Chi sono

Utente: antares666
Sono un esiliato, un Cavaliere Errante. Vago per impervie pietraie, nelle terre che gli Orchi chiamano Lugburz. Lontano dalla mia Dea adorata, privato del sole del mio Amore, percorro le più tenebrose contrade, ormai avvezzo al sospiro degli spettri...

Il mio nome si compone di due parti: una ha la sua origine nell'universo del Dio Nascosto, l'altra in quello del Creatore Malvagio. E' un geroglifico di ciò che sono: un angelo di fuoco imprigionato in un corpo demoniaco.


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Gnostic Silence & Persecution - NEVER AGAIN!

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sabato, 21 novembre 2009

Pubblicità Progresso

C'è una sola cosa che si può fare per migliorare le cose: smettere di generare! Ogni nuovo nato è un condannato all'Inferno del mondo, darlo alla luce è un abietto atto di egoismo che nutre a dismisura il Dragone del Dolore. E' inutile lamentarsi del Male, se poi si fa di tutto per alimentarlo. Questo infatti è il nutrimento che accresce il Male: la prosecuzione della Specie! E' inutile continuare a piangere perché nelle nazioni divampano le guerre e si soffre per la fame, se poi con ogni nascituro si pongono le basi per nuove guerre e nuove carestie!

STOP BREEDING!

UMANITA' ILICA

La situazione in Africa è tragica proprio per colpa della sciagurata pullulazione spermatica. I Pigmei sono tra le poche genti di quel continente ad avere un qualche controllo della fertilità: quando una coppia ha un figlio, osserva tre anni di castità prima di accoppiarsi nuovamente. Invece i prolifici Bantu, regrediti a livello rettiliano, hanno fatto terra bruciata. A loro non importa nulla di soffrire, perché il loro materialismo è assoluto. A guidarli non è nemmeno l'intelletto, che hanno perduto: i corpi dei maschi agiscono per riflesso delle contrazioni dei dotti seminali. Per quanto riguarda le femmine, sono rimasto inorridito quando ho letto delle scampate al genocidio ruandese, che si gettavano ai piedi di qualunque uomo incontrassero per essere fecondate. Pur di generare, sarebbero state disposte a ricevere anche lo sperma degli assassini dei loro consanguinei.

Ecco il commento del Fratello Kopelev a questi fatti raccapriccianti:   

La Natura è Orrore allo stato puro.
La circostanza che riferisci è spaventosa, ripugnante (e mi era del tutto ignota). Automi in balìa degli istinti. La Natura ha un solo obiettivo: colmare i vuoti, tener sempre ben fornita la propria "dispensa".
" (...) the play is the tragedy "Man," And its hero the Conqueror Worm." 

postato da: antares666 alle ore 09:18 | link | commenti
categorie: riflessioni, africa, biologia, inferno, estinzioni, dualismo
venerdì, 20 novembre 2009

ANCORA SUL LIBERO ARBITRIO

Angelo Izzo, il "mostro" del Circeo e di Ferrazzano, assassino brutale di tre donne, ha progetti di matrimonio. Donatella Papi, giornalista, sua conoscenza di gioventù, si è fatta viva. Dopo contatti epistolari ha chiesto al direttore del carcere di Velletri, dove Izzo sta scontando il secondo ergastolo di incontrare il detenuto per concordare i passi formali da compiere in vista del "sì". Lui, intanto, assicura di essere cambiato. Tutto è partito da lei, giornalista romana e direttrice del giornale online www.comincialitalia.net, divorziata da pochi giorni. E il 56enne Angelo ha accolto l'offerta della 53enne Donatella. "Per me è una specie di angelo, come se lei fosse una parte della mia carne separata da me da un crudele incantesimo" scrive in una lettera a un cronista, consapevole che potrà incontrare la futura moglie solo in parlatoio.
Poi, conferma: "Può darsi che ci sposeremo. Ne abbiamo parlato ed è in progetto il matrimonio. Donatella è stata una ragazza che è divenuta una bella donna, molto intelligente e sensibile".
Poi l'ergastolano parla di tante affinità elettive: "ambedue abbiamo un gran desiderio di coltivare i valori della compassione, della bellezza, degli ideali e delle belle bandiere".
Poi, a chi gli chiede che rapporto ha con l'altro sesso un uomo che ha ucciso tre donne, Izzo risponde: "La mia presunta misoginia o, addirittura, una mia presunta ostilità verso il sesso femminile è assolutamente un'invenzione di giornalisti e criminologi".
Degli atroci delitti scrive: ''Seppure in un passato lontano mi sono macchiato di reati di un certo tipo, non vi era nè inimicizia di genere, nè odio di classe, o cose del genere". Erano "episodi collegati ad un modo di vivere sbagliato. Per il quale pensavo fosse mio diritto impadronirmi con la violenza di ogni cosa". 

