e pericolosissime per il normale prosieguo dell’esistenza umana, in quanto vi vede l’annullamento e annichilimento del significato della creazione divina, la sua più radicale negazione, il suo più totale rifiuto…l’annientamento totale del concetto di un Dio Benefico e misericordioso che pone in essere le creature per soli fini di amore ed elevazione…in sostanza una sentenza in piena regola contro la vita stessa e il suo fondamento.
Eppure i Catari erano persone molto religiose, applicavano e seguivano i dettami di Cristo alla lettera, digiunavano, meditavano, entravano in estasi allorché la loro mente contemplava l’Ignota e Altissima Fonte dello Spirito del Bene Assoluto….si aiutavano l’un l’altro ed erano molto pii anche nel prestare soccorso agli indigenti, ai perseguitati, ai derelitti, ai poveri di spirito e di pane…pregavano con raro fervore e si perdonavano e perdonavano chiunque manifestasse un briciolo di coscienza, invogliando tutti e tutte alla fuoriuscita da questa prigione che è l’esistenza materiale, condannando l’attaccamento ai beni terreni, i soprusi e le ingiustizie, la tronfia superbia dei potenti ignari del fatto che la vita è solo un soffio…perché dunque ad un certo punto la Chiesa decide di passare all’azione, scatenando contro questa encomiabile organizzazione religiosa addirittura una crociata in piena regola che tanto sangue fece scorrere nei territori della Francia del sud?
E’ una domanda da far venire i brividi perché ci interroga in maniera severissima sul problema dei problemi: accettare l’esistenza con tutte le sue storture, vicissitudini, tribolazioni…con tutto il suo immane dolore, sacrificio e morte, oppure rifiutarla e rifondarla su altri fondamenti, a cominciare dal fondamento della credenza e dell’abbandono nelle mani di un Altro Dio, un Dio Sconosciuto che non viene pregato in nessuna Chiesa perché la sua esistenza deve rimanere un segreto, un tabù, un pericolo?
Porre dinanzi alla coscienza umana l’esistenza di un Altro Dio, un Dio non implicato nella creazione funerea di quel “Deus” al quale ci gloriamo di appartenere sconoscendone del tutto le terribili prerogative distruttive…questo è stato ed è il merito supremo dei Catari, il vero motivo del loro sanguinoso massacro…la spia che ci indica in maniera lampante in quale inferno viviamo e quale atroce destino aspetta tutti coloro che osano solamente pensare che esista un Altro Essere al quale rivolgere le nostre preghiere.
Un concetto, un’idea talmente sconquassante che ovviamente la Chiesa “ufficiale” non poteva tollerare, in quanto veniva a scardinare il pilastro fondamentale sul quale è basata la sua ragion d’essere: la credenza “ortodossa” e la fede nella benignità della creazione, della natura in quanto derivazione dal Bene divino.
Ma che nella creazione ci sia ben poco di benigno è fin troppo facile da dimostrare: malattie, fame, carestie, guerre, terremoti ed inondazioni hanno da sempre afflitto la condizione umana fino alla disperazione…montagne di cadaveri hanno da sempre riempito la storia sin dai suoi primi vagiti, e persino la Bibbia ci dice che tutto cominciò con un peccato e poi con un omicidio, quello di Caino contro Abele…dunque niente di nuovo sotto il sole, il treno della vita cammina sempre sugli stessi binari insanguinati e non è mai nato nessuno in questa Terra che sia stato in grado di fermarne il motore impazzito e senza freni.
Solo nel secolo appena trascorso, per sorvolare sulle innumerevole carneficine del passato, si sono combattute due guerre mondiali che hanno fatto più di sessanta milioni di morti e se a queste sommiamo le innumerevoli guerre dimenticate e senza nome perché i giornali non se ne occupano se non molto saltuariamente, dovrebbesi concludere che le vittime sono state almeno il doppio, ad ogni modo si tratterebbe di una cifra che si aggirerebbe sicuramente attorno alle cento milioni di vittime, qualcosa che dimostra in maniera chiarissima a quale grado di follia e barbarie è giunto l’uomo nonostante abbia fatto progressi enormi in tutti i campi dello scibile umano.
Perché accade tutto questo, mi chiedo e chiedo ai lettori? Ma è semplice: l’uomo non ha mai dato ascolto alla sua coscienza, quella coscienza presente in ogni uomo ma che viene obnubilata dalle istanze demoniache presenti contemporaneamente in essa, non sente quella voce proveniente dal fondo della sua anima che lo spinge alla riflessione, all’umiltà, al perdono…..perchè evidentemente trova più allettante dare ascolto all’egoismo, alla superbia, al richiamo delle ricchezze ad ogni costo, anche a costo di passare sul cadavere del nostro prossimo.