  

PARTE SECONDA 
LA CELEBRAZIONE DEL MISTERO CRISTIANO

SEZIONE SECONDA 
«I SETTE SACRAMENTI DELLA CHIESA»

CAPITOLO TERZO
I SACRAMENTI AL SERVIZIO DELLA COMUNIONE

ARTICOLO 7 
IL SACRAMENTO DEL MATRIMONIO

 « Il patto matrimoniale con cui l'uomo e la donna stabiliscono tra loro la comunità di tutta la vita, per sua natura ordinata al bene dei coniugi e alla procreazione e educazione della prole, tra i battezzati è stato elevato da Cristo Signore alla dignità di sacramento ». 230

1602 La Sacra Scrittura si apre con la creazione dell'uomo e della donna ad immagine e somiglianza di Dio 231 e si chiude con la visione delle « nozze dell'Agnello » (Ap 19,9). 232 Da un capo all'altro la Scrittura parla del Matrimonio e del suo mistero, della sua istituzione e del senso che Dio gli ha dato, della sua origine e del suo fine, delle sue diverse realizzazioni lungo tutta la storia della salvezza, delle sue difficoltà derivate dal peccato e del suo rinnovamento « nel Signore » (1 Cor 7,39), nella Nuova Alleanza di Cristo e della Chiesa. 233

Il matrimonio nell'ordine della creazione

 « L'intima comunione di vita e di amore coniugale, fondata dal Creatore e strutturata con leggi proprie, è stabilita dal patto coniugale [...]. Dio stesso è l'autore del matrimonio ». 234 La vocazione al matrimonio è iscritta nella natura stessa dell'uomo e della donna, quali sono usciti dalla mano del Creatore. Il matrimonio non è un'istituzione puramente umana, malgrado i numerosi mutamenti che ha potuto subire nel corso dei secoli, nelle varie culture, strutture sociali e attitudini spirituali. Queste diversità non devono far dimenticare i tratti comuni e permanenti. Sebbene la dignità di questa istituzione non traspaia ovunque con la stessa chiarezza, 235 esiste tuttavia in tutte le culture un certo senso della grandezza dell'unione matrimoniale. « La salvezza della persona e della società umana e cristiana è strettamente connessa con una felice situazione della comunità coniugale e familiare ». 236

 VORREI TANTO SAPERE QUALE DIO SARA’ L’ISPIRATORE O IL CREATORE DI QUESTO MATRIMONIO, SICURAMENTE FRUTTO DEL LIBERO ARBITRIO DI UN UOMO (?) - noi dualisti sappiamo bene che la carne può essere solo un mantello dietro cui si celano spiriti del Rex Mundi - E DI UNA DONNA, PERDUTAMENTE INNAMORATA DI QUESTO UOMO!!!!

giovedì, 19 novembre 2009

Pubblico questo sublime e ispirato contributo del Fratello Kopelev, il cui inserimento in questo blog è stato ostacolato da una deprecabile disfunzione di Splinder. Queste riflessioni si sono originate a partire dalle parole del De Servo Arbitrio di Lutero, che ho postato su Facebook: "Quod evidens est argumentum, liberum arbitrium esse merum mendacium".