E’ quindi evidente che se non sente questa voce angelica instillata in noi dall’Alto, qualche motivo oscuro deve pur esserci…..il predominio in sostanza dentro di noi di tutto quanto ci spinge al peccato e alla perdizione….l’inferno che nonostante tutto accettiamo e sopportiamo in quanto ritenuto erroneamente necessario, indispensabile alla nostra esistenza….la spia, la cartina di tornasole che dimostra in modo inconfondibile che esistono due distinte divinità a cui le due “diverse” coscienze in noi fanno capo, perché non è possibile pensare assolutamente che una stessa Divinità sia all’origine del Bene e del Male, sarebbe come ammettere che un uomo sia contemporaneamente savio e folle, buono e cattivo….la qualcosa accade non di rado….ma allora, essendo questa un’assurdità logica marchiana, ne deriva o che tale Divinità non è quel Dio in cui crediamo ciecamente senza averne la più pallida idea di che cosa sia, oppure più semplicemente che esistano due distinte e separate Divinità che combattono fuori e dentro il nostro Spirito in maniera acerrima e fino all’ultimo sangue.
I Catari parteggiavano per la seconda ipotesi, la più semplice ed elementare, ma nonostante ritengo fossero nel giusto, molti teologi la combatterono armati di una apparente prorompente cultura religiosa, pensando di poterla facilmente smontare specialmente con l’idea che se davvero esistessero due diverse Divinità verrebbe a cadere il concetto fondamentale dell’Onnipotenza di Dio, in quanto per la filosofia teologica è l’attributo “necessario” per antonomasia perché possa definirsi tale. Ma allora non si capisce perché l’Onnipotenza non riesce da sempre a sradicare tutti i mali di cui abbiamo parlato.
Come ben si vede siamo dinanzi a problematiche molto astruse, complicate ancor più dall’idea catara dell’endura, la più radicale negazione della vita, una sorta di suicidio per inedia con il quale atto il “prescelto” dimostrava, in maniera tale che non esistessero più dubbi sulla sua Fede nell’Altro Dio Sconosciuto alle masse, che la vita, poiché fondata sul dolore e la morte da ricondurre al Creatore malvagio, deve essere abbattuta assai prima che ci faccia perdere la salvezza del nostro Spirito Immacolato insito in noi ma ricoperto dal lerciume dell’esistenza impastata dall’inferno in cui è inserita.
E’ una prassi che può sembrare terribile e ritengo difficilmente applicabile per il timore che i casi di suicidio potrebbero aumentare in modo catastrofico fino alla prospettazione dell’estinzione della vita umana sulla Terra. Ma, a onor del vero, deve essere precisato che i Catari si guardavano bene dal consigliarla a tutti, del resto erano un’organizzazione in un certo senso esoterica che manteneva due livelli al suo interno: un livello essoterico, meno addentro alle profonde credenze catare, riguardante le masse di fedeli anche sposati che potevano seguire i loro discorsi e decidere liberamente se continuare ad approfondire le loro idee oppure crearsi una famiglia e vivere da laici, e uno appunto esoterico, più oscuro e profondo, riguardante i pochi eletti che avevano superarto tutte le prove più difficili e si erano resi conto dell’indispensabilità di tagliare tutti i ponti con questa vita.
Non credo dunque che i Catari possano essere accusati di essere contro il matrimonio e la continuazione della specie (quest’accusa fa parte del complotto teso a perderli), il loro scopo era soltanto quello di insistere sul carattere demoniaco dell’esistenza e quindi farne prendere coscienza agli uomini in maniera tale che poi decidessero autonomamente che fare. Certo, l’ostilità catara verso tale pratica era assoluta, principio fondante e irrinunciabile del catarismo, ad ogni modo non si può dire che essi volessero imporlo con la forza, doveva essere il risultato dell’emancipazione dalle catene materiali che ci impediscono di vedere la luce in fondo al tunnel infernale della vita umana.
Sono convinto peraltro che l’Endura venisse prescritta solo in casi estremi, allorchè ad esempio non ci fossero più speranze di guarigione nel caso di malattie inguaribili oppure se un cataro, il più delle volte celibe, decideva in piena libertà di abbandonare questa vita…..in verità il fine principale dei Catari era invogliare le masse affamate di pura religiosità a combattere dentro di loro l’ipocrisia, l’ignoranza, la fede in un Dio che per loro non era il vero Dio, in sostanza la falsità della religione dominante infarcita di dogmi incomprensibili e scevra di qualunque spiritualità vera…qui sta davvero il nocciolo della questione….l’annientamento delle regole di questa vita e la sua rifondazione su altri pilastri che mettessero in primo piano quella fiammella spirituale che noi facciamo di tutto per spegnere…una predicazione che toglieva ovviamente potere alla Chiesa di Roma che naturalmente passò al contrattacco in maniera furibonda perché si rendeva conto che tali messaggi le toglievano la terra sotto i piedi.
Ma è possibile che la vita sia fondata solo sullo Spirito, respingendo quella materialità che nonostante tutto è ineliminabile dalla nostra vita e dalla quale siamo tenuti in un certo senso prigionieri?
Questo è un altro e forse il più oscuro quesito in relazione ai Catari.