Automi spermatici

La prova più evidente dell’inconsistenza della teoria del libero arbitrio consiste nella "bomba demografica": benché il pianeta sia sovrappopolato, e le risorse in via di esaurimento, gli umani in Africa (e altrove) seguitano a copulare come ratti e a figliare a ritmo spasmodico. Dopo di che, al Vertice Fao di Roma, Ban Ki-moon lamenta il fatto che "ogni 5 secondi un bambino muore di fame". Il buon senso suggerirebbe che, in situazioni di oggettiva penuria, dopo il 2° figlio si debba ricorrere alla contraccezione. Ma l'arbitrio è servo, servo degli istinti primordiali, e il cervello rettiliano detta la linea, con gli esiti funesti che sappiamo. Uomini in perenne erezione - veri e propri automi spermatici - incoscientemente persistono nell'ingravidare le proprie donne. I frutti di quei coiti dissennati muoiono, in molti casi, nel giro di pochi mesi o anni per malnutrizione, dissenteria amebica e quant'altro.E codesti automi spermatici sarebbero dotati di "libero arbitrio"? Non scherziamo.

Michael F. Czerny (
http://chiesa.espresso.repubblica.it/
articolo/58722) riferisce un episodio assai eloquente: "Ad Abidjan, Jacques, che vive con le sue quattro mogli, si ammala con una sintomatologia di febbre, tosse e perdita di peso. Si reca all’ospedale con la moglie più giovane. Dal test risulta che ha la tbc e che è anche sieropositivo. Gli vengono fatte raccomandazioni sul suo stato di sieropositivo e viene incoraggiato a dirlo alle altre mogli. Lui non solo non lo dice, ma continua ad avere con loro rapporti sessuali."
Vi rendete conto? Quattro mogli. La "cultura" (gli usi e i costumi, fra i quali la poligamia) al servizio della Natura: un mero elemento sovrastrutturale, dunque. E' il cervello rettiliano a muovere gli automi spermatici. Null'altro. 

SETTE MILIARDI

Sette miliardi di corpi umani, agglomerati di cellule, quanto spreco di idrogeno e carbonio. Mentre scrivo, uno è nato, e un giorno morirà. Uno è morto, ma non rinascerà. Nel sangue, come una droga, scorre l' "istinto di sopravvivenza" che ci porta a fare cose stupide, come l'atto riproduttivo. E non possiamo smettere, è peggio dell'eroina. La volontà non esiste, il libero arbitrio neanche. Siamo schiavi di questo veleno che ci porta ad inocularlo al prossimo, per diffondere il germe. I pochi illuminati vengono additati come depressi, disperati, borderline, frustrati. Liberi, sono soltanto liberi dall'istinto tiranno, dittatore. Attorno ci sono soltanto figure antropomorfe che passeggiano, e non sanno di essere uguali alle bestie.

martedì, 17 novembre 2009

Miserie della biofilia

 

Il noto divulgatore scientifico Piero Angela, in chiusura di un documentario sul Parco Nazionale del Gran Paradiso, andato in onda nel 1990 nel corso della trasmissione Quark, così ragionava in merito all’opportunità di reintrodurre nel Parco lupi e linci: “I carnivori svolgono un utile ruolo di cernita fra la popolazione degli erbivori, eliminando i più deboli, i più vecchi, i piccoli eccedenti, i malati. Assolvono cioè la stessa funzione che gli anticorpi svolgono nell'organismo. A trarne giovamento in ultima analisi sarebbero proprio la salute e l'integrità della stirpe degli stambecchi."

 

Nello stesso anno, Giovanni Minoli, nel presentare lo Speciale Mixer dedicato ad un documentario naturalistico di Frederic Rossif, annunciava enfaticamente che il filmato “ci condurrà su un’isola delle meraviglie” situata a nord del Borneo. Il documentario, per oltre un’ora, mostrava l’instancabile lotta per la sopravvivenza fra le creaure che popolano le rive fangose dell’isola: un ciclo continuo di accoppiamenti e divoramenti.

 

Nel corso del programma televisivo Quark andato in onda su Raiuno martedì 28 agosto 1990 alle 20 e 30, furono trasmesse le seguente sequenze:

- Una femmina di facocero bruca l’erba sulle rive di un fiume africano attorniata dai suoi quattro cuccioli. Una coppia di sciacalli affamati si avventa improvvisamente sui piccoli. Con movimenti rapidi, finte scatti e giravolte, i predatori confondono la femmina. Mentre uno la impegna, l’altro addenta un cucciolo e se lo porta via a tutta velocità. La femmina insegue l’assalitore per salvare il piccolo, che lancia grida di terrore; l’altro sciacallo ne approfitta per ghermire a sua volta un cucciolo; la madre se ne accorge e torna sui propri passi, disorientata. Un terzo cucciolo viene azzannato e trascinato via. La madre corre qua e là inebetita, incapace di arrestare il massacro; anche l’ultimo cucciolo scampato alla strage è minacciato dai predatori.  A questo punto la femmina sembra comprendere che uno solo glien’è rimasto, rinuncia perciò a tentare di recuperare gli altri e si pone in sua difesa. Nel frattempo uno sciacallo, correndo, ha perso di bocca una preda. La madre si avvicina al cucciolo, che ha una profonda ferita alla spina dorsale e non riesce più a camminare.

- Un bufalo femmina giace disteso al suolo con addosso tre leonesse e un leone che l’azzannano ai fianchi e all’inguine. Muggiti di disperazione e di dolore dell’animale mentre viene mangiato vivo.

- Un’elefantessa zoppicante si abbatte sul suolo della savana desertificata dalla siccità nel Botswana. Morirà sul posto per disidratazione.

La voce fuori campo ci avverte che: “i tanti piccoli drammi consumatisi sulle rive dell’Ilianti non sono che un aspetto di un vasto e complesso sistema ed equilibrio naturale ecosistemico”.

 

Così ragionano i biofili.

Lodano la saggezza della Natura, ne incensano le leggi, le chiamano necessarie e funzionali, pontificano sull’utilità dell’eliminazione degli esemplari deboli e malati.

sabato, 14 novembre 2009

L'orrido aspetto del Cosmocratore

Ma quando egli ebbe finito di dire queste cose, egli ne disse loro ancora una: "Questi misteri che io darò a voi, custoditeli e non dateli a nessun uomo che non ne sia degno. Non dateli a padre, madre, fratello, sorella o parente, per cibo, per bevande, per una donna, per oro, per argento o per qualsiasi cosa sia di questo mondo. Custoditeli e non dateli a causa di beni dell'intero mondo. Non dateli ad alcuna donna o ad alcun uomo la cui fede è quella dei 72 Arconti, o che li serve. Non dateli a coloro che servono gli Otto Poteri del Grande Arconte, che sono coloro che mangiano il sangue mestruale della loro impurità e il seme dell'uomo, dicendo: "Abbiamo avuto la conoscenza della Verità, e preghiamo il Vero Dio". Tuttavia, il loro Dio è malvagio.
Ascoltate ora, mentre vi annuncio la sua collocazione. Egli è la Terza Potenza del Grande Arconte. Il suo nome è Taricheas, figlio di Sabaoth Adamas. Egli è il nemico del Regno dei Cieli. La sua faccia è quella di un cinghiale, i suoi denti fuoriescono dalla bocca, ed ha un'altra faccia nel suo lato posteriore, quella di un leone.