Peraltro, se davvero, come essi pensavano, l’inferno della vita è diretto dal Dio del Male, Satana il Diavolo, come fare per svincolarci dalla sua presa asfissiante? Non è un atto praticamente impossibile? Non penso….i Catari sono la dimostrazione storica che ciò è fattibile…..se davvero esiste un altro Dio fonte di ogni Bene, perché non si è mai provveduto ad esempio a costruirgli una Chiesa, un luogo sacro in cui pregarlo di aiutarci in questa terribile impresa?
Ecco, è qui forse che vengono toccati i nervi più nascosti delle motivazioni che spinsero la Chiesa di Roma allo sradicamento del Catarismo, il suo volere ad ogni costo fondare un'altra Chiesa, la Chiesa del Cristo vero che ci interroga da sempre sul nostro tradimento del suo messaggio eterno….il messaggio dell’Amore, dell’Umiltà e della Misericordia verso una umanità caduta nella perdizione infernale dell’esistenza.
Quest’ultima asserzione ci fa capire infine il carattere eminentemente politico e terreno della Chiesa a cui pensiamo di appartenere….il suo allearsi con le Potestà temporali per poter proseguire indisturbata nel suo cammino “ambivalente”, da un lato il misticismo e dall’altro il coinvolgimento negli ingranaggi malefici dell’esistenza, da un lato la preghiera e dall’altro la perfidia, l’ipocrisia, la ricerca del potere, del predominio sulle coscienze, l’annientamento di Cristo spacciato per cristianesimo….la credenza in sostanza in un Creatore appunto anch’Egli ambivalente che fonda la sua pretesa onnipotenza sul giorno e la notte, la vita e la morte, la salute e il dolore, la pace e la guerra, l’amore e l’odio, la fugace felicità e la disperazione….ambivalenza ritengo indegna di un Dio che non voglia vedere le lacrime delle sue creature….specialmente quelle di bambini innocenti che sono le prime vittime di questo sistema di cose che si chiama realtà, realtà d’inferno e demoniaca.
Saluti
Vipom
Il caro amico Antares666 ha aggiunto una sua bellissima e penetrante riflessione in merito all’articolo che precede, una riflessione che ha il raro potere di rendere il mio scritto ancor più incisivo di quanto non appaia ad un primo esame.
E’ necessario quindi proporla ai lettori affinchè si facciano un’idea la più completa possibile sulle tematiche affrontate. Eccola:
Se si osserva la Natura nella sua azione istante per istante, senza gli occhi velati dal pregiudizio, vi si scopre un giardino di perversioni e di atrocità. Ogni minimo dettaglio rivela scenari sconvolgenti. La spinta all'accoppiamento prevarica ogni altra considerazione: è una forza cieca e brutale il cui scopo è la conservazione e la trasmissione indefinita della poltiglia vivente che incrosta il pianeta. Questo impulso è connaturato con la violenza fino al punto da confondersi con essa nella sua ontologia.
Chi versa il suo seme in una matrice procreativa, è portato anche a versare sangue e a uccidere pur di generare una prole e farla sopravvivere. Chi accoglie il seme e lo fa germinare in sé, è portato a stroncare la vita che pensa compromettere la continuità della specie. Si nota così che le gatte uccidono i gattini, le femmine delle iene e dei licaoni divorano i propri cuccioli, i maschi dominanti dei leoni fanno strage della progenie degli sconfitti, lacerandola senza alcuna pietà. Anche l'animale che la scienza darwinista reputa a noi più simile, lo scimpanzé, non esita a sgranocchiare i propri piccoli. Le orche straziano i leoni marini palleggiandoli giulivamente anche quando sono ormai carcasse senza vita. E cosa dire di certe specie di pesci abissali, la cui femmina è lunga un metro e il cui maschio è ridotto a un minuscolo parassita incistato appena sopra la cloaca?
Ovunque è predazione, ovunque è terrore, ovunque si vede solo lo scatenarsi di tempeste primordiali di nauseabonda intensità.
Lo scienziato meccanicista è cieco di fronte a questi orrori, non può capire la portata della schiavitù biologica. Per lui tutto è materia e tutto è prodotto dall'azione implacabile di leggi che riducono ogni essere a un orologio che si muove per inerzia. Così ogni aberrazione altro non sarebbe se non una "strategia riproduttiva" o un "gioco fine allo sviluppo dell'istinto di caccia". Gelidi dogmi cartesiani che non reggono però di fronte a una fossa comune.
Eppure l'essere umano è capace anche di gesti quasi incredibili di eroismo, di abnegazione e di amore per il suo prossimo. Ha sviluppato un grande spirito di Conoscenza, ha elaborato sistemi filosofici. In un'alchimia paradossale in cui la disumanità convive con gli aneliti più elevati, il genere umano è evidentemente di natura composita. Ciò che spinge a rischiare di morire per salvare un amico che sta affogando non può in alcun modo avere la stessa origine del fumo diabolico che spinge a uccidere i propri stessi figli.
Come lo Spirito e il letame non possono essere nati dallo stesso identico atto creativo, così si dimostra senza possibilità di errore che la nostra autocoscienza non ha le sue origini nella genetica che fomenta le peggiori mostruosità.
Esiste quindi un Creatore Malvagio, responsabile di tutti i mali e della nostra prigionia.
Saluti
Antares666