Secondo libro di Jeu, capitolo 43


Questo bellissimo testo gnostico è stato scritto in Sahidico, uno dei principali dialetti della Lingua Copta, l'ultimo stadio dell'evoluzione dell'Antico Egizio - in pratica una forma moderna di Demotico. Gli ultimi parlanti del Copto si spensero nel XVII secolo, ma l'uso liturgico di questo idioma continua nella Chiesa Copta fino ai nostri giorni. I cittadini egiziani di religione cristiana che frequentano le chiese copte non capiscono nulla di ciò che i chierici leggono, ma un certo grado di conoscenza è ancora richiesto ai sacerdoti. Si segnalano tentativi di riportare in vita la Lingua Copta in alcuni villaggi, sforzi che lodo in sommo grado e ai quali dò il mio appoggio incondizionato. La Barbarie è un oceano che ruggisce con il volto leonino di Jaldabaoth, ma neppure il suo immane fragore può estinguere del tutto il Nucleo Spirituale rubato al Padre dei Buoni Spiriti.

giovedì, 12 novembre 2009

Catarismo e cristianesimo:
due mondi fortemente
contrapposti e antagonisti
 tribolazione
Quando vedo la malignità regnare e sopraffare l’innocenza, quando vedo tranelli e complotti contro l’onestà, quando vedo calpestata la dignità delle persone….mi sovviene il catarismo e quello che dovettero subire questi presunti eretici catari che pensavano del mondo in termini assai pessimistici, che fosse opera del Diavolo e che i suoi angeli imperassero e vituperassero di continuo la creatura umana, che la sua linfa traesse vigore dall’istinto sessuale procreativo, che il suo obbrobrio fosse inestinguibile e terribile….e concludo che non avevano tutti i torti a pensarla in questo modo, specie laddove si osserva che questi atti atroci che avvengono quotidianamente contro l’umanità si realizzano spesse volte sotto il manto di una religione “ufficiale” che agisce quasi da copertura.
 
Inutile dire che uno scoramento comincia a pervadere l’animo umano, un tremore irrefrenabile lo coglie all’improvviso e si comincia a maledire tutto ciò che esiste, invocando un Dio, il Dio del Bene Sommo che però non è di questo mondo, affinché si faccia vivo a contrastare questa cloaca pestilenziale dell’esistenza bestiale.
 
Visto quanto detto, è sicuro che i catari avevano visto giusto e che la loro persecuzione e sterminio erano stati messi in atto perché le autorità si rendevano conto del pericolo da essi incarnato, il pericolo di non poter più attuare le loro malefatte e i loro obbrobri, magari al coperto di una religione falsa e ipocrita.
 
Spero che il tempo mi dia ragione e che il catarismo possa risorgere ed assestare un colpo durissimo ad un mondo in rovina.
 
Saluti
Vipom
mercoledì, 11 novembre 2009

La morte continua
della vita
 tempo
Si dice che andiamo
incontro alla morte
ma ben pochi
si rendono conto
di essere già morti
centinaia di migliaia di volte,
ogni secondo
e ogni minuto che passa,
perché il tempo
che trascorre
contro la nostra volontà
ci uccide in realtà
senza che noi ce ne accorgiamo
e persino la memoria
sarebbe il ricettacolo
del regno dei morti.
 
Mi volto a guardare
gli anni settanta e ottanta
quand’ero un ragazzino
e un giovanotto
e pare che quegli anni
possa afferrarli con le mani,
ma sono scomparsi
e spariti per sempre
e non torneranno mai più.
 
Questa è la morte,
rendersi conto
che quella che ci attende
è solo il sigillo
ad un decesso continuo
della nostra vita
per opera del tempo.
 
Saluti
Vipom
martedì, 10 novembre 2009

Ravvedimento

"Quivi vanno comprese tutte le storie autentiche di conversione, ad esempio anche quella di Raimondo Lullo, il quale, invitato finalmente da una bellezza, per la quale aveva lungamente spasimato, a raggiungerla nella sua camera, attendeva il compimento di tutti i suoi desideri, quando lei, slacciandosi il corpetto, gli mostrò il suo seno orribilmente divorato dal cancro. Da quel momento, come se avesse guardato nell'inferno, egli si convertì, abbandonando la corte del re di Maiorca e andando a far penitenza nel deserto."

Arthur Schopenhauer, Il mondo come volontà e rappresentazione, vol.I, paragrafo 68.